New York Christie’s

Picasso e i grandi artisti del ‘900 battono quasi mezzo miliardo di dollari

Ruolo vitale delle garanzie per evitare invenduti e convincere i venditori; ottime performance per le artiste storicizzate

di Giovanni Gasparini

4' di lettura

I 49 lotti venduti su 50 proposti (uno ritirato) da Christie's la sera del 13 maggio a New York hanno riportato un successo di mercato che sembra aver ristabilito i valori a cui si era abituati prima della crisi epidemica. Il ricavo totale con commissioni di 481 milioni di dollari con una media per lotto di quasi 10 milioni è degna dei migliori momenti di mercato del decennio precedente. Ma è davvero tutto oro quel che luccica? Il ruolo cruciale delle diffusissime garanzie a difesa del possibile insuccesso di tutti i lotti principali induce ad avere qualche cautela, anche perché diversi lotti sembrano essere finiti nelle mani dei garanti in assenza di altri compratori a stime, invero, piuttosto elevate.

Picasso 1932

Un ruolo chiave per il risultato lo ha ricoperto una grande tela di Picasso con soggetto la giovane amante Marie-Therese dipinta nell'anno-chiave 1932, in cui matura lo stile distintivo post-cubista del grande artista catalano. Il dipinto è stato una delle star dell'esibizione dedicata alla produzione di Picasso nel 1932 da parte dei musei Picasso di Parigi e Tate a Londra nel 2017-18. La tela partiva da una stima a richiesta di 55 milioni di $ ed era garantito da una parte terza, garanzia superata abbondantemente nei venti minuti di rilanci al telefono fino ad arrivare a 90 milioni di $, pari a 103,4 milioni con le commissioni. È stato uno dei cinque lavori del maestro a superare quota 100 milioni. Nello stesso giorno la casa d'aste Bonhams ha venduto un altro ritratto di Marie-Therese ma del 1937 per quasi 11 milioni di $. Un secondo ritratto femminile, questa volta dell'amante artista fotografa Dora Maar dipinto da Picasso nella Parigi occupata del 1941 su uno sfondo grigio cupo anziché luminosamente crema come nel 1932, ha raggiunto 17,2 milioni, dalla stima di 15-20 milioni di $.

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Impressionisti milionari

Il secondo prezzo lo ha strappato la veduta impressionistica a toni azzurri - effetto nebbia - di ‘Waterloo Bridge' dipinto da Claude Monet durante il soggiorno londinese fra il 1899 e il 1903, aggiudicato a 48,5 milioni di $ da una stima a richiesta di 35 milioni, evitando così di finire al garante. La tela di Vincent Van Gogh ‘Le Pont de Trinquetaille' dell'estate 1988 si è fermata a 37,4 milioni di $, appena oltre la stima a richiesta di 35 milioni, finendo forse al garante. Hanno suscitato maggior interesse i due lavori di Seurat preparatori per il suo capolavoro pointillista ‘La Grande Jatte', il primo raffigurante una coppia con una dama in cappellino e blusa rosa del 1884 conteso fino a 13,2 milioni, da una stima di 6-8 milioni, mentre il secondo meno elaborato si è fermato a 4,4 milioni, oltre la stima di 2,5-3,5 milioni di $.

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Grandi nomi del secondo dopoguerra

Il nuovo formato d'asta giocato sul XX secolo ha inserito nello stesso catalogo di Picasso i grandi nomi del dopoguerra, guidati da un dipinto a campi verdi su sfondo blu di Mark Rothko del 1970, anno del suo suicidio, che ha stentato a raggiungere la stima a richiesta di 40 milioni ed è finito quasi certamente al garante per 38 milioni di dollari con le commissioni. Per la Pop Art un tardo lavoro di Roy Lichtenstein del 1994 ‘Interior: Perfect Pitcher' di grandi dimensioni è andato al garante verso la stima bassa (20-30 milioni di $) a 21,5 milioni di $ con le commissioni. Due i lavori di Andy Warhol soggetto Marilyn Monroe: la tela con nove ritratti ripetuti multicolore ha superato la stima garantita di 6,5-8,5 milioni per fermarsi a 10,2 milioni di $, e un precedente ritratto doppio su sfondo argento del 1962 è finito forse al garante della stima di 14-18 milioni per 15,8 milioni con le commissioni. Ha suscitato grandi entusiasmi una tela ‘tennistica' del centenario Wayne Thiebaud del 1968 ‘Toweling Off' che è salito sino a 8,5 milioni, quasi 6 volte la stima e secondo prezzo di sempre per il pittore. In ambito europeo, la caratteristica spugna color blu IKB di Yves Klein è stata aggiudicata al garante per 3 milioni, sotto la stima di 3,5-5,5 milioni di $.

Ruolo chiave delle artiste

Ben tre i record femminili in asta: la grande e complessa scultura di bronzo di Barbara Hepworth ‘Parent II' del 1970-71 ha raggiunto il doppio della stima alta a 7,1 milioni di $, mentre la nota ritrattista americana Alice Neel con la familiarità dell'ambiente di ‘Dr. Finger's Waiting Room' del 1966 ha superato i 3 milioni di dollari, quattro volte la stima grazie anche alla personale in corso all Met di New York, e “The Phoenix” del 1962 di Grace Hartigan, dipinto a cavallo fra Colour field painting e Pop, che ha sfiorato 700mila $, appena oltre la stima alta. Ai record si aggiungono i risultati milionari di Lee Krasner per una tela astratta stile dripping sempre del 1962 dai toni rossi che ha superato agilmente la stima alta a 7,2 milioni di $, e due lavori di Joan Mitchell rispettivamente del 1977 garantita da una stima di 10-15 milioni e aggiudicata a 12,4 milioni di $, e l'altro del 1989 ‘Rain' passato di mano a 6,6 milioni di $.

Gli italiani: Boetti record

Da segnalare il record per Alighiero Boetti con l'arazzo ‘Sottrazione' del 1982 di oltre due metri fabbricato dalle donne afghane di Kabul, che partiva dalla stima garantita di 2,5-3,5 milioni per finire a 4,6 milioni di $. È finito probabilmente alla garanzia la tela bianca con quattro tagli ‘Concetto Spaziale, Attese' di Lucio Fontana per 3,9 milioni da una stima di 3,5-5,5 milioni di $. Siamo dunque tornati ai livelli pre-Covid? È presto per dirlo ma i risultati fanno ben sperare, in attesa di conferme dalle aste di fine giugno a Londra.


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