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Philips ko ad Amsterdam: rosso da 151mln nel trimestre complice il caso respiratori

Gli accantonamenti difettosi portano in perdita i conti insieme alla cautela del management sul resto dell'esercizio

di Giuliana Licini

Fonte: Phiilips.com

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Philips cade alla Borsa di Amsterdam sotto il peso dei conti trimestrali in rosso a causa principalmente di nuovi accantonamenti per finanziare il richiamo mondiale di apparecchi respiratori difettosi e per la cautela mostrata sulle prospettive dell’esercizio nel difficile contesto economico e geopolitico. Il titolo del gigante olandese dell’elettronica accusa una flessione in doppia cifra, registrando la peggiore performance dell'indice Stoxx Europe 600.

Perdite per 151 milioni nel primo trimestre

Philips ha annunciato di avere chiuso il primo trimestre con una perdita di 151 milioni di euro contro l’utile di 40 milioni nello stesso periodo dello scorso anno, su un fatturato in calo del 4% a 3,9 miliardi di euro. Gli ordinativi sono invece aumentati del 5%. L’Ebitda rettificato ammonta a 243 milioni contro 362 milioni, con un margine in calo al 6,2% dal 9,5% dello scorso anno. Il flusso di cassa operativo è negativo per 227 milioni contro un dato positivo di 321 milioni nel primo trimestre 2021. Secondo il ceo Frans van Houten, i ricavi “sono superiori alle attese malgrado le condizioni molto difficili”, legate “ai problemi nella catena di approvvigionamento” e alla questione dei respiratori difettosi.

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Per i respiratori difettosi accantonati altri 165 milioni

Su questo punto, il gruppo ha indicato che il numero dei dispositivi difettosi è salito di circa 300mila, principalmente negli Usa (a un totale di 5 milioni), il che ha portato ad ulteriori accantonamenti per un totale di 165 milioni, sia per le riparazioni sia per vari costi aggiuntivi, portando gli accantonamenti totali a circa 900 milioni di euro. Quanto alle prospettive dell'esercizio, il gruppo indica che la forte domanda dai clienti e il portafoglio ordini, associati alla performance delle vendite nel primo trimestre “sostengono l’espansione dei ricavi e dei margini sull’intero anno, come indicato a gennaio". D’altro canto Philips “riconosce i rischi crescenti legati alla situazione del Covid-19 in Cina, alla guerra tra Russia e Ucraina, ai problemi nelle catene di approvvigionamento, che potrebbero impattare potenzialmente la capacità di convertire il forte portafoglio ordini in vendite e di raggiungere l’obiettivo di margine se il mercato peggiora ulteriormente”. Il ceo ha annunciato che il gruppo “sta attuando ulteriori misure sui costi, come pure aumenti dei prezzi per mitigare le pressioni inflazioniste”. Il dossier dei respiratori difettosi è emerso lo scorso giugno ed è costato finora circa 15 miliardi di capitalizzazione al gruppo.

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