ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPandemia in nordamerica

Piano Biden: azioni mirate, non lockdown nazionali. Ma il virus infuria negli stati costretti a chiusure d’emergenza

Fauci teme altre 200mila vittime. La strategia del Presidente eletto, su precauzioni e vaccini, è ostacolata da Trump e dai ritardi nella transizione

di Marco Valsania

Biden vara task force anti-Covid: "usate la mascherina"

Fauci teme altre 200mila vittime. La strategia del Presidente eletto, su precauzioni e vaccini, è ostacolata da Trump e dai ritardi nella transizione


6' di lettura

Joe Biden è stato accusato da Donald Trump di voler imporre una nuova economia da lockdown contro il Coronavirus. In realtà i piani del Presidente eletto sono incentrati su iniziative mirate, che i suoi più stretti collaboratori stanno mettendo a fuoco a base di forte leadership nella prevenzione, quali un ricorso nazionale a mascherine, e di strategie per una distribuzione capillare dei vaccini appena siano disponibili.

Il principale ostacolo a una risposta ragionevole e efficace, denuncia la squadra di Biden , è piuttosto la mancata cooperazione finora dell'amministrazione Trump, che nel bloccare una ordinata transizione di potere da completare entro il 20 gennaio impedisce di fatto rapporti e scambi di informazione necessari tra le task force della sanità in uscita ed entrata, impegnate in prima linea sulla pandemia. Questo mentre il coronavirus è nuovamente esploso nel Paese, sull'intero territorio nazionale e non più concentrato sulle coste e nelle grandi città, con un aumento dei casi di un milione a 11 milioni solo nell'ultima settimana: numerosi stati e località hanno risposto facendo scattare restrizioni, e a volte fermate dei business e ordini ai residenti di restare in casa, per fermare un contagio che altrimenti minaccia di travolgere gli ospedali. Una escalation incontrollata della crisi potrebbe lasciare una pesante eredità a Biden, obbligandolo a ripensare i suoi progetti.

Loading...

Evitare lockdown nazionali

Il messaggio più chiaro delle intenzioni di Biden di combattere il cironavirus cercando di salvaguardare il più possibile l'attività economica è arrivato da Atul Gawande, veterano delle amministrazioni di Bill Clinton e Barack Obama, e esponente della task force del Presidente eletto sul virus. “Non siamo a favore di un lockdown nazionale e crediamo che la situazione possa essere riportata sotto controllo”. Gawande ha sottolineato che quel che occorre è “una voce chiara dal vertice che sostiene un piano nazionale e comprensivo”, invece dei “messaggi confusioni” e della “disorganizzazione” che regnano sotto Trump. “La componente critica è la comprensione di quanto abbiamo imparato dal lockdown di aprile”. Cioè che “è possibile avere misure mirate e ancorate al ricorso a mascherine, a vasti programmi di tamponi, con capacità di intensificare o allentare restrizioni. Tutti questi provvedimenti devono essere presi a livello più locale”.

Il piano Biden: manopola, non interruttore

Vivek Murphy, co-presidente del gruppo di scienziati e esperti del quale Biden si è circondato per affrontare la crisi di salute pubblica, ha a sua volta delineato le direttrici generali di un’azione calibrata. Ha indicato come il Presidente eletto abbia già fatto appello a favore di obblighi dell'uso di mascherine su scala nazionale. E ha precisato che dove simili ordini non esistano, Biden si rivolgerà direttamente ai governatori e ai sindaci perché li facciano propri e li applichino.

Il consigliere ha espresso ottimismo su un'adesione a simili interventi senza bisogno di bracci di ferro: “Con il peggioramento delle pandemia, un numero crescente di leader eletti si sta convincendo che l'applicazione di simili misure, per quanto possano essere controverse, è importante e funziona”. I piani d'azione della nuova amministrazione, ha aggiunto, saranno pronti a scattare dal giorno dell'Inaugurazione del Presidente.

Per quanto riguarda i lockdown si è espresso con toni simili a quelli di Gawande. Ha detto che i provvedimenti presi devono somigliare “più a una manopola” da muovere delicatamente che “a un interruttore” da accendere o spegnere. Drastici lockdown in primavera, ha continuato, erano interventi “d'accetta” perché “in parte non sapevamo quanto sappiamo ora del virus”. Eccessive restrizioni possono avere l'effetto opposto di diminuirne il rispetto, traumatizzare il mercato del lavoro e il sistema scolastico, e portare a “scarsi vantaggi di salute pubblica”.

Le preoccupazioni di Klain

Rivelatore delle sfide aperte davanti a Biden è tuttavia l'atteggiamento del suo capo di staff, Ron Klain. Era già stato zar della lotta all'Ebola negli anni di Barack Obama, e adesso la sua esperienza è messa alla prova dalla nuova crisi. Ha ammesso che la situazione non è facile. “Non c'è molto che Joe Biden possa fare subito per cambiare le cose. Tutti gli americani e i governi statali e locali devono agire senza indugi. Se il Presidente oggi in carica e la sua amministrazione non offrono leadership, la leadership deve arrivare dal basso. Questo cambierà il 20 gennaio, ma ora dobbiamo fare i conti con una crisi che sta peggiorando”.

Leggi anche

L'assenza di questa leadership è stata resa evidente da tweet del consigliere medico più vicino a Trump, Scott Atlas, che ha ancora una volta invitato gli americani e insorgere contro restrizioni di salute pubblica oggi decise dagli stati. Ciò detto, Klain aveva già reso chiara la sua opposizione a usare termini quali lockdown nei mesi scorsi. In marzo aveva sottolineato come fossero opportune misure articolate e di buon senso, che considerava “sostenibili” con minori ricorsi al contrario a blocchi delle attività.

Le incognite sulla distribuzione dei vaccini

Klain ha indicato che tra le preoccupazioni dell’amministrazione entrante c'è anche il futuro dei vaccini. I preparativi di Biden includono incontri questa settimana con le aziende farmaceutiche impegnate sui vaccini, tra le quali Moderna, che ha appena annunciato l'efficacia pari a quasi il 95% del suo vaccino sulla base di dati preliminari dopo che Pfizer aveva annunciato un'efficacia superiore al 90% di un simile prodotto. Entrambe le aziende dovrebbero completare gli studi rapidamente e chiedere un'autorizzazione d'emergenza per l’uso nel giro di poche settimane. Ma Klain ha indicato che i piani per produrre e soprattutto distribuire vaccini, nei prossimi mesi, saranno cruciali e oggi sono invece ostaggio della mancata transizione. I democratici non hanno potuto prendere visione di eventuali progetti studiati dai funzionari di Trump e temono siano inadeguati, soprattutto per raggiungere comunità e regioni disagiate e minorante etniche. La crisi di cooperazione è stata denunciata anche dall'epidemiologo Anthony Fauci, tuttora parte del governo Trump anche se da tempo ai ferri corti con il Presidente. Murthy ha precisato che il vaccino dovrà essere somministrato ad almeno tre quarti della popolazione per essere efficace, obiettivo definito raggiungibile ma ambizioso.

Divergenza interne

Non mancano neppure tensioni all'interno del campo democratico sulle azioni da intraprendere. Alcuni consiglieri hanno chiesto di considerare opzioni più aggressive contro il virus che avanza, di lockdown vero e proprio. Parte della ragione delle prese di posizione su strategie di intervento articolate va cercata proprio in recenti opinioni discordanti . Nei giorni scorsi un membro autorevole della task force, Michael Osterholm, specialista di malattie infettive, aveva suggerito tra le possibilità un ricorso a lockdown nazionali. Aveva ipotizzato, in particolare, una “fermata” della durata di quattro o sei settimane per contrastare d'urgenza il virus, indicando quali esempi Australia, Nuova Zelanda e Asia. Una paralisi da affiancare a un piano di soccorso economico da centinaia di miliardi di dollari per aiutare stati, piccole e medie aziende e famiglie a superare la fase la fase di chiusura. Osterholm ha descritto un sistema sanitario giunto al punto di rottura e lo spettro di “morti per strada”.

Soccorsi economici oltre che sanitari

Biden, anche senza lockdown nazionali, intende insistere in ogni caso per un nuovo e rapido pacchetto di aiuti economici d'emergenza, prima della sua stessa inaugurazione. Rimane da vedere se il Congresso uscente, in carica fino a fine anno, sarà in grado di concordarlo e vararlo a tempi brevi. Alcuni analisti immaginano che potrebbe essere in gioco un compromesso iniziale da forse mille miliardi di dollari. Biden ha rilanciato in queste ore anche il suo complessivo piano di risanamento economico americano, Build Back Better, che prevede duemila miliardi in infrastrutture e energia pulita. Ha programmato un discorso programmato dal suo quartier generale in Delaware assieme alla vice-presidente eletta Kamala Harris.

Leggi anche

Record di infezioni e nuove restrizioni

Il dibattito e i preparativi di salute pubblica hanno luogo mentre la crisi da Covid-19 peggiora ovunque nel Paese e non attende l’avvento dei vaccini. In una settimana i casi negli Stati Uniti sono aumentati di un milione, una escalation record, superando la soglia degli 11 milioni. In 45 stati su 50 continuano a salire settimana dopo settimana. Quasi 70mila malati sono ricoverati in ospedale, a sua volta un massimo da inizio pandemia, con centri medici soprattutto nel Midwest, centro e sud del Paese che cominciano a essere ai limiti della capacità. In North Dakota medici e infermieri infetti purchè asintomatici sono stati autorizzati a lavorare nei reparti Covid per grave carenza di personale. Il timore è che, anche con tassi di mortalità oggi inferiori rispetto a primavera, la marcia del virus possa provocare ancora almeno 200mila vittime entro aprile senza seri provvedimenti di precauzione: la previsione è dello stesso epidemiolgo Fauci. Misure anche severe per cercare di contenere il virus, compresi lockdown, si stanno così diffondendo a macchia d'olio anche senza alcun coordinamento dalla Casa Bianca.

Crisi da Chicago allo Utah

Chicago ha raccomandato ai cittadini di rimanere in casa. Philadelphia ha in programma nuove restrizioni sugli spostamenti per le prossime ore. In Michigan è arrivato un ordine di chiusura delle scuole e università con lezioni in remoto per almeno tre settimane e nuovi limiti a business e attività di socializzazione. Lo stato di Washington ha varato restrizioni che riguardano anche i servizi religiosi. Il New Mexico ha fermato servizi di persona per tutti i business non essenziali, dando corpo a un parziale lockdown, per due settimane. L'Oregon ha imposto un vero e proprio lockdown per due settimane a partire da mercoledì, definendo la crisi come una questione di “vita e morte”. Il Maryland ha ridotto la presenza nei ristoranti e bar e New York ne ha limitato le ore, con chiusure alle 10 di sera. Le scuole a New York City rimangono sull'orlo di chiusure. Lo Utah ha dichiarato uno stato d'emergenza. Il Minnesota coprifuochi per il settore della ristorazione.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti