Formula E, la tecnologia

Piccoli (Brembo): «Freni perfetti anche a basse temperature»

di Franco Sarcina


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2' di lettura

Mauro Piccoli è direttore commerciale Brembo Performance, la business unit che si occupa di auto e moto da competizione e dell'upgrade delle vetture primo equipaggiamento, che conta circa 180 persone. Abbiamo chiesto a lui i dettagli sulla presenza di Brembo, leader mondiale negli impianti frenanti a disco per veicoli, in Formula E. La società della bergamasca è infatti il fornitore unico di questi impianti per tutti i team sia nella stagione attualmente in corso, sia nelle prossime due.

Voi fornite gli impianti frenanti anche per diversi team della Formula 1, oltre che essere i fornitori unici, da questa stagione, per la Formula E. Quali sono le principali differenze tecniche fra i due sistemi?
Le vetture di Formula E, rispetto a quelle di Formula 1, hanno meno potenza e una velocità di punta inferiore. Ma anche le auto di Formula E hanno le loro peculiarità. Innanzitutto, il sistema di ricarica delle batterie, che agisce sull'asse posteriore della vettura ed è comandato da una apposita centralina elettronica, interviene riducendo (e a volte annullando, nelle frenate meno intense) la necessità di agire sui dischi appunto nell'assale posteriore. Questa non è una novità assoluta, dato che un sistema simile era presente anche nelle vetture di Formula 1 (ndr il kers), ma sulle vetture della Formula E è particolarmente importante. Come conseguenza, pastiglie e dischi al carbonio della Formula E devono funzionare al meglio, dal punto di vista della gradualità e delle prestazioni, in un range di temperatura che parte da un valore decisamente inferiore (circa 150 gradi) rispetto a quello delle vetture di F1.

E in particolare, quali sono le altre sfide tecniche che avete dovuto affrontare?
Sintetizzando, gli obiettivi che Brembo si è prefissata di raggiungere negli impianti frenanti della Formula E sono tre: ovviamente il massimo delle prestazioni in frenata, costanza del funzionamento indipendentemente dalle condizioni di utilizzo e peso il più basso possibile. Quest'ultima è una caratteristica particolarmente importante in questa formula motoristica, dove il peso delle vetture deve essere contenuto al massimo anche per consentire alle batterie di portare al traguardo le auto senza esaurirsi.

Perché avete deciso di impegnarvi nella Formula E?
Le ragioni sono diverse. Innanzitutto, essere presenti in Formula E ci consente di restare in contatto con un mondo in continuo fermento e con tempi di sviluppo rapidissimi. Inoltre, lavorare per la Formula E ci permette di essere vicini a molti dei nostri principali clienti, quasi tutti presenti in questa formula motoristica. E il lavoro di progettazione e di realizzazione dei nostri impianti per la Formula E ci ha consentito di impegnarci al massimo sia dal punto di vista della leggerezza dei materiali, sia da quello del controllo della qualità di realizzazione.

E per il futuro?
Oltre che sulle parti specifiche dell'impianto frenante, dalla prossima stagione di Formula E, quella 2019-2020, forniremo anche alcuni team di sistemi Brake by Wire (freni senza alcun collegamento meccanico tra pedale e impianto frenante, ndr).

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