ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTrasporto aereo

Piani di rilancio, si infiamma il confronto tra le società aeroportuali

Investimenti, intermodalità e ruolo chiave delle infrastrutture

di Vincenzo Chierchia

(REUTERS)

I punti chiave

  • La posizione di Assaeroporti
  • La mossa del Polo Nord Est
  • L’uscita di Adr

4' di lettura

Si infiamma il confronto sugli aeroporti. Nei giorni scorsi Adr e Polo Nord Est (Save, Aer Tre e Catullo) avevano annunciato l’uscita, ieri la replica di Assaeroporti. «La decisione di Adr e di Save di lasciare l'associazione di rappresentanza delle società di gestione aeroportuali - si legge in una nota - costituisce un fatto gravissimo per il settore chiamato a far fronte alla più grave crisi che abbia mai colpito il trasporto aereo. Le due società, che hanno gestito nel 2019 il 34,77 % e nel 2020 il 28,56% del traffico aereo, con questa scelta si assumono una pesante responsabilità nei confronti dell'intera categoria, in un momento in cui era ed è necessaria la massima unità e determinazione per uscire dalla crisi e suscitare una maggiore consapevolezza da parte delle istituzioni sul ruolo del traporto aereo per lo sviluppo economico, occupazionale e sociale del Paese. Queste ovvie considerazioni sono evidentemente apparse insufficienti rispetto all'esigenza di “reagire” alla nomina della nuova governance di Assaeroporti. Peraltro, la lettura degli obiettivi e delle priorità richiamate nel comunicato dell'Associazione costituita da Adr e da Save coincidono con quelli di Assaeroporti, a partire dalla centralità ribadita nel nostro Piano Triennale delle questioni legate alla sostenibilità, alla digitalizzazione e all'intermodalità». «Nel tentativo maldestro di trovare motivazioni plausibili ad una scelta così grave - prosegue la nota -, nel comunicato di Adr, che annuncia il recesso da Assaeroporti, si auspica trasparenza nei rapporti tra gli associati e la possibilità di creare le condizioni per un proficuo dialogo.
Sul versante della trasparenza, tutti i passaggi che hanno portato alla nomina del presidente e del Consiglio direttivo, e successivamente del collegio dei revisori e dei probiviri, hanno rigorosamente rispettato tutte le previsioni statutarie, probabilmente in modo più puntuale rispetto al passato. Ed in questi mesi il lavoro degli uffici è stato costantemente ispirato ai criteri di trasparenza, condivisione e collaborazione con tutti gli associati». «Auspicare un maggior dialogo nel momento in cui si decide di lasciare un'associazione - si legge ancora - è atteggiamento singolare; ma lo è ancora di più se l'auspicio viene da chi ha tassativamente evitato il confronto in seno e fuori dagli organi.
Alla luce di queste circostanze, Assaeroporti conferma il giudizio su una scelta che appare grave e scarsamente motivata.L'Assemblea del 13 settembre scorso aveva deciso di non sostituire, fino al 31 dicembre, quanti non avevano accettato le cariche cui erano stati nominati, auspicando che si creassero le condizioni per una ripresa del confronto interno, che, evidentemente, sono venute meno. Il Consiglio direttivo di Assaeroporti, riunitosi oggi, ha cooptato, quale quarto vicepresidente Armando Brunini amministratore delegato di Sea.
Le cooptazioni saranno votate dalla prossima Assemblea».

Il 24 settembre le società Save, Aer Tre e Catullo, gestori rispettivamente degli aeroporti di Venezia, Treviso e Verona-Brescia che insieme compongono il Polo aeroportuale del Nord Est, hanno comunicato ufficialmente ad Assaeroporti la loro decisione di uscire dall’Associazione. «In un contesto che vede il settore aeroportuale profondamente segnato dalla pandemia e nel contempo lo definisce come uno degli attori principali della ripresa e dell’evoluzione del nostro Paese in termini di sostenibilità ambientale e di innovazione - viene sottolineato in una nota - si ritiene che sia necessario un cambio di passo nell’individuazione di nuove azioni che guidino e facciano emergere la strategicità dell’intero comparto». Transizione ecologica, decarbonizzazione, digitalizzazione «sono indirizzi che gli aeroporti del Polo del Nord Est, coordinati dalla capogruppo Save, hanno fatto propri e sui quali si concentreranno le energie professionali ed economiche degli anni a venire - viene detto -. Si tratta di impegni condivisi con gli altri aeroporti a livello nazionale ed internazionale, che garantiranno la mobilità del nostro Paese all’interno di un perimetro di sempre maggiore sostenibilità». «In considerazione del ruolo centrale esercitato dagli aeroporti, è quanto mai opportuno che tali passaggi evolutivi siano sostenuti, rappresentati e condivisi a tutti i livelli - conclude il documento - sulla base di denominatori comuni che superino le specificità dei singoli scali».

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Aeroporti di Roma ha comunicato ad Assaeroporti (Associazione Italiana dei gestori aeroportuali), “con rammarico”, la propria decisione di uscire dall’Associazione, constatata già da mesi «l’impossibilità in questo momento di portare avanti un dialogo proficuo su temi centrali come la sostenibilità, l’intermodalità e l’innovazione digitale».«Questo passo indietro - sottolinea Adr in una nota - non vuole significare una rottura, tanto più che Adr rimarrà convintamente associata a Confindustria tramite Unindustria, ma rappresenta un passaggio necessario per sbloccare, con presupposti diversi e necessariamente improntati su mutuo riconoscimento e trasparenza, un dialogo che appariva ormai paralizzato e non sufficientemente aperto e costruttivo in relazione alla situazione attuale, che non consente esitazioni o distrazioni improduttive. Pertanto, fermo restando l’impegno ad alimentare con la massima determinazione il processo di trasformazione del settore, Adr auspica di poter coltivare una linea di confronto schietta e indipendente con l’Associazione e tutti gli associati, con la certezza che il settore saprà comunque essere compatto sulle priorità chiave in questo momento di severa crisi. In quest’ottica, Aeroporti di Roma continuerà a fornire il proprio contributo, grazie alla credibilità, capacità progettuale e responsabilità come soggetto di sistema, per disegnare un futuro in cui le infrastrutture aeroportuali assumano un ruolo sempre più strategico e decisivo nel processo di cambiamento del Paese delineato dal Governo, all’insegna della sostenibilità, qualità, innovazione e intermodalità».


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