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Pichetto (Ambiente): diremo no a regolamento Ue su imballaggi

“Oggi sull’economia circolare possiamo dirci i primi della classe. Per questo diremo no” a una normativa “che non condividiamo”, spiega il ministro a Rimini

Imballaggi, il sistema di deposito cauzionale mette a rischio le aziende del riciclo

2' di lettura

“Il regolamento europeo sul riuso l’Italia non lo può accettare e dirà di no”. Lo ha detto stamani il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia), in collegamento video con la Fiera della green economy Ecomondo-Key Energy in corso a Rimini. “Siamo pronti a discutere sulle modalità - ha aggiunto Pichetto -. L’Italia è stata la prima nazione a mettere fuori legge gli shopper di plastica. L’Europa allora ci criticò, poi ha fatto come noi. Oggi sull’economia circolare possiamo dirci i primi della classe. Per questo diremo no a un regolamento (sugli imballaggi, ndr) che non condividiamo”.

“L’Italia - ha proseguito il ministro - sta dimostrando di essere un Paese che ha preso la transizione ecologica sul serio, a partire dall’economia circolare. Siamo tra i Paesi più all’avanguardia in Europa, abbiamo la leadership e dobbiamo sostenere e ampliare l’azione finora intrapresa ed estenderla a tutto il Paese. I nostri dati ci dicono che la strada è giusta” quindi “la posizione del governo sull’ipotesi che sta circolando di un regolamento europeo con riferimento al riuso anziché al riciclo è che l'Italia non lo può accettare e dirà no. Siamo pronti a discutere sulle modalità, dobbiamo confrontarci ma sul fronte dell'economia circolare siamo i primi della classe e dobbiamo andare in quella direzione per cui dico no”.

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Graziani (Cisl): preoccupati per ricadute su comparto

A sottolineare i rischi per il comparto connessi alla revisione della Direttiva imballaggi era stato anche il segretario confederale della Cisl Giorgio Graziani, responsabile del settore industria. La bozza di regolamento Ue che rivede e aggiorna la Direttiva imballaggi che sta circolando informalmente, e che verrà formalizzata il prossimo 30 novembre dalla Commissione, sottolineava Graziani in un nota del 5 novembre, “suscita forte preoccupazione ”. “L'obiettivo generale, ovvero la promozione dell'economia circolare (la re-immissione dei rifiuti nei processi produttivi), è certamente condivisibile. Lo sono meno le scelte operative per perseguirlo a livello europeo che si prospettano e che, se fossero confermate, rischierebbero di mettere in ginocchio un comparto che è un eccellenza nazionale ed internazionale (con oltre 200mila occupati diretti, un fatturato che supera i 30 miliardi di euro e un attivo della bilancia commerciale che supera i 2 miliardi di euro), per non dire di tutti i comparti ad esso collegati a valle e a monte”, spiegava poi osserva.

I timori di Confindustria

Ugualmente preoccupato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. “Abbiamo già fatto qualche stima di impatto: vuol dire per le imprese italiane quasi sette milioni di posti di lavoro messi a rischio”, spiegava infatti il leader degli industriali nei giorni scorsi, “Questa idea di questo nuovo regolamento, e già il fatto che si parli di regolamento è indicativo del fatto che si vogliono bypassare i controlli politici a livello europeo da parte del commissario Timmermans”, concludeva chiarendo i timori di Confindustria.

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