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Piano trivelle già a rischio rinvio: alla prova l’intesa M5S-Pd

Nel programma del governo Conte II un grande punto interrogativo sull’iter del «Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee», varato dal governo gialloverde con il decreto semplificazioni

di Carmine Fotina


Conte: ci sarà un Green New Deal, stop a concessioni per trivelle

3' di lettura

«Una nuova normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi». Bastano queste 20 parole del programma di governo, ribadite ieri nel discorso del premier Giuseppe Conte alla Camera, per mettere un grande punto interrogativo sull’iter del «Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee», varato dal governo gialloverde con il decreto semplificazioni dopo un estenuante corpo a corpo tra Cinque Stelle e Lega.

I tempi peraltro già molti dilatati del Piano sono destinati a slittare alla luce del comitato congiunto preannunciato dai nuovi alleati e dell’ipotesi di stilare «una nuova normativa» che sia una sintesi di posizioni che vedono da sempre molto lontani i Cinque Stelle, in pressing per un blocco ad ampio spettro, ed il Pd più incline a valutare impatti industriali ed occupazionali. Difficile, spiegano alcune fonti che lavorano sul dossier, procedere con il Piano aree idonee all’interno di un quadro generale che ora potrebbe cambiare. Con tutto quello che ne consegue in termini di incertezze per gli operatori i cui permessi, alla luce del decreto semplificazioni, sono stati sospesi.

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A che punto siamo
Il Dl semplificazioni ha stabilito che il Piano per le aree idonee ai giacimenti vada approvato nella sua versione definitiva entro agosto 2020. Ma per arrivare a quel traguardo c’è una sfilza di tappe e di passaggi tecnici da rispettare. Un tavolo tecnico tra Sviluppo economico, Ambiente, Ispra (Istituto per la protezione ambientale) e Conferenza delle regioni ha iniziato a riunirsi il 5 maggio. Un primo adempimento è stato la stipula di una convenzione tra i due ministeri e l’Ispra. Quest’ultimo aveva già fatto presente ai dicasteri la necessità di rivedere il cronoprogramma per arrivare non più entro agosto 2019, ma entro ottobre, alla prima proposta del Piano con il Rapporto preliminare ambientale funzionale al processo di Vas (Valutazione ambientale strategica). Una scadenza che, in vista della difficile sintesi politica tra Cinque Stelle e Pd, ora rischia di slittare ulteriormente.

Attività bloccate o da bloccare
Il decreto semplificazioni distingue tra le attività di prospezione e ricerca da un lato e quelle di coltivazione (estrazione) di petrolio e metano. La moratoria in atto può durare al massimo due anni. Riguarda i procedimenti di autorizzazione già in corso per permessi di prospezione o ricerca.
Non sono sospese invece né le istanze di concessione di coltivazione già presentate né le attività di coltivazione che sono in corso. Ma il punto centrale, su cui stando alla frase inserita nel programma il Movimento e i Democratici dovranno trovare un’intesa, è un altro. La norma in vigore prevede che i nuovi premessi di estrazione il cui iter è in corso – se risulteranno rilasciati prima della pubblicazione del Piano – saranno comunque salvi, anche se dovessero risultare tra le aree «non idonee». Questo passaggio è compatibile con l’idea del programma di governo di bloccare «il rilascio di nuove concessioni»? Il dubbio già serpeggia tra gli operatori che hanno istanze in corso.

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La nuova normativa preannunciata forse interverrà su questi punti, non è ancora chiaro. Di sicuro il governo Conte bis sembra aver colto il rischio di bloccare operazioni che poi, un metro più in là delle aree di competenza territoriale, potrebbero fare altri Stati. I giacimenti più grandi sotto l’Adriatico, ad esempio, sono già oggi condivisi con Croazia, Montenegro e Albania, Paesi interessati a investire su petrolio e metano. Di qui un altro passaggio del programma di governo, questo molto più preciso, l’impegno a «promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione».

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    Carmine FotinaVicecaposervizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, spagnolo

    Argomenti: Politica industriale, commercio estero, innovazione digitale, tlc

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