INCENTIVI

Picco di domande per «Resto al Sud»: record in Sicilia e Campania

L’effetto dell’ampliamento della platea ha dato i suoi frutti: il bilancio a un mese dall’introduzione delle nuove regole per accedere ai benefici

di Flavia Landolfi


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3' di lettura

Con un numero di domande quasi raddoppiato sulla piattaforma Invitalia, «Resto al Sud» incassa il primo “gradimento” dopo le novità normative di fine anno, prima tra tutte l’innalzamento di età per i beneficiari che è passata da 35 a 45 anni. Il picco delle richieste a dicembre è certificato dalle 716 istanze, contro un “traffico” mensile che nel 2019, a eccezione del mese in questione, viaggiava su una media di 383 domande di incentivo.

La mini-riforma
Sono i numeri che confermano una facile previsione: lo sblocco dell’innalzamento dell’età per partecipare alla “corsa” dei finanziamenti per le nuove attività nel Mezzogiorno ha dato i suoi frutti, premiando una misura che vale quasi un miliardo di euro e che con un mix di fondo perduto e finanziamenti bancari concede risorse per l’apertura delle nuova attività nelle aree del Mezzogiorno e da poco anche nel cratere sismico del Centro Italia: e dunque Lazio, Umbria e Marche. Una “mini-riforma” che, annunciata nella manovra di Bilancio 2019, era rimasta lettera morta fino a dicembre scorso, quando per effetto di una circolare, sono entrati in scena i candidati under-45 e i professionisti. «L’incremento di domande dimostra quanto il Sud sia in grado di rispondere positivamente quando l’incentivo è efficace - ha detto Domenico Arcuri, ad di Invitalia - Resto al Sud, con le novità introdotte nel corso dell'ultimo anno, grazie alla pronta attivazione del ministro per il Sud, lo è ancora di più, soprattutto quando si considera che l’istituzione del regime transitorio relativo al nuovo limite di età, consente a molti soggetti che sarebbero rimasti fuori, di poter fruire di questa opportunità».

Le novità
La manovra 2020 è corsa ai ripari su provvedimenti-lumaca arrivati mesi in ritardo e ha congelando il termine dei 45 anni fino a tutto il 2020: in pratica potranno presentare domanda tutti gli under-46 alla data del primo gennaio 2019. Dal 1 gennaio 2021 il periodo tranistorio cesserà e si tornerà a regime con la clausola del requisito dell’età al momento della presentazione della domanda. C’è poi l’ingresso dei liberi professionisti e delle regioni dell’ultimo cratere sismico. Qui la novità nella novità: dei 117 Comuni inclusi tra i potenziali beneficiari, 24 non saranno sottoposti vincoli di età: si tratta delle città con un parco immobiliare inagibile per oltre il 50 per cento.

Le regioni più attive
Ma torniamo ai numeri. Secondo le rilevazioni di Invitalia le 716 domande arrivate nel mese di dicembre corrispondono a un incremento dell’85% rispetto alla media storica mensile. In pole position la Sicilia con un incremento di domande del 125% (52 istanze nella media del 2019 e il balzo di 117 per il solo mese di dicembre), seguita dalla Campania con un 78% in più (media anuua di 208 richieste e un picco di 370 nel mese scorso). In terza posizione la Calabria con 109 domande a dicembre, contro una media 2019 di 58 richieste. La regione più performante in termine di progetti approvati e di investimenti messi in moto è la Campania con 2270 iniziative portate a buon fine per 152,4 milioni di investimenti e un effetto sull’occupazione (previsti) pari a 8993 posti di lavoro.

Il quadro nazionale
Ricordata dal presidente del Consiglio Conte nel corso della conferenza stampa di fine anno, la misura «Resto al Sud» ha finora finanziato 4260 progetti, per 284 milioni di euro circa di investimenti e un’occupazione prevista di 16mila posti di lavoro. Il settore “pigliatutto” è quello turistico e culturale con un’incidenza di progetti approvati pari al 53%: 2246 sul totale di 4260. I beneficiari sono in prevalenza uomini (58%), concentrati nella fascia di età tra i 30 e i 35 anni (40% ma il dato over 35 è in aggiornamento) e con la licenza superiore (65 per cento).

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