Internazionalizzazione e fondi europei

Piano export, formazione e incentivi per le piccole imprese del Sud

di Alessandro Sacrestano


(Adobe Stock)

2' di lettura

Al via gli interventi per il 2019, terza annualità del Piano export Sud 2 (Pes 2). I programmi di spesa possono contare su una dotazione finanziaria complessiva di cinquanta milioni di euro, attinti dalle risorse del Programma operativo nazionale imprese e competitività 2014-2020 Fesr Asse III, azione 3.4.1, dal tema «Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale».

La programmazione conta due linee di intervento: formazione e promozione. Le due aree saranno alimentate nel corso dei mesi, attraverso iniziative come bandi, seminari e corsi. Le risorse, in sostanza, puntano a formare le imprese aderenti e a promuoverne progetti di crescita. In questo senso, comunque, gli obiettivi perseguiti sono quelli di:
- trasformare le aziende potenzialmente esportatrici in esportatori abituali;
- incrementare la quota di export ascrivibile alle Regioni del Mezzogiorno sul totale nazionale.

Il Pes 2, articolato in quattro Programmi operativi annuali, propone iniziative che dureranno fino a tutto il 31 maggio 2020, suddivise per categoria di Regioni.

Per entrambe le direttrici, gli interventi sono destinati fondamentalmente alle micro, piccole e medie imprese, localizzate nelle Regioni meno sviluppate (Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia) e nelle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna), secondo un percorso già ampiamente collaudato – come detto siamo alla terza stagione – attraverso il modello implementato dalla Direzione generale incentivi alle imprese del ministero dello Sviluppo economico con il precedente Piano export Sud per le Regioni della Convergenza, e attuato dall’Ice-Agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese.

Sono ammesse agli incentivi anche le startup, i consorzi regolarmente iscritti al registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente, le reti di impresa e i parchi tecnologici e universitari. Ulteriore condizione è che le imprese non si trovino in situazioni di morosità con l’Ice e siano in regola con le norme vigenti in materia fiscale, assistenziale e previdenziale e non siano in stato di fallimento, di liquidazione, di amministrazione controllata. Particolarmente, articolato, poi, è il range dei requisiti tecnici; è richiesto, infatti, che le imprese siano in possesso di potenzialità di internazionalizzazione e capacità di apertura verso il mercato, da dimostrare rispettando i seguenti requisiti:
- avere un sito internet o, in alternativa, essere presenti con una pagina informativa in un social network;
- essere in grado di garantire una risposta telematica almeno in una lingua straniera alle richieste provenienti da interlocutori esteri.

Ognuno dei requisiti imposti per la partecipazione alle iniziative ha carattere di inderogabilità e, anzi, è possibile che per alcuni bandi specifici siano aggiunti ulteriori criteri di ammissibilità, che saranno sempre specificati al momento della pubblicizzazione delle iniziative.

Al link www.ice.it/it/piano-export-il-sud è possibile consultare quali iniziative sono programmate, sia per le aree in ritardo di sviluppo che per quelle in transizione. Inoltre, cliccando sulle due sezioni della pagina «Formazione» e «Promozione», è possibile visionare quale iniziativa è già operativa e per quale data è programmata, oltre che verificare a favore di quali territori è disposta. Infine, la pagina consente di scaricare anche i format delle autocertificazioni – differenziati per le iniziative – attraverso i quali le imprese potranno attestare il godimento di eventuali altri benefici ottenuti a titolo «de minimis».

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