le norme del dpcm

Scuola: centri estivi al via dal 15 giugno. Piccoli gruppi e ingressi scaglionati

Previsto un «triage di accoglienza» con lavaggio delle mani e misurazione possibile della temperatura all’ingresso

di Andrea Gagliardi

I bimbi a maggio nei parchi, a giugno centri estivi

Previsto un «triage di accoglienza» con lavaggio delle mani e misurazione possibile della temperatura all’ingresso


4' di lettura

Sono rimasti sospesi in un limbo e sono stati a rischio chiusura. Ma ora è ufficiale. I centri estivi dedicati ai bambini e agli adolescenti dai 3 ai 17 anni si faranno anche quest’anno. Potranno aprire i battenti dal 15 giugno. Lo prevede il nuovo dpcm sulla Fase 2 firmato domenica 17 maggio dal premier Giuseppe Conte. Non solo. Le Regioni possono partire prima (l’Emilia Romagna ha annunciato ad esempio che lo farà dall’8 giugno), se i dati epidemiologici lo consentiranno. Protocolli di sicurezza e linee guida sono contenuti negli allegati al Dpcm.

Piccoli gruppi a seconda dell’età
I centri saranno organizzati per lo più all’aperto in scuole, oratori e ludoteche. I partecipanti saranno divisi in piccoli gruppi. Il rapporto numerico minimo fra operatori, bambini ed adolescenti sarà graduato in relazione all'età: per i bambini della scuola dell'infanzia (dai 3 ai 5 anni), ci sarà un operatore ogni 5 bimbi; per quelli in età di scuola primaria (dai 6 agli 11 anni), il rapporto salirà a un adulto ogni 7 bambini; per gli adolescenti della scuola secondaria (dai 12 ai 17 anni), il rapporto sarà di un adulto ogni 10 ragazzi.

Le regole di sicurezza da rispettare
Le attività dovranno essere programmate garantendo la «continuità di relazione fra gli operatori ed i piccoli gruppi di bambini ed adolescenti, anche ai fini di consentire l'eventuale tracciamento di potenziali casi di contagio». È prevista inoltre la «pulizia approfondita frequente delle attrezzature e degli oggetti utilizzati per la realizzazione delle attività» e il lavaggio frequente delle mani. Grande attenzione a evitare la condivisione dell'utilizzo «di posate e bicchieri da parte di più bambini nel momento del pasto».

Triage d’accoglienza
I punti di accoglienza devono essere all'esterno o in un ingresso separato. È inoltre necessario che gli ingressi e le uscite siano scaglionati tra
i 5 ed i 10 minuti. Quando possibile, «saranno opportunamente differenziati i punti di accesso da quelli di uscita, con individuazione di percorsi obbligati». La procedura di triage prevede lavaggio delle mani e misurazione possibile della temperatura all’ingresso.

Priorità ai nuclei disagiati
Devono in ogni caso essere previsti criteri di priorità nell'accesso ai servizi per assicurare il sostegno ai bisogni delle famiglie con maggiori difficoltà nella conciliazione fra cura e lavoro (per esempio situazioni con entrambi i genitori lavoratori, nuclei familiari monoparentali, condizioni di fragilità, ecc.)

Le mosse in anticipo dei comuni
Va ricordato che nel decreto Rilancio è prevista la possibilità di utilizzare il bonus baby sitter da 1.200 euro per frequentare i centri estivi. E che è stata, tra gli altri, la ministra per la famiglia Elena Bonetti a spingere per l'apertura dei centri estivi malgrado le perplessità del comitato tecnico scientifico. Nelle scorse settimane, pur in mancanza di un quadro normativo di riferimento e di un protocollo di sicurezza validato per educatori e bambini, sono numerosi i Comuni che si sono già mossi con loro progetti per non farsi trovare impreparati all'appuntamento con la fine della scuola. Alcuni punti fermi sono stati anticipati dal vicesindaco di Firenze e presidente della commissione istruzione dell'Anci Cristina Giachi: «Le vie da seguire - ha detto - saranno principalmente piccoli gruppi di bambini con educatori stabili, in luoghi possibilmente aperti»

A Firenze più operatori e pasti monodose
Firenze è tra i Comuni con progetti in stato di definizione più avanzato. «Pensiamo di utilizzare spazi sia all'aperto che al chiuso, soprattutto scuole con grandi giardini» ha spiegato l'assessora all'educazione Sara Funaro, che ha aggiunto: «Ci sarà un rapporto ridotto educatori-bambini, piccoli gruppi, per fasce omogenee di età, sempre con gli stessi operatori». E tra le attività in cantiere, oltre a quelle tradizionali ludiche e sportive, «si pensa anche ad attività di recupero scolastico per chi è rimasto indietro con la didattica a distanza, oltre ad attività di educazione ambientale». Previsti pasti monodose, oltre a ingressi scaglionati.

A Roma task force al lavoro, con occhio a contagi
A Roma il Campidoglio studia un piano per tenere aperte materne e asili nido con la formula dei centri estivi, quindi con iscrizioni ad hoc. Se i dati epidemiologici saranno favorevoli «stiamo lavorando con una task force - ha detto nei giorni scorsi la sindaca di Roma Virginia Raggi - per riaprire il prima possibile i giardini di scuole e nidi, e magari dei centri sportivi, come centri estivi per accogliere i bambini e farli risocializzare»

A Torino mobilitati esperti di sicurezza e pedagogisti
Si muove anche Torino. «Abbiamo formato gruppi di lavoro - racconta l'assessora all'Istruzione Antonietta Di Martino - per studiare la fattibilità di un'edizione 2020, in cui operino esperti di sicurezza ed esperti pedagogisti per i contenuti educativi, in modo da essere pronti ad applicare le misure nazionali nel nostro contesto». Verranno utilizzati gli edifici scolastici, cercando di rimodulare gli spazi interni ed esterni in funzione della tutela della salute e sicurezza, e «si verificherà, per specifiche attività, anche l'utilizzo di spazi aperti esterni alla scuola in collaborazione con l'assessorato all'ambiente».

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