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Piazza Affari tiene con Fca e Juve. Wti vola sopra i 64 dollari, top da 5 mesi

di Andrea Fontana e Stefania Arcudi

5' di lettura

Pausa di riflessione per gli investitori europei, che hanno preferito la cautela, in attesa di sviluppi su temi caldi come la Brexit, il dialogo Usa-Cina e dal week end il fronte libico. Le Borse europee hanno chiuso deboli, senza scossoni (Milano +0,06%, Parigi -0,13%, Francoforte -0,39%, Madrid -0,8% e Londra sulla parità, in attesa della riunione straordinaria del Consiglio europeo che valuterà la probabile richiesta di estensione al 30 giugno dell'applicazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona per l'uscita del Regno Unito dall'Unione). Il caos in Libia, dove gli scontri tra le truppe di Haftar e l'esercito di al Serraj hanno causato almeno 35 vittime, spinge i prezzi del petrolio: il Wti ha superato i 64 dollari portandosi ai massimi in 5 mesi e il Brent si è attestato a 70,94 dollari, sui massimi del 2019. Questo ha sostenuto il comparto petrolifero anche a Milano con Tenaris a +0,62% e Saipem +1,17%, mentre Eni, più esposta nel Paese, ha ceduto lo 0,21%. Spread in leggero rialzo a 263 punti, contro i 261 del finale di venerdì.
A corrente alternata gli altri listini, poco mossi, compresa Londra, nei giorni cruciali per la Brexit: tra due giorni si terrà la riunione straordinaria del Consiglio europeo che valuterà la probabile richiesta di estensione al 30 giugno dell'applicazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona per l'uscita del Regno Unito dall'Unione. Il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, si è espresso venerdì in favore di un'estensione flessibile per 12 mesi.

Fca spinta dall'accordo con Tesla su emissioni
A Piazza Affari ha brillato Fiat Chrysler Automobiles grazie all'accordo con Tesla, di cui ha dato notizia il Financial Times, che dovrebbe consentire al gruppo italo-americano di evitare sanzioni pesanti relative alle emissioni inquinanti. In evidenza anche Juventus Fc, ormai praticamente certa della vittoria nel Campionato italiano di calcio e a due giorni dalla cruciale sfida in Champions League, il torneo economicamente più ricco del Vecchio Continente. Ancora bene Poste Italiane, che continua ad aggiornare il proprio record sul listino supportato anche dalla raccomandazione «buy» emessa da Deutsche Bank: la maggiore penetrazione in Italia dell'e-commerce e i servizi finanziari sono le ragioni alla base dell'ottimismo del broker. Prosegue la correzione di Telecom Italia: venerdì l'agenzia Fitch ha abbassato il rating sul debito del gruppo delle telecomunicazioni da «BBB-» il rating con outlook «stabile» e per gli analisti la revisione è negativa perché Fitch era finora l'ultima agenzia di rating a esprimere un giudizio ancora «investment grade» su Tim.

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Situazione libica spinge petrolio, ma Eni soffre esposizione nel Paese
Il petrolio che sale sull'intensificarsi della grave situazione in Libia ha sostenuto le quotazioni di Saipem e Tenaris, mentre Eni è arretrata: il gruppo petrolifero, che realizza attualmente nel Paese nordafricano circa il 15% della propria produzione upstream, ha deciso di richiamare tutto il suo personale italiano operante nel territorio. Il Wti per consegna giugno sale a 64 dollari al barile, il Brent giugno a 70,8 dollari al barile.
A corrente alternata e senza una direzione precisa le banche, con Unicredit in discesa dello 0,93%, Bper (+0,86%) e Ubi Banca (+0,92%) in rialzo e Intesa Sanpaolo sulla parità (-0,04%).

Fuori dal Ftse Mib corre De' Longhi e Neurosoft
Fuori dal listino principale, accelerata per De' Longhi (+7,25%), dopo che indiscrezioni del Sole 24 Ore hanno indicato la società come unico pretendente in corsa per Evoca, azienda di macchine da caffè professionali a marchio Gaggia e distributori automatici a marchio N&W. Per l'azienda bergamasca, che ha un fatturato di 500 milioni e di un Ebitda intorno ai 100 milioni, si parla di una valutazione superiore al miliardo di euro e quindi superiore a 10 volte il margine operativo lordo. A passo rapido anche il gruppo dei software Neurosoft (+29,17%), che prosegue il trend positivo iniziato venerdì con i conti 2018, che hanno messo in luce un rialzo dei ricavi del 41% e perdita netta più che dimezzata. Acceleratore premuto anche per il gruppo dell'immobiliare Risanamento (21%) e per la società dei prodotti biologici Bioera (+20,87%). Tra le peggiori invece Net Insurance (-4,5%), Frendy Energy (-5,14%) e Restart (-7,13%).

In Europa bene energetici, deboli banche e media
Le Borse europee hanno dunque chiuso con movimenti scarsi una seduta opaca. Il settore energetico ha avuto buoni spunti (+0,87% l'Euro Stoxx 600), sostenuti dal rialzo del greggio, mentre gli altri comparti hanno registrato performance meno brillanti, in particolare per quanto riguarda utilities (-0,41%), media (-0,8%), viaggi (-0,9%) e costruzioni (-0,71%). Deboli anche i finanziari (-0,41%), penalizzate dal forte calo di Deutsche Bank (-2,2%) e Commerzbank (-2,4%) a Francoforte: come riporta l'Handelsblatt, la Vigilanza bancaria della Bce sarebbe pronta a mostrarsi più severa sul via libera all'eventuale fusione tra i due istituti, chiedendo requisiti più stringenti. Alla Borsa tedesca debole anche Sap (-0,6%) dopo che il gruppo tecnologico ha annunciato l'uscita del numero uno della divisione cloud. A Parigi brusco ribasso per Safran (-1,95%), penalizzata dalla decisione di Boeing (a Wall Street -4,7%) di tagliare la produzione del suo 737 Max (il modello di aereo costretto a terra dopo il disastro, il secondo in cinque mesi, avvenuto il 10 marzo scorso in Etiopia). Il 737 Max 8 montva motori Leap-1B, prodotti da Cfm International, joint venture tra General Electric e Safran.

Acquisti sia su BTp sia su Bund: si allarga lo spread
Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund in una giornata priva di spunti particolari. Il differenziale di rendimento tra il nuovo BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) con scadenza agosto 2029 e il titolo tedesco con scadenza febbraio 2029 e' indicato al termine degli scambi a 263 punti base, dai 261 punti del closing di ieri. Sale anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta in chiusura al 2,64% dal 2,62% del riferimento precedente.

Wall Street in calo, pesa tonfo Boeing
Seduta in calo per la Borsa americana, cosa che segna la fine della corsa dell'S&P 500 che andava avanti da sette sedute di fila, la serie temporale positiva più lunga da 18 mesi. Il Dow Jones Industrial Average e il Nasdaq Composite hanno guadagnato terreno in sei delle ultime sette giornate di scambi. Dopo due settimane di fila in aumento, l'azionario americano si prepara alla nuova stagione delle trimestrali, che entrerà nel vivo venerdì prossimo con i conti di JP Morgan e Wells Fargo. E' ormai da tempo che gli analisti hanno messo in guardia sulla possibilità che questa stagione possa mostrare la prima contrazione degli utili dal 2016. Due giorni prima, mercoledì, la Federal Reserve diffonderà i verbali della sua ultime riunione, quella in cui ha ridotto a zero il numero delle strette previste nel 2019. Venerdì scorso il presidente americano, Donald Trump, ha detto che la banca centrale dovrebbe tagliare i tassi e lanciare un quantitative easing con cui l'economia si trasformerebbe in un razzo. Sul piano societario, Boeing soffre dopo l'annuncio del taglio alla produzione del 737 Max a 42 da 52 unità al mese mentre il gruppo resta sotto pressione per i due incidenti mortali avvenuti nell'arco di cinque mesi e riguardanti quel tipo di jet.

In Usa ordini alle fabbriche in ribasso
Gli ordini alle fabbriche statunitensi sono scesi a febbraio, come previsto dagli analisti. Secondo quanto reso noto dal Dipartimento del Commercio, il dato è calato dello 0,5% sul mese precedente. E' stato il quarto mese su cinque in negativo. Il dato di gennaio, pari a un +0,1%, è stato rivisto a un +0%. Esclusi i trasporti, il dato è salito dello 0,3% sul mese precedente; è stato il primo mesi in rialzo dopo tre di fila in ribasso. I nuovi ordini per beni durevoli sono calati dell'1,6% a gennaio.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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