Musei e Biennali

Piazza della Signoria, Fischer impone il suo magma

di Roberta Olcese

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Urs Fischer, Fabrizio e Francesco. 2017. Courtesy of the Artist. Photo by Mattia Marasco / MUS.E


3' di lettura

«Ho fatto sculture in cera per soli otto uomini nonostante me le chiedano sempre. Ho ritratto anche il mio amico artista Rudy Stingel e oggi tocca a Francesco Bonami e Fabrizio Moretti. I due sono così diversi che mi è piaciuta l'idea di collocarli insieme. Cerco di capire cosa c'è dentro alle persone». Urs Fischer, 44 anni artista svizzero tedesco con studio a Brooklyn a New York ha messo a segno un altro colpo. Questa volta non solo economico considerato che già nel 2011 una sua scultura installazione “Untitle Lamp Bear” alta 7 metri è stata comprata per 6,8 milioni di dollari da Christie's a New York.

Mentre lo scorso maggio una scultura in cera “Julien” ha realizzato 3,367 milioni di dollari sempre da Pinault. Complice il curatore Francesco Bonami, il mercante d'arte Fabrizio Moretti con il direttore artistico Sergio Risaliti e il sindaco di Firenze Dario Nardella, l'artista espone tre sculture installazioni in cera in piazza della Signoria a Firenze per la mostra “Big Clay#4 and 2 Tuscan Men” in corso fino al 21 gennaio. Moretti e a Bonami sono ritratti a grandezza naturale in atteggiamenti riconoscibili: «ho chiesto a Fabrizio, mercante attento e preciso, di fotografarmi la sua opera preferita, una scultura in marmo di San Leonardo, mentre Bonami l'ho ritratto più informale, al telefono, come sempre». Spiega Fischer.

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Il conto alla rovescia. Ieri alla fine della conferenza stampa Nardella ha acceso le due candele che si consumeranno nei giorni della Biennale di Firenze, la mostra internazionale in corso a Palazzo Corsini fino al 30 settembre. Un'operazione che per il momento ha fatto solo un artista prima di lui: Jeff Koons sempre in occasione di Biaf. Sarà un caso ma entrambi sono nella scuderia di Larry Gagosian. La differenza tra le due operazioni è il costo. Nel 2015 Moretti, main sponsor dei due eventi, si è accollato spese per circa un milione di euro, a questo giro il mercante fiorentino segretario del Biaf dichiara che i costi restano intorno al centinaio di migliaia di euro.

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In cambio è immortalato con Bonami, insieme a pochi eletti, in una scultura di cera ritratto, destinata a consumarsi e a rimanere nella memoria collettiva.
Il prestito russo. “Big Clay#4” è un gigantesco magma in metallo alto 12 metri , un totem informe argentato posto al centro della piazza all'ombra di Palazzo Vecchio. Lo stampo è stato realizzato in Svizzera, a San Gallo, ma la fusione l'hanno fatta a Shanghai. I costi quindi non sono certo contenuti, tra produzione, spedizione e assicurazione, considerato che la scultura rimarrà esposta alle intemperie e al pubblico fino al 21 gennaio. Quanto costa? Non lo sappiamo perché è già stata venduta. Una volta conclusa la mostra “Big Clay” andrà direttamente a Mosca alla V.A.C. Foundation Collection (Victoria Art of being contemporary), che lo ha prestato. La Viktoria Foundation creata nel 2009 coi soldi dall'oligarca russo Leonid Viktorovich Mikhelson che dal l'ultimo report di Forbes ha una fortuna da 18,6iliardi di dollari. La direzione artistica è nelle mani di un'italiana, Teresa Iarocci Mavica, originaria di Bonefro in Molise, che da Napoli si è trasferita in Russia quando: «chi aveva i soldi non poteva usarli per comprare il cibo perché non c'era» raccontava anni fa quando per cenare in un ristorante alla moda a Mosca ci volevano 300 euro in due. L'opera di Fischer è destinata al Ges2 a Mosca, una centrale elettrica che Renzo Piano ha trasformato in spazio culturale: due ettari nel centro di Mosca con 6mila metri di spazi espositivi, ristoranti, residenze per artisti, spazi e servizi sociali, un teatro di 400 posti a sedere, una piattaforma per arti performative e per la musica. Persino un boschetto di betulle! Nel 2019 la centrale aprirà con un programma che racconterà, rianalizzandola, la storia delle arti del XX secolo.

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