La giornata dei mercati

Piazza Affari frena sul finale. Trump minaccia dazi su auto Ue, Fca -2,4%

di E. Miele e S. Arcudi


default onloading pic

7' di lettura

Dopo una seduta in territorio ampiamente positivo e guadagni anche fino all'1,2%, Milano ha leggermente rallentato nel finale, chiudendo in aumento dello 0,99%. Da segnalare però la frenata di Fiat Chrysler Automobiles (-2,42%), penalizzata dal tweet del presidente americano Donald Trump, che ha minacciato dazi del 20% su tutte le importazioni di auto negli Stati Uniti, in risposta ai contro-dazi per 2,8 miliardi di dollari sui prodotti americani entrati in vigore oggi. Chiusura in rialzo per le principali piazze europee, con Parigi che ha chiuso a +1,34%, Madrid a +0,93%, Francoforte a +0,54% e Londra in crescita dell'1,5% circa. Lo spread tra il rendimento dei BTp decennali e quello dei Bund di pari scadenza, che aveva aperto in calo a 239 punti, contro i 243 di ieri, durante la seduta si era portato in area 230 punti e ha poi chiuso a 238. Nel corso della seduta i riflettori sono stati puntati sulla riunione dei Paesi Opec e non, guidati dalla Russia, a Vienna: è stato deciso un aumento della produzione fino a un milione di barili al giorno a partire dal primo luglio, ma poiché non tutti i Paesi saranno in grado di incrementare l'output da subito, l'aumento effettivo potrà essere più contenuto, attorno a 600.000 barili. Questo ha sostenuto i titoli del comparto petrolifero (a Milano Saipem ha segnato un +3,66%, Tenaris un +4,85% ed Eni un +3,13%). A Milano ha svettato Bper (+7,36%), dopo che Unipol (+1,75% il titolo) ha rastrellato una quota del 3,25%, salendo al 13,1%, con l'obiettivo di arrivare in futuro al 19,9%, ma senza esercitare il controllo, come ha fatto sapere la società.

Accordo unanime dell'Opec su aumento della produzione
Il ministro saudita dell'Energia, Khalid al-Falih, ha confermato l'accordo unanime siglato dall'Opec a Vienna. I 14 Paesi parte del cartello e quelli che non ne fanno parte, guidati dalla Russia, aumenteranno la produzione di non più di 1 milione di barili al giorno. L'incremento sarà suddiviso in modo proporzionale tra le varie nazioni, ma non tutte saranno in grado di estrarre più greggio motivo per cui il rialzo reale dell'output sarà più contenuto, attorno a 600.000 barili al giorno. I membri Opec e non Opec erano impegnati dal gennaio 2017 a ridurre la produzione per riequilibrare il mercato. Il fatto che l'aumento è di fatto più contenuto del previsto mette le ali al petrolio, con i contratti del Wti che sono arrivati a guadagnare più del 3% a oltre 67 dollari al barile e quelli del Brent in crescita superiore al 2,6%, oltre i 75 dollari.

Fiammata Bper (+7,36%) ma sfuma obiettivo Unipol di salire subito al 15%
Strappo di Bper a Piazza Affari che in questo momento guadagna oltre il 7%, con le azioni scambiate a 4,77 euro l’una. La scossa del titolo è legata alla decisione a sorpresa di Unipol di salire nel capitale reggiano. Ma l’obiettivo che il colosso assicurativo bolognese si è dato con il reverse accelerated bookbuilding era di raccogliere subito oltre il 5% del capitale, arrivando così al 15%. Tetto per ora non raggiunto, visto che all’apertura del mercato il gruppo ha annunciato di aver concluso l'acquisto di 15.629.789 titoli Bper, pari a circa il 3,25% del capitale sociale della stessa banca. Il corrispettivo è stato pari a 4,72 euro per ciascuna azione, con un premio del 6% rispetto alla chiusura di ieri, per un esborso complessivo di 73,8 milioni. Unipol ha detto comunque di avere già l’autorizzazione Bce a crescere fino al 19,9% del capitale, ma la soglia per adesso appare più lontana. Ora bisogna vedere se e quali saranno le contromosse da parte dei vertici dell'istituto di credito.

Analisti promuovono Unipol, «ruolo attivo in consolidamento bancario»
Disco verde da parte degli analisti di Banca Akros all'operazione del colosso assicurativo bolognese sulla banca. «Pensiamo che questa mossa - scrivono - segnali che Unipol vuole giocare un ruolo attivo nel consolidamento atteso del settore bancario italiano il prossimo anno». Questo senza dimenticare le rettifiche di bilancio, già effettuate, che hanno ripulito Unipol Banca e l'accordo di bancassicurazione con la Banca Popolare di Sondrio. Per questi motivi, le attese degli analisti sono di «una reazione positiva del mercato a questa mossa inaspettata che, a nostro avviso, segna la determinazione di Unipol» sul fronte della futura aggregazione degli istituti italiani. Akros ha alzano il target price su Bper da 4,6 a 4,7, «in linea con il prezzo offerto».

Fca gira in rosso dopo minacce Trump sui dazi
Dopo avere trascorso ampia parte della seduta attorno alla parità, Fiat Chrysler Automobiles ha girato in negativo a Milano ed è arrivata a cedere più del 3% dopo che il presidente americano Donald Trump ha minacciato di imporre dazi del 20% sulle importazioni di tutte le auto europee. «Se le tariffe non saranno rimosse a breve, imporremo presto dazi del 20% su tutte le loro auto che entrano negli Stati Uniti. Costruitele qui», ha scritto, facendo riferimento ai contro-dazi europei scattati oggi su prodotti americani per 2,8 miliardi di euro, in risposta alle misure protezionistiche varate da Washington. Le parole di Trump mettono sotto pressione tutto il settore auto europeo: l'indice Euro Stoxx 600 Auto, in precedenza in aumento, è arrivato a perdere l'1% circa. Pesanti a Francoforte Bmw, Daimler e Volkswagen, mentre a Parigi Peugeot e Renault limitano i cali.

Bancari trascinano il listino, ok assicurazioni
A Milano, oltre a Bper, sono andate bene tutte le banche, trainate da un lato dal calo dello spread e dall'altro dal buon andamento del comparto in Europa (l'indice Euro Stoxx 600 Banche ha guadagnato l'1,21%), favorito anche dal fatto che, negli Stati Uniti, tutte le principali 35 banche americane hanno superato gli stress test annuali della Federal Reserve, che misurano la tenuta degli istituti a un'eventuale grave crisi economica e finanziaria. Per sapere se gli istituti potranno staccare cedole generose bisognerà attendere l'esito del secondo round di test, in arrivo il 28 giugno. Sul Ftse Mib buona performance delle assicurazioni (Generali +0,73%, Unipolsai +1,31%). In coda al listino Ferrari (-1,19%), che risente del ribasso di Fca, mentre nella galassia Agnelli si salva Cnh Industrial(+0,54%). Male anche Stmicroelectronics (-1,51%), penalizzata dal ribasso generalizzato del comparto tecnologico in Europa, alimentato dal rallentamento del Nasdaq, il listino tecnologico di Wall Street. Fuori dal listino principale, il gruppo delle biotecnologie Diasorin (+7,68%) ha aggiornato i massimi storici dopo che gli analisti di Kepler-Chevreux hanno alzato la valutazione a «buy», e la A.S Roma (+5,17%), sulle notizie relative al calciomercato. Il club ha ceduto all'Atalanta Marco Tumminello per 5 milioni di euro, mentre voci insistenti danno in arrivo Pastore dal Paris Saint Germain. Tra le peggiori Tesla (-4,29%), Trevi (-5,26%) e Banca Intermobiliare (-6,19%).

Dopo bond bene Telecom, analisti promuovono riduzione costo debito
Il bond e il calo del costo del debito fanno bene a Telecom. Oggi il titolo della compagna delle tlc ha guadagnato in Borsa lo 0,36%, ma l’attenzione degli analisti è già spostata sul 25 giugno, quando ci sarà una delicata riunione del board. E viste le premesse dell’ad Amos Genish («alcuni membri del cda remano contro», ha denunciato nei giorni scorsi) il clima si annuncia bollente. Gli analisti di Equita sperano che il board si concentri sul piano industriale e lavori compatto: «Auspichiamo un chiarimento che possa portare a focalizzare tutta l’attenzione del cda e del management sull’esecuzione del piano». Intanto gli analisti mostrano apprezzamento per la riduzione del costo del debito che fa seguito all'emissione di un bond da 750 milioni con scadenza a gennaio 2026 a un tasso del 2,876%. «Si tratta – spiega Equita – di un risparmio significativo rispetto all'attuale costo del debito di gruppo (4,6% a fine marzo) e coerente con la nostra aspettativa di riduzione degli oneri finanziari di 80 milioni all’anno nel prossimo triennio».

In Europa bene energetici, giù le auto
Le principali piazze europee hanno chiuso in rialzo, sostenute dal comparto energetico (+3,15% l'indice Euro Stoxx 600 Energia), dalle banche e dalle telecomunicazioni (+1,32% l'indice di settore e particolarmente bene Cellnex Telecom, +2,55% a Madrid). Come successo a Fca a Piazza Affari, le minacce di Donald Trump su possibili dazi del 20% sull'import di auto hanno messo sotto pressione tutto il settore europeo: l'indice Euro Stoxx 600 Auto, in precedenza in aumento, ha chiuso in calo dello 0,64%. A Francoforte Bmw, Daimler e Volkswagen hanno ceduto rispettivamente l'1,45%, lo 0,31% e lo 0,17%, mentre a Parigi Peugeot e Renault hanno limitato i cali attorno allo 0,3%. In buono spolvero invece Royal Dutch Shell (+3,31%) ad Amsterdam e Bp (+3,06%) a Londra sulla scia del rally del petrolio. Alla Borsa di Francoforte è andata bene la multinazionale del settore chimico Linde (+0,79%), che, insieme a Praxair, ha presentato la lista di concessioni per ottenere l'approvazione della fusione da parte delle autorità antitrust dell'Ue, che hanno prorogato il termine per una decisione fino al 24 agosto. Le società prevedono di dismettere le attività in Europa e negli Stati Uniti, dove l'accordo è sotto scrutinio da parte delle autorità di regolamentazione.

A giugno i servizi sostengono l'Eurozona, ma rallenta manifattura
A giugno il settore dei servizi aiuta la maggiore crescita dell'Eurozona mente il manifatturiero continua a rallentare. I dati raccolti dall'indagine Flash Pmi di giugno hanno mostrato un'attività che ha ripreso vigore, seppure non abbia interamente recuperato il tasso di espansione osservato nei primi mesi dell'anno. Tale incremento è stato favorito dalla migliore prestazione del settore terziario, in contrasto col nuovo calo della crescita manifatturiera. Secondo la stima flash, basata su circa l'85% delle consuete risposte) l'Indice IHS Markit Pmi Composito dell'Eurozona di giugno è salito a 54,8 da 54,1 di maggio. Sebbene sia migliorata rispetto al valore minimo in 18 mesi di maggio, la lettura dell'indagine di giugno è la seconda più debole espansione avutasi negli ultimi 17 mesi. Migliora il flash Pmi delle Attività Terziarie a 55 (53,8 a maggio) ai massimi in 4 mesi mentre l'indice Pmi del Manifatturiero nella zona Eur scende a 55 (55,5 a maggio) registrando il valore minimo in 18 mesi.

Euro resta sopra 1,16 dollari, petrolio in rialzo in attesa decisioni Opec
Sul fronte valutario l'euro si conferma sopra la soglia degli 1,16 dollari e si attesta a 1,1634 dollari, contro gli 1,165 dell'apertura e gli 1,1538 della chiusura di ieri. La moneta unica è scambiata a 127,86 yen, contro i 128,41 dell'apertura e i 127,59 della chiusura precedente, mentre il cambio dollaro/yen è a 109,936. In deciso rialzo i prezzi del petrolio: i future del Wti ad agosto crescono del 3,77% a 68,01 dollari al barile (erano arrivati a +4%), mentre quelli ad agosto del brent acquistano il 2,1% a 74,58 dollari.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...