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Piccole case per grandi idee di design - Guarda la gallery

Le dimensioni degli appartamenti continuano a ridursi, stimolando l'ingegno degli architetti A volte è meglio osare con soluzioni ardite e colorate che cercare di nascondere tutto con il bianco

di Fabrizia Villa


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Un progetto di Clara Bona, Studio 98, per una casa privata: davanti alla finestra ad arco una pedana con cassettoni fa da divano e da letto per gli ospiti

3' di lettura

Che si parli downsizing o decrescita felice, restringersi, ridurre i nostri spazi e le nostre esigenze sembra l’imperativo di questi tempi. Il bilocale si conferma l’unità più venduta a livello nazionale, rappresentando il 31% delle transazioni effettuate nel 2018, salendo, insieme ai monolocali, al 40% del totale su base nazionale; e addirittura al 62% a Milano (elaborazioni Sigest su dati Agenzia delle Entrate).

Il trend, comune alle grandi città di tutto il mondo, è giustificato dalla maggiore affermazione delle piccole famiglie, coppie, single e divorziati. I dati Istat lo confermano: i nuclei composti da una sola persona in Italia sono 8 milioni e 659 mila, oltre il 33% del totale.

Le nuove esigenze diventano così una sfida che architetti e designer raccolgono con progetti sempre più attenti a prendere le (nuove) misure e farlo possibilmente alla grande, a dispetto della perdita di metri quadrati.

«Io preferisco addirittura lo spazio piccolo», afferma la designer Stefania Passsera, che con il suo Nap Atelier firma progetti di interior design iperdecorativi. «Quando lavoro su uno spazio ridotto alla fine sono sempre soddisfatta dell’armonia che riesco a ottenere». Il suo mantra è osare, esagerare quando c’è un piccolo difetto intervenendo con colore, tessuti e carte da parati. «Preferisco l’effetto scatola e avvolgente rispetto all’uso che si fa del bianco, spesso sbagliando nella speranza di allargare gli spazi», spiega.

Soprattutto quando si deve intervenire su monolocali o bilocali di pochi metri quadri, è la pianta dell’appartamento a dettare la linea. «A volte riesci a ricavare tanti spazi giusti in altri casi no», spiega l’architetto Clara Bona di Studio 98. «In questi anni mi è capitato spesso di trasformare minuscole portinerie in appartamenti, una vera sfida quando hai a disposizione meno di 30 metri quadrati, e in quel caso lo spazio devi giocartelo per forza con gli arredi. È un lavoro millimetrico, ma se sei fortunato trovi una nicchia e ci metti, per esempio, la cucina creando un po’ di separazione».

Allargare i piccoli spazi con l’arredo-design

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Quello della cucina è un tema delicato. Chi la ama a vista e chi, invece, preferisce riservarle uno spazio dedicato anche se piccolo. «In generale, a me non piace nascondere – dice Stefania Passera –. Preferisco, invece, vedere le cose, ma vederle belle. Se l’appartamento è molto piccolo si possono fare per esempio delle grandi ante in cui chiudere, come in un armadio, la zona cottura quando non se ne ha più bisogno. Ultimamente ho fatto tanti interventi di recupero anche ridando vita a vecchie cucine solo cambiando le ante o ricoprendole interamente o in parte con bellissime carte da parati verniciate».

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Cerca, invece, di schermare la cucina quando possibile Clara Bona: «Non la amo tanto a vista, allora cerco di intervenire con soluzioni leggere, come un muretto basso o un bancone che non nascondono totalmente, ma separano. Lo stesso effetto “vedo non vedo” che utilizzo per la zona notte, dove mi piace ci sia sempre una sensazione di privacy. In questo caso scelgo spesso vetrate industriali a tutta altezza».

La continuità è invece sempre apprezzata quando si parla di rivestimenti per i pavimenti. «Il parquet è sempre la prima scelta, oltre che la più classica – prosegue l’architetto Bona –. Molti preferiscono posizionarlo in senso obliquo per allargare la visuale, ma a me non sembra una scelta indispensabile. Mi interessa di più il tipo di posa, di solito a spina di pesce italiana o francese, ma sempre piccola. Il listone di grandi dimensioni, nelle piccole metrature, è sempre da evitare».

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Se poi la casa non è quella definitiva o magari è semplicemente in affitto, il legno può essere comunque una valida alternativa. «Si può scegliere un legno abbastanza economico e verniciarlo, di bianco o anche con un colore deciso, una soluzione spesso utilizzata in Francia e in Inghilterra – spiega Stefania Passera –. L’effetto è di grande impatto visivo e con una spesa contenuta non si rinuncia alla piacevole sensazione del legno sotto i piedi».

Un altro problema legato alla mancanza di spazio è la difficoltà di utilizzare mobili di produzione. Arredare su disegno è sempre la soluzione migliore. «Può essere utile dare un’occhiata a Pinterest, una vera miniera di arredi furbi e soluzioni salvaspazio – suggerisce Clara Bona –. Ci si può ispirare al disegno delle barche o creare pedane per sfruttare gli spazi sotto letti e divani o, semplicemente, posizionare bene gli specchi per aggiungere profondità a un ambiente.

«Quello che consiglio sempre – conclude l’architetto milanese – è di inserire qualche mobile che non sia su misura, staccare con una poltroncina, un vecchio scrittorio. Bastano un paio di idee di rottura per rendere personale anche l’abitazione più minuscola».

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