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Piazza Affari, per gli operatori anche il 2020 sarà Toro. Ma resta l'incognita dazi

La maggioranza degli esperti che Piazza Affari metterà a segno ulteriori rialzi nel corso dei prossimi mesi o quantomeno difenderà i livelli attuali. Nel periodo lo spread dovrebbe continuare a oscillare fra i 150 e i 200 punti mentre l’euro rimarrà stabile

di Corrado Poggi

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(AP)

La maggioranza degli esperti che Piazza Affari metterà a segno ulteriori rialzi nel corso dei prossimi mesi o quantomeno difenderà i livelli attuali. Nel periodo lo spread dovrebbe continuare a oscillare fra i 150 e i 200 punti mentre l’euro rimarrà stabile


3' di lettura

Torna a crescere l’ottimismo sulle prospettive di borsa dei prossimi mesi. E’ quanto registra il sondaggio di dicembre condotto da Assiom Forex tra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor. Il 43% degli operatori (erano il 38% a novembre) prevede infatti nuovi rialzi nell’arco del prossimo semestre, rialzi che per il 35% del campione saranno compresi fra il 3% e il 10% mentre per un ulteriore 8% saranno superiori al 10%. Scendono di conseguenza le altre percentuali: di un punto al 39% quella di quanti si attendono mercati stabili (una definizione che include variazioni tanto al rialzo quanto al ribasso pari al 3%) e di 4 quella dei pessimisti. Se un mese fa il 22% degli operatori prevedevano ribassi nei mesi a venire (con un 1% super-pessimista), ora invece questa componente scende al 18%. Nel complesso dunque l’82% degli operatori attende mercati in rialzo o stabili, contro il 78% di un mese fa. «I rialzi record messi a segno dagli indici borsistici hanno creato ottimismo sul mercato – ha commentato il presidente di Assiom Forex, Massimo Mocio - e ciò si rispecchia fedelmente nel sondaggio tra gli operatori a dicembre che, per la maggior parte, ritengono che i valori degli indici, per quanto già molto elevati, abbiano ancora spazio per un’ulteriore risalita».

Le tensioni commerciali peseranno sul 2020
La maggioranza degli operatori Assiom Forex ritiene che le tensioni commerciali, che già hanno pesato sulla congiuntura macro economica globale nel corso del 2019, avranno un impatto ancora maggiore nel 2020.

Secondo il 60% degli operatori Assiom Forex infatti anche in caso di un primo accordo Usa-Cina difficilmente verranno risolti tutti i punti di discordia e la querelle sulla webtax rischia di peggiorare i rapporti di Washington con l'Europa. Secondo il rimanente 40% invece l’impatto peggiore c'è già stato – come indicato dalla brusca frenata dell'economia tedesca nel corso del 2019 – ed è da ritenere che il sistema troverà un nuovo punto di equilibrio. A favore di questa ipotesi potrebbe giocare anche il fatto che il presidente Trump vorrà presentarsi alle prossime elezioni con risultati concreti sul fronte commerciale anziché con continue tensioni che hanno comunque impatto anche su settori produttivi negli Usa.

Per il 60% spread stabile fra 150 e 200 punti
Le attese sull’andamento dello spread non cambiano di molto rispetto al mese precedente ma portano in ogni caso in evidenza un atteggiamento di maggiore cautela. La maggioranza degli operatori, esattamente il 60%, si attende ora che lo spread navighi stabilmente fra i 150 e i 200 punti (oggi naviga a 163 punti) mentre per il 35% degli operatori scenderà fra 100 e 150 punti con ulteriore super-ottimista che lo vede crollare nella banda di oscillazione compresa fra 50 e 100 punti. Un mese fa le percentuali erano rispettivamente del 58% per la fascia 150-200 punti, del 40% per quella di 100 -150 punti e di 1% per la più bassa. Nessun operatore si attende un differenziale compreso fra i 200 e i 250 punti (invariato) ma curiosamente balza al 4% dall’1% la quota di quanti non escludono uno sforamento di quota 250 punti. «La fase di incertezza dovuta alla Brexit potrebbe tornare di attualità non appena si entrerà nel concreto del nuovo futuro accordo - ha commentato Mocio - e di ciò potrebbe risentirne anche lo spread Bund Btp, dal momento che negli ultimi mesi i focolai di crisi provenienti dall’Italia sono stati oscurati da quelli in arrivo Oltreoceano e Oltremanica».

Il 56% degli operatori vede euro/dollaro stabile, per il 35% si rafforzerà
Il cambio euro/dollaro è destinato a rimanere stabile o a vedere un apprezzamento della divisa unica nei confronti del dollaro. il 56% degli operatori si attende che il rapporto di parità rimanga stabile (erano il 52% in novembre) mentre il 35% degli associati che hanno preso parte al sondaggio vedono un euro in rafforzamento nel corso dei prossimi mesi. Per il 31% degli operatori il rafforzamento sarà moderato mentre per un ulteriore 4% sarà molto consistente. Un mese fa queste due percentuali erano rispettivamente al 32% e al 2%. Si riduce di conseguenza il numero di quanti si attendono un indebolimento dell’euro che ora è messo in conto solo dal 9% degli operatori contro il 14% di un mese fa.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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    Corrado PoggiRedattore Radiocor

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese, francese e spagnolo

    Argomenti: Bce, politica monetaria, società di rating, compagnie farmaceutiche, trasporti e auto

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