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Piani ambiziosi per Mitsubishi, nuovi problemi per Nissan in Giappone

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

Carlos Ghosn (s) e Osamu Masuko (Afp)

2' di lettura

TOKYO – Mitsubishi Motors ha annunciato ieri un ambizioso piano strategico triennale che prevede 11 nuovi modelli e un aumento di oltre il 30% delle vendite globali a 1,3 milioni di unita' e 2.500 miliardi di yen: è il primo business plan dopo lo scandalo delle emissioni truccate che aveva provocato una crisi aziendale sfociata nell'ingresso nell'orbita di Nissan dopo il rifiuto di banche e società del “keiretsu” Mitsubishi di salvare da sole la Casa automobilistica. Il Ceo Osamu Matsuko ha sottolineato che il piano a medio termine – comprensivo di un aumento degli investimenti di capitale nell'ordine del 60% - intende “far recuperare rapidamente la fiducia” degli utenti, che era stata intaccata dall'emergere del problema dei dati falsificati su consumi e livelli di emissioni nocive.

Nissan: stop in Giappone. Senonché proprio in questo periodo la nuova virtuale casa madre della società, Nissan Motor (controllante al 34% del capitale) , è incappata in uno scandalo che si è arricchito ieri di un nuovo capitolo, portando a uno stop nella commercializzazione di vetture per il mercato giapponese. Il gruppo presieduto da Carlos Ghosn ha continuato a utilizzare personale non sufficientemente qualificato nelle ispezioni finali di qualità in una sua fabbrica, anche dopo aver rilevato a settembre di aver scoperto il problema in tutte le fabbriche giapponesi. Una vicenda che l'ha portata al richiamo in officina di 1,16 milioni di autovetture commercializzate in Giappone dal gennaio 2014 al settembre di quest'anno. Il nuovo caso riguarda solo la componentistica di 3.800 vetture, ma certo rappresenta un nuovo motivo di imbarazzo per il ceo di Nissan, Hiroto Saikawa, che oggi è tornato a scusarsi publicamente, annunciando la sospensione temporanea di produzione e consegne per il mercato domestico. . L'annuncio del piano strategico di Nissan è stato rinviato a novembre, dopo che saranno ultimate le verifiche interne sui casi di certificazioni non regolari.

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Lo scandalo Kobe Steel. L'industria automobilistica giapponese, intanto, deve confrontarsi anche con lo scandalo dei dati falsificati da Kobe Steel sulle specifiche di qualita' richieste per numerosi prodotti intermedi finiti nella componentistica dei veicoli: sono in corso costose verifiche in quanto il rischio è che si profilino eventuali conseguenze sulla sicurezza del prodotto finale. Kobe steel ha fornito per anni – e secondo una gola profonda per decenni – prodotti non conformi alle richieste, finiti anche in aeromobili e treni. Ieri la European Aviation Safety Agency ha raccomandato alle società interessate di verificare la loro supply chain e di non rifornirsi più di materiali di Kobe Steel almeno finché la sicurezza dei prodotti non sia stata confermata.

E le autorità americane hanno richiesto informazioni dettagliate. Toyota, Honda, Nissan, Subaru e Mazda hanno escluso al momento problemi di sicurezza legati alal componentistica in alluminio, ma gli accertamenti continuano.

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