Aste a Londra

Phillips conferma l’attenzione per le nuove leve

La dinamica del terzo incanto della settimana londinese ricalca le precedenti: battaglie di rilanci per i nuovi nomi, poco entusiasmo per gli storicizzati. Forte ruolo per i compratori in Asia: Cina ma anche Corea e Hong Kong

di Giovanni Gasparini

3' di lettura

L'asta tardo-pomeridiana di Phillips del 15 ottobre a Londra ha ricalcato l'andamento delle due precedenti da Sotheby's e Christie's, con risultati simili per gli artisti popolari del momento, ma ovviamente un ricavo inferiore per l'assenza di lotti oltre 5 milioni di £.
Il ricavo complessivo di 25,250 milioni di sterline supera la stima alta pre-asta di 23,3 milioni (dopo l'aggiunta delle commissioni), grazie a solo tre invenduti su 43 lotti proposti, e percentuali di venduto ben oltre il 90%.
L'asta si è distinta in due parti dalle dinamiche opposte: una prima caratterizzata da continui rilanci sulle opere dei nuovi artisti e, soprattutto, artiste, la seconda su realizzi milionari, ma in linea con le stime per i nomi già affermati.

Record per i/le giovani

Sei dei primi nove lotti in asta hanno portato ad altrettanti record per artisti fra i 30 e 40 anni con opere dal 2017 al 2021. Si tratta in gran parte degli stessi nomi che hanno dominato le cronache degli incanti precedenti, tutti superando record appena stabiliti durante l'anno in corso. Si tratta di Jadè Fadojutimi, la cui tela decuplica al stima di 80-120mila £, basata sul prezzo in galleria (mercato primario) delle sue opere, per finire in mani asiatiche a 1,2 milioni di £; Shara Hughes che dalla stessa stima sfiora 900ma £; il ghanese Serge Attukwei Clottey con un doppio ritratto conteso fino a 340mila £, oltre 10 volte la stima bassa. Record anche per Tunji Adeniyi-Jones che decuplica la stima di 30-50mila £ per fermarsi a 300mila £, mentre Issy Wood e Sanya Kantarovsky ‘solamente' duplicano le stime alte di 100-150mila £ a 327mila e 390mila £ rispettivamente. Particolarmente attivi online e a Hong Kong i compratori basati in Asia, probabilmente spinti da un'eccesso di liquidità da muovere rapidamente prima che intervengano restrizioni, soprattutto, da parte delle autorità cinesi.

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Tutti pazzi per gli emergenti da Phillips

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Nomi noti milionari

Se i lotti nuovissimi stupiscono per i risultati dinamici, il fatturato vero è ancora appannaggio dei nomi noti milionari. Ad eccezione della Fadojutimi, gli altri sei lotti milionari che portano da soli circa metà del ricavo riportano nomi noti da tempo, come Sigmar Polke il cui lavoro del 1968 ‘Negerplastik', un interessante commentario sulla contaminazione culturale dell'arte, messaggi più che attuale al giorno d'oggi, passa di mano alla stima alta di 3 milioni con le commissioni. Un altro pittore tedesco, Albert Oehlen, passa di mano alla stima bassa a 1,2 milioni con le commissioni con un lavoro del 1986. Non mancano le artiste già affermate come come Yayoi Kusama con un ‘Silver Nets' del 2011 conteso oltre la stima alta a 1,8 milioni di £, e Marlene Dumas con un ritratto del 2095 ‘The Believer' che però si ferma alla stima di 1,6 milioni di £ solo una volta aggiunte le commissioni.

Il catalogo proponeva anche artisti storicizzati come Max Ernst con quattro lavori surrealisti aggiudicati attorno alle stime, mentre rimangono invenduti gli unici due lotti di arte italiana proposti, ‘Il Jazz' di Mimmo Rotella (stima 120-180mila £) e una composizione di Rudolf Stingel stimata 500-700mila £. Un lavoro di Stingel era stato ritirato dalla precedente asta da Christie's: si tratta di segnali inequivocabili di grande stanchezza per il mercato dell'artista che solo 5-6 anni fa dominava il mercato e ne era uno dei ‘favoriti'. Una storia che suggerisce cautela anche oggi, davanti all'esplosione dei prezzi di artisti giovanissimi. L'entusiasmo attuale ricorda a molti le dinamiche degli anni ‘80 (e poi ancora del 2007), momenti di espansione rapidissima seguiti da crisi repentine. Quando la musica si fermò allora, ci vollero 14 anni per far recuperare quel mercato. E provate a trovare recenti risultati significativi in asta per Julian Schnabel o i ‘nostri' artisti della Transavanguardia..

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