Due best practice al Centro-Sud

Mermec e Manini Prefabbricati attenti al sociale e all'ambiente

I due gruppi tra i Leader della sostenibilità 2021

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

Tra i Leader della sostenibilità 2021 del Sole 24 Ore - Statista spiccano due gruppi medio-grandi del Centro-Sud, che non sfigurano per impegno ambientale e sociale con le altre società e banche, ancora più grandi, che affollano la lista.

Brillante in tutte e tre le aree della sostenibilità (economica, sociale e ambientale), il gruppo MerMec di Monopoli, nel Barese - leader mondiale nella produzione di treni di misura e sistemi di segnalamento per le ferrovie e le metropolitane di tutto il mondo - dà buona prova soprattutto nella trasparenza contabile, per la ricchezza di dati rilevati e forniti. Il gruppo è impegnato da tempo anche sulla disclosure dei dati sulla governance e su emissioni ed impegno sociale.

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Guidato da Vito Pertosa, raccoglie il frutto di scelte sviluppate nel tempo, da ultimo, nel 2019, con la decisione di modellarsi secondo il programma Onu Global Compact in tema di rispetto dei diritti umani, standard lavorativi, tutela dell’ambiente e lotta alla corruzione. Il gruppo - che ha venduto 1.500 sistemi diagnostici ferroviari nel mondo e conta clienti in 65 Paesi - è attento alla solidarietà sociale con progetti di partecipazione attiva dei dipendenti .

Dal 2018 MerMec ha introdotto lo smart working per favorire i genitori di bambini in età scolastica; dal 2020 valuta e premia i dipendenti anche per le attività di solidarietà sociale e supporta Ong e onlus attive nella difesa dei diritti umani. Infine la sostenibilità ambientale con un sistema di gestione coerente con Iso 14001, che copre il 100% dei siti produttivi e altre misure come borracce in vetro per i 1.700 dipendenti, bicchieri e palette biodegradabili nei distributori di tutte le sedi, riutilizzo interno degli imballaggi, pannelli fotovoltaici per il fabbisogno energetico, uso razionale anti-CO2 dei mezzi di trasporto utilizzati dal personale che assiste i clienti, elaborazione del carbon footprint di uno dei suoi prodotti di punta lungo tutto il ciclo di vita.

Molto attiva, in particolare su 6 dei 17 obiettivi Onu di sviluppo sostenibile, è Manini Prefabbricati, società umbra di Santa Maria degli Angeli, fondata e presieduta dal 1962 da Arnaldo Manini e cresciuta fino a contare oggi 500 occupati, tre stabilimenti produttivi tra Assisi, Aprilia e Lodi e un fatturato 2020 di 60 milioni di euro.

La società edile brilla soprattutto nel ranking sulla sostenibilità economica per il dettaglio sia dei dati diffusi spontaneamente , che per la trasparenza informativa sui suoi numeri.«Pur non essendo quotati in Borsa - spiega l’ad, Manuel Boccolini - abbiamo pubblicato in via volontaria il nostro primo bilancio di sostenibilità, primi assoluti tra le aziende di prefabbricazione industriale, e stiamo già lavorando sul secondo».

Sull’ambiente la sfida di Manini si gioca anche con l’IoT degli edifici industriali prefabbricati, grazie al brevetto per la manutenzione predittiva Manini Connect, e «con un progetto di realizzazione end-to-end di vertical farm in Italia, che stiamo portando avanti - anticipa Boccolini - già da alcuni mesi». La sostenibilità è dentro i prodotti ed i processi: dal biocemento (materiale vegetale che cresce sulla superficie del prefabbricato in cemento) ai progetti di forestazione urbana, alla linea di coperture green con tetti che incorporano fotovoltaico, solare termico e mini-eolico.

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