vivissime condoglianze

Piacere, mi chiamo Hitler


1' di lettura

Buongiorno, mi chiamo Cigarruista e sono un giornalista panamense. La mia età? Una cinquantina d’anni. Il resto del mio nome? Quello del fonte battesimale e che figura all’anagrafe? Beh, mio padre volle chiamarmi Hitler, convinto che ce ne sarebbe stato uno buono. Per la verità sono José Hitler, perché il sacerdote non volle utilizzare quello del Führer come primo.

Mi sono permesso di trasformare in un racconto autobiografico la vicenda anagrafica del signor Hitler Cigarruista, che per una scelta del genitore si chiama come il capo del Terzo Reich. Questo giornalista (Director Editorial en Capital Financiero) è diventato un caso e ne hanno dato notizia nei giorni scorsi, oltre il «Corriere della Sera» online, numerosi altri siti stranieri. Problemi, vi chiederete?
A volontà. Con il nome Hitler diventa un dramma aderire ad alcuni social network; tra essi, Facebook non avrebbe permesso al giornalista di iscriversi con il proprio nome anagrafico. Poi ci sono i controlli di frontiera. L’Hitler panamense non ha ancora organizzato un giretto in Israele, ma qualora dovesse recarsi là, alcuni problemi sono prevedibili. In Germania, ha confessato, dove sovente viaggia, le domande sono inevitabili e non è raro che
il doganiere chiami i suoi colleghi per metterli al corrente dell’arrivo di un certo Hitler. Cambiare nome? Dovrebbe rifare diplomi, documenti e altro, con una spesa notevolissima. Insomma, ha deciso di continuare così. E di provare che si può essere buoni pur chiamandosi Hitler.

(Modesto Michelangelo Scrofeo)

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