LOTTA AL COVID

Vaccini, ecco il nuovo piano: prima anziani e disabili. Somministrazioni anche in azienda

Dopo le iniezioni ai 4,4 milioni di over 80 attualmente in corso si procederà per fasce d’età con oltre 5 milioni di over 70 da vaccinare

di An.C.

Coronavirus, i vaccinati al 10 marzo 2021

5' di lettura

Terminare la vaccinazione degli over 80, delle categorie dei docenti e delle varie forze dell'ordine, poi proseguire con i pazienti estremamente fragili (persone estremamente vulnerabili; disabilità grave) - a cui va somministrato il vaccino Rmna all'interno dei centri ospedalieri - e in parallelo andare avanti per fasce di età decrescenti, anche in base alla presenza di condizioni patologiche. E quindi: dopo le persone con elevata fragilità, quelle di età compresa tra 70 e 79 anni; persone di età compresa tra i 60 e i 69; persone con comorbità (la presenza contemporanea nello stesso soggetto di due o più malattie, ndr) di età inferiore a 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili e, infine, resto della popolazione con meno di 60 anni.

Il documento

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L’operazione si dovrà sviluppare in maniera uniforme sul territorio nazionale, senza criteri discrezionali lasciati appannaggio delle Regioni. Per la vaccinazione di massa sono previste le somministrazioni del vaccino nelle stesse strutture degli ambienti di lavoro. Saranno le aziende, eventualmente, a poterne fare richiesta. È quanto prevede la bozza del nuovo Piano vaccini, giovedì 11 marzo all’esame della Conferenza delle Regioni e in Unificata con una informativa del ministro della Salute Roberto Speranza. Secondo fonti di Palazzo Chigi si va verso una comunicazione del nuovo piano di distribuzione e somministrazione nel fine settimana.

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Dopo le iniezioni ai 4,4 milioni di over 80 attualmente in corso si procederà per fasce d’età con oltre 5 milioni di over 70 da vaccinare. Insieme a loro saranno immunizzati due milioni di persone estremamente vulnerabili, con patologie gravi, i disabili e con loro i familiari e i caregiver che li assistono. Considerando anche gli over 55, la fascia d’età dalla quale sale il rischio di contrarre forme gravi del Covid, l’intera platea arriva a 19 milioni di persone da vaccinare entro l’estate.

Nel piano vengono fornite anche indicazioni sulle dosi che arriveranno nei prossimi mesi. Tra aprile e giugno sono previste oltre 52 milioni di dosi (52.477.454), suddivise tra Astra Zeneca (10.042.500), Pfizer BioNTech (8.760.000 dosi iniziali, 4.982.243 dosi aggiuntive e e 9.420.515 secondo contratto dosi base), J&J (7.307.292, è un siero monodose, il via libera dell’Ema è atteso l’11 marzo), Curevac (7.314.904; il siero non ha ancora il via libera dell’Agenzia europea del farmaco) e Moderna (4.650.000). Nel periodo da luglio a settembre sono invece attese quasi 85 milioni di dosi (84.857.145). La programmazione arriva fino a giugno 2022, per un ammontare di vaccini complessivo pari a oltre 242 milioni di sieri (242.533.633).

Somministrazioni dei vaccini in azienda

Il nuovo piano vaccini prevede che sarà possibile, «qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, vaccinare all'interno dei posti di lavoro, a prescindere dall'età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari ivi disponibili, al fine di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di
adesione».Nelle ultime ore è giunto il via libera della Giunta lombarda alla delibera per le somministrazioni di vaccino anti Covid-19 anche nelle aziende, in occasione dell'avvio della campagna di vaccinazione di massa. È stato infatti firmato un protocollo in accordo, tra gli altri, con Confindustria Lombardia, Confapi e l'associazione dei medici del lavoro. La delibera è stata inviata al commissario per l'emergenza Figliuolo. Andrà nella stessa direzione il Veneto. «Martedì prossimo porteremo in giunta il protocollo per le vaccinazioni aziendali», ha annunciato il presidente della regione Luca Zaia. «Così facendo - ha poi aggiunto -, si crea un network, in cui le realtà aziendali, nel rispetto dei protocolli, faranno direttamente e autonomamente le vaccinazioni al contingente dell'organico aziendale, con i vaccini che consegneremo loro, creando così delle micro immunità di gregge».

Confindustria avvia mappatura siti aziendali idonei

Confindustria, in attesa delle determinazioni e dei protocolli specifici che la gestione commissariale straordinaria ha annunciato alle parti sociali, ha intanto avviato una ricognizione sull'intero sistema associativo. Le Associazioni di tutto il territorio nazionale hanno ricevuto un questionario volto a identificare le imprese concretamente disponibili alla funzione di 'fabbriche di comunità', quindi idonee per essere configurate come siti vaccinali e moltiplicare così quelli già attivi nel nostro Paese. È quanto si legge in una nota. Secondo Confindustria è assolutamente prioritario procedere alla copertura più ampia possibile della popolazione nella maniera più rapida ed efficiente. Solo così l'Italia potrà sconfiggere la pandemia, ridurre drasticamente il tragico bilancio di vittime e consentire la più veloce e solida ripresa delle attività economiche, del lavoro e del reddito di tutti gli italiani.

Via lavoratori essenziali da categorie prioritarie

Nella bozza del piano vaccini è stata eliminata come categoria prioritaria quella dei lavoratori essenziali. Una scelta che potrebbe essere riconducibile alla volontà di prevenire eventuali tentativi di prevaricazione da parte di alcune categorie.

Accordo con odontoiatri, ora 150mila medici pronti a vaccinare

Accanto al tema della disponibilità di sieri e delle fasce di destinatari, c’è una questione che riguarda la possibilità di poter contare su un numero adeguato di vaccinatori. L’accordo con i 40mila medici di base non sta decollando. Mancano le intese in metà delle regioni. Il ministero della Salute sta valutando di impiegare 300mila tra giovani medici, infermieri che già lavorano negli ospedali per far decollare la campagna di vaccinazione di massa contro il coronavirus tra aprile e giugno, quando in Italia dovrebbero essere a disposizione 50 milioni di sieri. Accordo con odontoiatri,ora 150mila medici pronti a vaccinare. Anche gli odontoiatri italiani potranno somministrare i vaccini anti-Covid. Il via libera dal ministero della Salute nel corso dell'incontro con Filippo Anelli, presidente Fnomceo (la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri), e con Raffaele Iandolo, presidente della Commissione albo odontoiatri nazionale. Diventano così oltre 150mila i medici che danno il loro contributo alla campagna vaccinale: i 63.600 odontoiatri si aggiungono ai 40mila specializzandi e ai 60mila medici del territorio (medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali).

Nel Lazio ipotesi farmacie e pediatri in campo

Nel Lazio le vaccinazioni anti-Covid potrebbero essere effettuate anche nelle farmacie. Secondo quanto si apprende, dopo i medici di medicina generale nelle prossime settimane potrebbero entrare in campo nella campagna vaccinale anche le farmacie, che sono oltre 1500 sul territorio regionale e i pediatri di libera scelta.

Venerdì apre a Milano drive through Difesa

Sarà il Drive Through di Milano, situato presso il parco Trenno, il più grande schierato in Italia, il primo ad essere trasformato in presidio vaccinale della Difesa. Dalla mattina di venerdì 12 marzo, grazie alla collaborazione tra la Difesa e l'Azienda Socio-Sanitaria Territoriale Santi Paolo e Carlo della Regione Lombardia, presso una linea del Drive Through del Parco Trenno inizieranno le vaccinazioni a favore della cittadinanza. L'attività rientra nell'ambito dell'”Operazione Eos” della Difesa sotto la direzione del Comando Operativo di Vertice Interforze.

Nuovo tavolo al Mise, anche Tria

Fin qui l’aspetto delle somministrazioni. Quanto poi alla possibilità che l’Italia si metta nel medio termine nelle condizioni di produrli, giovedì 11 marzo ci sarà un nuovo tavolo al ministero dello Sviluppo Economico. Saranno presenti Aifa, Farmindustria, il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo e Giovanni Tria, recentemente nominato dal ministro Giorgetti consulente economico sul dossier. E sempre giovedì è atteso il via libera dell’Agenzia europea del farmaco al siero Johnson&Johnson.

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