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Piante di tutto il mondo consultabili grazie all’erbario storico online

L'Erbario dell'Università di Pisa mette a disposizione le sue storiche collezioni di campioni vegetali ad appassionati e semplici curiosi

di Silvia Marzialetti

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Una scheda dell’erbario digitalizzato dall’Università di Pisa

L'Erbario dell'Università di Pisa mette a disposizione le sue storiche collezioni di campioni vegetali ad appassionati e semplici curiosi


2' di lettura

Un viaggio virtuale tra 7.500 campioni di piante da collezione, tra cui le raccolte brasiliane di felci del naturalista Giuseppe Raddi - vissuto tra il Settecento e l'Ottocento - e tutte le felci e gimnosperme dell'Erbario di Michele Guadagno (che visse e operò tra Ottocento e Novecento).

Torre d’avorio finora accessibile soltanto a studiosi e ricercatori, l'Erbario dell'Università di Pisa ha digitalizzato una parte delle sua storica collezione di piante ad appassionati e curiosi, che collegandosi ad un apposito sito – o usufruendo delle due postazioni multimediali allestite all'interno del Museo –potranno soddisfare ogni curiosità relativa a tipologia, provenienza geografica, data di raccolta. Ogni reperto è accompagnato da informazioni tecniche dettagliate (famiglia di appartenenza, nome del raccoglitore, data di raccolta, località) e corredato da fotografie. Alcune mappe interattive pubblicate accanto al campione, consentono di collocarlo geograficamente.

«Luca Ghini, fondatore nel 1543 del primo Orto Botanico accademico al mondo proprio qui a Pisa, nello stesso periodo ebbe la felice intuizione di utilizzare, per l’insegnamento e la ricerca, anche piante essiccate», spiega il professore Lorenzo Peruzzi dell'Università di Pisa, direttore dell'Orto e Museo Botanico.
«Da allora – prosegue – gli erbari sparsi in tutto il mondo sono oggi 3.100 e raccolgono oltre 386 milioni di campioni di piante, di cui circa 350mila sono nel nostro Erbario, uno dei più importanti in Italia per consistenza, qualità e varietà con collezioni che partono dal Settecento».

Il progetto di digitalizzazione dell'Erbario Guadagno è partito nel 2018 grazie ad un finanziamento della Fondazione Pisa. Sette – tra studenti e ricercatori – le persone impegnate nella delicata operazione di scansionatura dei campioni conservati negli armadi del Museo Botanico e di aggiornamento del database.

Ma il processo di archiviazione sul web è soltanto a metà. «L’obiettivo - conclude Peruzzi - è la completa messa online della collezione, per renderla liberamente accessibile sia alla comunità scientifica, che alla cittadinanza».

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