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Piano Alitalia, posizioni distanti. Poletti: «Situazione molto difficile»

(ANSA)

3' di lettura

Posizioni ancora distanti tra sindacati e Alitalia. Lo riferiscono le sigle al termine del tavolo tecnico che si è svolto oggi al Ministero dello Sviluppo, cui hanno partecipato anche i ministri Carlo Calenda (Sviliuppo economico) e Giuliano Poletti (Lavoro). I lavori, hanno detto i sindacati al termine del tavolo, proseguiranno giovedì pomeriggio alle 15, anche alla presenza dei ministri. Nell’incontro di oggi, hanno spiegato, c'è stato un approfondimento sui numeri degli esuberi e i sindacati hanno chiesto di capire le logiche dei tagli, ma non è stato dato un avvio vero e proprio - hanno riferito - alla trattativa.

Allo studio prestito ponte da 200 mln di Cdp
Quella di Alitalia «è una situazione molto difficile e tutte le situazioni molto difficili, vanno trattate con grande attenzione e impegno», ha dichiarato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, uscendo dalla riunione. Poletti ha assicurato il massimo impegno dell'esecutivo per risolvere la situazione nei prossimi giorni, a partire dalle proposte di risanamento sul tavolo, che secondo i sindacati potrebbero non essere sufficienti. Il primo ostacolo al percorso di rilancio è la liquidità, sufficiente forse ancora per un mese: per questo, parallelamente al confronto tra le parti, il Governo è al lavoro sull'ipotesi di un finanziamento ponte di 200 milioni di euro da parte della Cassa depositi e prestiti con la garanzia dello Stato. In base ai dati del conto economico (in attesa di auditing) Alitalia avrebbe chiuso il 2016 con un risultato ante oneri finanziari (Ebit) negativo per 336 milioni di euro. Tra i temi caldi della riunione c'è poi il capitolo degli esuberi, e la particolare situazione anagrafica dei dipendenti, nessuno dei quali attualmente in età pensionabile, mentre i primi a maturare i requisiti saranno circa 170 persone ma solo nel 2021.

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Sindacati: tempi stretti, azionisti vogliono accordo
I tempi sono stretti e gli azionisti di Alitalia vogliono un accordo a breve, altrimenti non procedono con il finanziamento. Questa l’esigenza che i ministri
Calenda e Poletti avrebbero espresso ai sindacati nel corso del tavolo tecnico su Alitalia. «I ministri hanno ripetuto l’esigenza tempo, perché la liquidità a breve dovrebbe terminare e gli azionisti senza un accordo non intendono procedere con la seconda fase», ha riferito il segretario nazionale della Filt Cgil, Nino Cortorillo, precisando che «senza un accordo gli azionisti si ritirerebbero e si andrebbe incontro al commissariamento, che è una delle ipotesi, e a questo noi siamo totalmente contrari perché vorrebbe dire un pre-fallimento». «I ministri sono preoccupati come noi», ha aggiunto il segretario nazionale della Fit Cisl, Emiliano Fiorentino, spiegando: «Ci dicono che i tempi sono stretti e ci ricordano che le banche hanno dato un limite».

Tarlazzi (Uil): impossibile intesa in settimana, sciopero 5 aprile confermato
La prospettiva di una intesa a breve, entro la settimana, ad ogni modo, è considerata «impossibile» per il segretario generale Uiltrasporti Claudio Tarlazzi, che ha confermato lo sciopero di 24 ore di Alitalia in programma il prossimo 5 aprile. La trattativa, ha spiegato Tarlazzi arrivando alla riunione al Mise, è «delicata e va affrontata nei tempi giusti»: l’azienda vorrebbe «chiudere presto», addirittura entro Pasqua, ha aggiunto il sindacalista, ma non è possibile «lavorare all’intesa con la clessidra in mano».

Costi, il nodo del leasing per gli aerei
Sul fronte dei risparmi il Piano industriale presentato dalla compagnia alle parti sociali prevede tagli per 1 miliardo di euro nei primi tre anni, arrivando a 1,8 miliardi nei cinque anni del piano (dal 2019 270 milioni annui non legati al personale e 163 sul costo del lavoro). Uno dei costi maggiori per la compagnia, dopo quello del personale, è quello relativo ai contratti di leasing, su cui Alitalia sconta il fatto di avere più aerei in leasing rispetto ai concorrenti e di aver ridotto negli anni, a causa della sua situazione di difficoltà, i margini negoziali. Secondo i dati emersi nel corso dei tavoli tecnici la voce leasing per la flotta aerea ha assorbito nel 2016 circa 283 milioni di euro (300 milioni del 2015): nel piano si prevede una rinegoziazione che porti risparmi quest'anno tra i 60 e gli 80 milioni. I dati evidenziano poi un costo della dirigenza (escluso l'amministratore delegato Cramer Ball) pari a 15 milioni nel 2016 per una forza lavoro dirigenziale complessiva di 55 persone (la voce era di 12,5 mln di euro nel 2015). I costi commerciali, ovvero spese legate ai biglietti, sono stati pari a 97 milioni; per i contratti di manutenzione l'analisi di mercato mostra che c'è un gap rispetto al benchmark per circa 40 milioni. Per le nuove divise, nfine, sono stati spesi 5,3 milioni.

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