cinquanta anni fa la bomba

Piazza Fontana. La storia di un processo impossibile

La complessa storia processuale della strage di Piazza Fontana ha bisogno del rigore dell’archivista e del talento del narratore. Benedetta Tobagi possiede entrambe le doti

di Giorgio Fontana

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(Fotogramma)

La complessa storia processuale della strage di Piazza Fontana ha bisogno del rigore dell’archivista e del talento del narratore. Benedetta Tobagi possiede entrambe le doti


3' di lettura

Occorre il rigore dell’archivista per ricostruire la storia processuale della strage di piazza Fontana; ma occorre il talento del narratore per renderla chiara, viste le enormi complicazioni che la attraversano. Benedetta Tobagi possiede entrambe le doti, come ha già dimostrato nei libri precedenti. Il suo ultimo lavoro, Piazza Fontana. Il processo impossibile, affronta l’indagine sui fatti del 12 dicembre 1969, evidenziando fin da subito storture giudiziarie e strategie politiche di un cinismo insostenibile, ma anche l’impegno dei migliori per acclarare la matrice fascista del crimine e le responsabilità di una classe dirigente ossessionata dal potere.

Ripercorriamo così la prima inchiesta sulla “pista anarchica” (poi del tutto smontata), l’istruttoria veneta attorno a Freda e Ventura, le indagini milanesi sul Sid, la rimessione a Catanzaro (per allontanare la strage dal suo luogo, quasi a seppellirla altrove), i ribaltoni in Appello e Cassazione e soprattutto la difficoltà dello Stato nel giudicare sé stesso. Impressionanti restano infatti depistaggi e coperture, che vanno ben oltre il luogo comune dei “servizi segreti deviati”: tanto che gli esecutori materiali restano tutt’oggi impuniti.

Tuttavia Tobagi non cede mai a sensazionalismi o retorica, benché il tema offra ogni appiglio per indulgervi; anzi, il suo chinarsi con sobrietà e passione su tutte le sfumature del caso rende ancora più efficace - e moralmente elevato - il saggio. Restano comunque impressi alcuni dettagli che rendono bene le differenze fra i moltissimi personaggi coinvolti: l’inqualificabile balbettio di Mariano Rumor, che si trincera dietro i «Non ricordo» e si finge svampito; la dignità di Rachele Torri, zia di Valpreda; la requisitoria del pm Lombardi; l’agghiacciante reazione di Freda davanti alla moglie di una vittima giunta a Catanzaro («Adesso sfruttate anche le vedove»).

Forse l’aspetto più interessante del libro è l’analisi di come i processi impattarono sull’amministrazione della giustizia e sulla società italiana. Innanzitutto vediamo contrapporsi non solo etiche diverse a seconda delle varie procure, ma anche due generazioni di magistrati: una ancora contigua al fascismo, pavida e prona al potere; e una più giovane e determinata, il cui operato si ispira sinceramente alla Costituzione (il cui simbolo è per molti versi Emilio Alessandrini).

Considerazioni simili valgono per la stampa: se diversi giornalisti amplificano le notizie inesatte o fasulle, altri più critici svolgono un lavoro cruciale sia per l’opinione pubblica che per le indagini stesse. Infine il processo viene appunto ricevuto e commentato da un pubblico in radicale mutamento con il trascorrere degli anni: dall’atmosfera calda e impegnata del 1977 all’oblio degli anni Ottanta, fino al colpo di coda tardivo di inizio secolo.

E oggi, nel cinquantenario della strage? Tobagi osserva che vi fu un’eccessiva aspettativa di catarsi, «quasi messianica», nei confronti delle sentenze. Aspettativa che inevitabilmente rimase delusa, anche perché l’apparato giudiziario non può farsi supplente della politica. Ciò che si salva allora è forse un metodo di lavoro: quello svolto con coraggio da persone dentro e fuori lo Stato, per determinare le «responsabilità storiche su cui, sebbene non siano più sanzionabili in sede giudiziaria, la Corte di Cassazione […] ha voluto porre il proprio sigillo nel 2005».

Un metodo ispirato all’esattezza e all’abnegazione, a uno scetticismo non rassegnato, e a una vera pietas nei confronti delle vittime. In tale solco si inserisce anche il prezioso libro di Benedetta Tobagi.

Piazza Fontana. Il processo impossibile
Benedetta Tobagi
Einaudi, Torino, pagg. XVI-446, € 20

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