Paesi Bassi

Picasso-Giacometti: scambi d’artista

Al Museum Voorlinden di Wassenaar in mostra il sorprendente legame tra due dei più grandi artisti del XX secolo

di Paola Testoni

3' di lettura

Il Museum Voorlinden di Wassenaar nei Paesi Bassi in occasione del suo quinto anniversario, presenta, in collaborazione con il Musée National Picasso-Paris e la Fondation Giacometti, la mostra ‘Picasso Giacometti' il cui tema centrale è appunto il sorprendente legame tra due dei più grandi artisti del XX secolo.

Pablo Picasso (1881-1973) e Alberto Giacometti (1901- 1966) si stimavano e apprezzavano vicendevolmente tanto da aver sviluppato un legame veramente speciale, nonostante i vent'anni di differenza di età. Le loro sorprendenti somiglianze e le loro profonde differenze, la sfida al mondo dell'arte dei loro contemporanei, la strada personale che percorsero all’interno del surrealismo negli anni ’30 e del realismo dopo la seconda guerra mondiale, sono ben raccontati all'interno della mostra che si avvale di pezzi d'eccezione tra cui i due autoritratti che danno il benvenuto allo spettatore. Quindi sono presenti anche i ritratti che Picasso fece della prima moglie Olga e del figlio Paulo in abito da arlecchino a scacchi giallo-blu presentati vicino alle donne filiformi di Giacometti e al ritratto di sua moglie Annette, dipinto su un pezzo di lino.

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In continua evoluzione

Dal loro primo incontro nei primi anni ’30, Picasso e Giacometti non hanno mai smesso di scambiarsi idee sull’arte. Hanno esplorato il surrealismo e nel periodo post bellico hanno avuto ampi dialoghi sulle lotte da intraprendere per il ritorno al realismo. Durante questo periodo, entrambi gli artisti trasformarono il loro stile ponendosi domande sulla creazione artistica e il suo rapporto con la realtà e rispondendo con diverse soluzioni formali.

La mostra al Voorlinden Museum viaggia su due binari: presenta una panoramica sia cronologica che tematica ed esplorando gli aspetti chiave dell'innovativa produzione artistica dei due artisti sottolinea le somiglianze dei loro itinerari creativi.

Relazione tra i due artisti

Giacometti era più giovane di Picasso di 20 anni e quando arrivò a Parigi nel 1922, l'artista spagnolo era già estremamente famoso all'interno dell'avanguardia mentre il giovane svizzero si manteneva ai margini del movimento modernista. Ciononostante Giacometti conosceva molto bene le diverse correnti artistiche presenti in quel momento nella capitale francese che definì ‘‘una torre di Babele'' dove faticava a trovare una sistemazione. Presto Picasso divenne per lui il modello dell'artista moderno, poliedrico e difficile da collocare in una categoria a causa della natura eterogenea delle sue opere. Giacometti era proprio affascinato dalla figura di un artista in grado di scardinare le regole concettuali che aveva seguito per evolversi in maniera innovativa.

Secondo Picasso...

Pierre Daix, biografo di Picasso, afferma che l'artista riconosceva nel giovane collega ‘‘la stessa violenza artistica'' e nonostante fossero caratterialmente antitetici si erano ritrovati a condividere lo stesso spazio artistico dove la forma aveva capitolato davanti alla psicologia personale. Per entrambi l'opera d'arte veniva ridefinita dalla dimensione affettiva. Una caratteristica che divenne molto visibile nella produzione tra il 1935 e il '40 e nell'immediato dopo guerra quando entrambi mostrarono nuovamente interesse verso il realismo.

Tensione creativa

Il Museum fa della relazione tra i due artisti il fulcro della mostra sottolineando attraverso le opere proprio la differenza nella produzione artistica, un contrasto che rende la mostra eccezionalmente interessante e molto appetibile. Il contrasto delle personalità degli artisti, il flamboyant Picasso e l'introverso Giacometti, e naturalmente la loro maniera di riversare tutto ciò nelle loro creazioni artistiche, regalano alla mostra la giusta tensione creativa che lo spettatore percepisce immediatamente. Esposti per tema creando un ordine cronologico non lineare, i lavori così esposti sono in grado di mostrare un racconto interessante fino all'ultima sala e portando il visitatore ad approfondire le evoluzioni artistiche del duo, dal realismo al surrealismo e all'astrattismo.


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