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Piazza Affari al top da agosto, chiude il gap dallo strappo con Bruxelles

di Chiara Di Cristofaro


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(© paolo bona)

3' di lettura

Seduta in netto rialzo per Milano che con il rialzo odierno chiude il gap che si era aperto a fine settembre: il FTSE MIB ha toccato un massimo intraday a 21.788 punti e ha chiuso in progresso dell'1,08% a 21.755,88 punti. Livelli simili si erano visti a fine settembre (il 25 eravamo a 21.699 punti) e siamo tornati sui massimi dall'8 agosto 2018. Il gap che si chiude oggi si era aperto con il venerdì nero della nota di aggiornamento al Def del 28 settembre scorso (e la revisione al rialzo dei target del deficit/Pil) che aveva portato a un calo di oltre il 3,7% in una sola seduta e lo spread alle stelle. Dall'inizio dell'anno alla chiusura di oggi il Ftse Mib ha messo a segno un rialzo del 17,5% mentre dal minimo del 27 dicembre ha recuperato il 20,4%. Anche il Ftse 100 a Londra viaggia su i massimi da inizio ottobre, mentre il Dax è al top da ottobre e il Cac40 non è lontano dai livelli più alti del 2019.

Milano si accoda alla risalita dell'Europa
Le vendite iniziate a Piazza Affari a fine settembre sono andate di pari passo con la crisi dell'Italia con l'Ue e il forte rialzo dello spread arrivato a sfiorare i 340 punti a novembre e che ha pesato su tutto il comparto bancario milanese, per settimane nella bufera complice l'esposizione delle banche sul debito pubblico. Poi l'accordo tra Roma e Bruxelles sul deficit ha tranquillizzato gli investitori e da lì è ripartito il rally dell'azionario, insieme ai mercati globali. «Il rialzo di Piazza Affari va inserito all’interno di un contesto più ampio - spiega Carlo Alberto De Casa di ActivTrades - certo, il clima di minore conflittualità fra governo ed Ue ha aiutato la ripresa dei listini, con gli investitori a caccia dei dividendi che arriveranno nei prossimi mesi a Piazza Affari».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Accordo sui dazi, Fed e Bce 'colombe' sostengono i mercati
La spinta iniziale, con il nuovo anno, è stata legata alle attese positive per un accordo tra Usa e Cina su fronte commerciale, attese che tornano oggi in focus dopo le anticipazioni dell'Ft secondo cui un'intesa sarebbe ormai vicina. Oggi, infatti, riprendono i colloqui a Washington sul tema dazi. E poi ci sono le banche centrali: «Il primo trimestre 2019 è stato ben impostato a livello globale, dopo i cali registrati nella seconda parte del 2018. Le aspettative per una Federal Reserve in versione colomba hanno senz'altro giovato, riducendo i rischi di una recessione imminente», spiega De Casa. Inoltre, prosegue l'analista, «sul fronte europeo si è allentata la tensione sul bancario (almeno per il momento), anche grazie alle mosse di politica monetaria della Bce. Gli investitori che hanno in qualche modo messo da parte i timori relativi alla Guerra dei dazi e alla Brexit».

Arrivano i primi segnali di ripresa economica
Nonostante i dubbi sul fronte della crescita, che continua a dare segnali di debolezza, dunque, il sostegno garantito dalle banche centrali e la netta inversione di tendenza da parte della Fed e della Bce stanno dando nuova linfa agli investitori. «La svolta 'dovish' delle principali banche centrali e le politiche di sostegno adottate in particolar modo dalle autorità cinesi sembrano iniziare ad avere effetti positivi almeno sul livello di fiducia delle imprese- sottolinea Luigi Nardella di Ceresio Sim - il che fa ben sperare per la crescita economica e dei profitti aziendali nei mesi a venire». Infatti, il rally dell'azionario registrato oggi inizia a trovare sostegno dai primi segni di ripresa dell'attività economica: «Gli indicatori anticipatori del ciclo negli ultimi due giorni hanno sorpreso al rialzo - dice Nardella - non solo negli Stati Uniti e in Cina ma anche in Europa, Italia compresa. L’indice Pmi composto per l’Italia pubblicato oggi ha segnato un valore di 51.5 (al di sopra del livello 50 indicando quindi un’attesa espansione economica) ben al di sopra delle previsioni e dei livelli degli ultimi mesi».

(Il Sole 24 ore Radiocor)

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