Il colosso coreano

Piano di investimenti da oltre 46 miliardi per il futuro di Hyundai

Varato un programma di sviluppo che coinvolge anche Kia

di Giulia Paganoni


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Entro il 2025 tutti i modelli Hyundai saranno dotati di sistemi di assistenza alla guida di livello 2 e 3

3' di lettura

Costruire auto moderne. Rivedere il piano industriale aggiungendo investimenti fino ad arrivare a 46,3 miliardi di euro entro il 2025. Ed essere campioni del mondo nel mondiale rally con la i20 Coupé Wrc. Questo è il gruppo Hyundai. L’evoluzione dei marchi coreani, Hyundai e Kia, vuole essere non solo nella produzione di autovetture con tecnica d’avanguardia, belle esteticamente e con motori efficienti ma anche nella direzione di fornire soluzioni di mobilità smart attraverso la collaborazione con start up, come stanno facendo i gruppi automotive più importanti. Automazione, connessione, cybersecurity e l’uomo sempre al centro degli sviluppi. Sono questi gli asset su cui il gruppo si sta muovendo.

Ma in che modo? A Tel Aviv, in Israele si sta sviluppando la Silicon Wadi (come la chiamano localmente) e qui nel 2018 ha aperto uno dei cinque hub (gli altri sono nella Silicon Valley, Berlino, Seoul e Beijing) di Cradle, acronimo di Center for Robotic-Augmented Design in Living Experiences. Si tratta di società di investimenti e open innovation di Hyundai che collabora e investe nelle più promettenti start-up su scala globale al fine di accelerare lo sviluppo di tecnologie automotive avanzate. Cradle ha il compito di identificare nuove e promettenti realtà che sviluppano innovazioni dirompenti e trasformative in diversi ambiti, inclusi i servizi di mobilità, l’intelligenza artificiale, la robotica, l’energia, le smart cities e la sicurezza informatica.

L’idea di base non è di una mobilità con droni o auto volanti, ma degli spostamenti rapidi e sicuri, ancora con l’automobile. Infatti, come sottolineato dal Presidente e Ceo Hyundai, Wonhee Lee, l’obiettivo è quello di offrire un reale valore per le persone attraverso servizi. Questo sta anche a significare che il business di sposta dalla mera costruzioni di automobili all’offerta di servizi utili e personalizzati di mobilità. La strategia 2025 punterà principalmente su due punti: smart mobility device e smart mobility service. Per quanto riguarda il primo punto, verranno forniti prodotti oltre le automobili, come quelli di robotica e per la mobilità dell’ultimo migliore. Per i secondi, invece, si tratta di contenuti e servizi personalizzati sui dispositivi.

Il gruppo coreano ha scelto Tel Aviv come sede in quanto Israele rappresenta il secondo marcato nel quale il brand è primo nel numero di vendite e questa operazione può aiutare a comprendere meglio le richieste e dinamiche locali. Inoltre, questa la seconda zona del mondo con la maggior concentrazione di start up, sono circa 6.000. Qui i tecnici si focalizzano su diversi ambiti, dall’intelligenza artificiale alla robotica fino alle smart cities e alla cybersecurity.

Durante la nostra permanenza nello Stato medio orientale abbiamo potuto vedere da vicino alcune delle start up locali, come MDgo, Upstream e Autotalks. Come nomi solo i più esperti ne avranno sentito parlare ma ciò che sviluppano può interessare a tutti. Infatti, dallo sviluppo di sistemi per contrarre il tempo di arrivo dei soccorsi e la diagnosi dei passeggeri e dei danni in seguito a un incidente, la messa in sicurezza dei veicoli superconnessi da attacchi hacker e la prevenzione di incidenti attraverso una comunicazione V2X efficace e in grado di comprende il veicolo e tutta una serie di altri attori, come i device, network, motociclette, pedoni e infrastruttura. In questo modo vi è una migliore coordinazione e cooperazione con gli altri utenti della strada. Questi sono solo alcuni esempi utili peri raggiungimento degli obiettivi dettati da Seoul: 44 modelli elettrificati con un obiettivo annuale di vendite di circa 1,67 milioni di unità entro il 2025. Inoltre, entro il 2030, si prevede di aver investito circa 8 trilioni di wan coreani (circa 6,24 miliardi di euro) nelle tecnologie delle celle a combustibile, compresi i veicoli fuel fell (Fcev), un’area tecnologica in cui il Gruppo ha già affermato la propria posizione avanzata con Hyundai Nexo, il primo modello a idrogeno. Su quest’ultima tecnologia vertono anche importanti investimenti da poco annunciati con tre società operanti nel settore al fine di ridurre i costi di produzione e migliorare la sicurezza e l’accessibilità economica della infrastrutture e dei veicoli Fcev.

Hyundai Nexo, suv elettrico a idrogeno alimentato a celle combustibile

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