Elezioni ammistrative 2019

il quadro del voto amministrativo

Piemonte al centrodestra, a giugno 15 città al ballottaggio

di Vittorio Nuti


Europee, radiografia Swg del voto: ecco chi ha votato chi

5' di lettura

Le regionali (limitate al Piemonte, passato di mano dal centrosinistra al centrodestra), e le comunali in altri 3.779 Enti locali (21 con più di 15mila abitanti) sparsi in tutta Italia (tra cui 118 comuni in Friuli Venezia Giulia; e 7 in Trentino-Alto Adige) dove il Pd ha generalmente retto bene al boom della Lega. Il voto amministrativo di domenica 26 maggio, le "altre" elezioni che hanno accompagnato le Europee, ha chiamato alle urne, spesso sotto la pioggia battente, poco più di 16 milioni di elettori, con risultati che ricalcano largamente i risultati delle elezioni Ue, con qualche eccezione di rilevo nelle aree metropolitane a favore del centrosinistra.

Ad esempio a Firenze, dove il dem Dario Nardella, sindaco successore di Matteo Renzi resterà a Palazzo Vecchio per un altro mandato, senza dover passare dal ballottaggio (grazie al 57,05% delle preferenze; Ubaldo Bocci del centrodestra si è fermato al 24,79%, Roberto Blasi M5S al 6,6%). O Bergamo, che ha visto il sindaco uscente ed ex dirigente Mediaset Giorgio Gori confermato al primo turno con il 55,33% dei voti (Giacomo Stucchi, centrodestra, l 39,32%). Idem per Bari: lo scrutinio ha attribuito ad Antonio Decaro, primo cittadino uscente espressione del centrosinistra, oltre il 65% dei consensi.

Diverso il quadro in altre città medio grandi. A Livorno, retta negli ultimi anni dal pentastellato Filippo Nogarin che ha lasciato l'incarico per potersi candidare a Bruxelles (inutilmente: complice il crollo generale del Movimento nella circoscrizione dell'Italia centrale Nogarin ha mancato l'elezione al Parlamento Ue) si andrà al ballottaggio tra centrosinistra (Luca Salvetti, 34,2%) e centrodestra (Andrea Romiti, 26,64%). Solo terza la 5S Stella Sorgente (16,39%). A Perugia il candidato di Forza Italia e del centrodestra Andrea Romizi è stato confermato sindaco con il 59,8% dei voti. Staccatissimo il candidato del centrosinistra Giuliano Giubilei (26,59%). Solo il 6,86% per Francesca Tizi (M5S). Oltre a Firenze, Bari, e Perugia la tornata delle amministrative si è svolta anche in altri due capoluoghi di Regione: Campobasso e Potenza. Nel primo caso, a sorpresa, il voto di ballottaggio del 9 giugno vedrà di fronte la candidata della coalizione di centrodestra Maria Domenica D'Alessandro (48,06%) e il candidato del centrosinistra Antonio Battista (23,87%). Il candidato M5S Roberto Gravina si è fermato al 22,83 per cento. A Potenza il rappresentante della Lega Mario Guarente (44,73%) dovrà vedersela sempre al ballottaggio con Valerio Tramutoli (27,41%) sostenuto da due liste civiche. Bianca Andretta per il centrosinistra arriva al 18,54 per cento.

Passando ai 25 capoluoghi di provincia chiamati alle urne, il quadrò variegato ma riflette l'andamento complessivo del voto del 26 maggio, con la Lega in fortissima avanzata, il M5S assai ridimensionato e il centrosinistra capace di "tenere" e superare i pentastellati. Detto di Bergamo e Livorno, ad Ascoli Piceno sarà ballottaggio interno al centrodestra tra Marco Fioravanti (FdI) e Piero Celani (FI). Stesso discorso ad Avellino, ma la sfida per il sindaco sarà tutta in casa del centrosinistra: al ballottaggio andranno infatti il dem Luca Cipriano e Gianluca Festa, "dissidente" sostenuto da quattro liste civiche. A Biella il ballottaggio sarà invece tra il candidato del centrodestra Claudio Corradino (39,95%) e Dino Gentile (liste civiche, con il 27,57%). A Cremona torneranno a confrontarsi al secondo turno di giugno il sindaco uscente Gianluca Galimberti del centrosinistra e Carlo Malvezzi, sostenuto dal centrodestra e dalla Lega che registra un forte exploit. In Emilia-Romagna, a Ferrara, il candidato sindaco Alan Fabbri (Lega), vicino al 50% dei voti, andrà al ballottaggio con il candidato del centrosinistra Aldo Modonesi, molto distaccato. Il risultato a Foggia sarà deciso a giugno: la scelta sarà tra Franco Landella (46,11%, centrodestra) e Pippo Cavaliere (33,61%, centrosinistra).

Di nuovo al ballottaggio, dopo dieci anni, anche Forlì: lo scontro sarà tra centrodestra e centrosinistra, Gian Luca Zattini (45,80%) vs Giorgio Calderoni (37,21%). Tornando al Sud, a Lecce la Lega si afferma come primo partito in città riuscendo ad eleggere sindaco al primo turno il suo candidato Carlo Maria Salvemini. Il 50,87% dei consensi gli evita infatti il ballottaggio. A Modena, confermato il sindaco uscente Giancarlo Muzzarelli con oltre il 53% grazie ai voti di Pd, Verdi, +Europa e liste civiche. Fabrizio Fracassi (centrodestra), con il 53% guiderà invece Pavia, dove ha battuto Ilaria Cristiani (centrosinistra) ferma al 30,9%. A Pesaro, il verdetto delle amministrative vede confermato sindaco Matteo Ricci (centrosinistra, 57,32%), mentre nella vicina Pescara ha vinto il candidato del centrodestra Carlo Masci (51,33%): battute le candidate del centrosinistra Marinella Sclocco (22,87%) e del M5S Erika Alessandrini (12,94%). In Toscana, voto di ballottaggio anche per Prato tra il sindaco uscente del centrosinistra, Matteo Biffoni (47,16%), e Daniele Spada (centrodestra) con il 35,11%.

In Emilia Romagna, altra regione ex "rossa" al candidato dem del centrosinistra Luca Vecchi - in corsa per guidare Reggio Emilia - non basta andare ad un passo dal 50% (49,13% dei voti) per evitare il ballottaggio: se la vedrà con Roberto Salati (sostenuto da Lega e dal centrodestra, fermo al 28,22%). Altro ballottaggio anche a Rovigo. In questo caso Monica Gambardella (centrodestra, 38,17%) sfiderà Edoardo Gaffeo (centrosinistra e liste civiche, 25,42%). A Verbania le urne di domenica 26 maggio decretano il ballottaggio fra la sindaca uscente Silvia Marchionini (centrosinistra, 37%) e Giandomenico Albertella (centrodestra, 45%). A Vercelli, come nei pronostici, sarà ballottaggio tra Andrea Corsaro (centrodestra, 41,42%) e Maura Forte (centrosinistra, 25,16%). Infine, in Calabria, a Vibo Valentia, vittoria al primo turno per Maria Limardo, del centrodestra, ampiamente sopra il 50 per cento.

Mettendo la lente di ingrandimento sul Piemonte, il voto per il rinnovo del presidente e del Consiglio regionale conferma la netta affermazione del centrodestra torna già evidenziata dagli exit poll: sull'onda lunga del successo della Lega, il leader del Carroccio Matteo Salvini strappa infatti al centrosinistra l'ultima Regione che ancora governava. Alberto Cirio, già assessore regionale ed eurodeputato, ha conquistato il 49,85% dei consensi e promette di mantenersi fedele al motto della sua campagna elettorale, «un'altra velocità per il Piemonte». Il Governatore uscente dem Sergio Chiamparino, inchiodato al 35,8 dei voti, ammette la sconfitta: «Spero faccia meglio di me, ma la sua maggioranza sarà a trazione leghista e quindi credo prevarranno i muri sui ponti». Inutile, per Chiamparino, il recupero del Pd a Torino, dove è tornato oltre il 30%, a scapito soprattutto del M5S (13,3%) che pure amministrano la città con Chiara Appendino. Il boom di voti per la Lega, ben oltre il 40% in tutte le province, ha fatto la differenza a favore del centrodestra: secondo Salvini, quasi un referendum a favore della Tav.

REGIONI, STATO DELL’ARTE DOPO IL 26 MAGGIO
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