L’incidente nel Verbano

Mottarone: precipita funivia, 14 le vittime. Si indaga per omicidio colposo plurimo

La funivia del Mottarone era stata completamente revisionata e sottoposta a manutenzione straordinaria tra il 2014 e il 2016.

aggiornato il 24 maggio 2021, ore 12:00

Piemonte, precipita cabina della funivia del Mottarone: 14 morti, 5 famiglie distrutte

8' di lettura

È morto uno dei due bambini feriti gravemente dopo l’incidente di domenica mattina alla funivia del Mottarone, in provincia di Verbania (Piemonte). Sale quindi a 14 il bilancio delle persone morte, tra cui anche un bimbo di due anni. Resta in condizioni critiche l’altro piccolo ferito, di 6 anni. L’incidente è avvenuto nella zona del Verbano, dove domenica una cabina della funivia sul Mottarone è precipitata poco prima di mezzogiorno. La procura di Verbania ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e si stanno effettuando i controlli sulle verifiche effettuate: le ultime sarebbero molto recenti, nel novembre 2020, proprio sulle fune portanti.

Procura al lavoro per accertamenti irripetibili

All’indomani della tragedia, una pioggia battente cade su Stresa e sui resti della cabinovia del Mottarone dove domenica hanno perso la vita 14 persone.

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Sull'area sotto sequestro e sull'impianto si attendono le decisioni della procura di Verbania che presto potrebbe affidare a una squadra di esperti i primi accertamenti irripetibili sul cavo trainante che si è spezzato e sul sistema frenante di sicurezza che non sarebbe entrato in funzione.

Presunti problemi sui dispositivi di sicurezza che potrebbero essere la causa della caduta della cabinovia, sebbene la manutenzione dell'impianto sembrerebbe in regola. Gli accertamenti riguarderanno anche la cabina di comando, la procura di Verbania che procede per omicidio colposo plurimo non vuole tralasciare nulla, a partire anche dallo studio della documentazione dell'autunno scorso sui controlli magnetoscopici.

A breve la procura potrebbe procedere alle prime iscrizioni nel registro degli indagati per consentire gli accertamenti irripetibili che richiedono la presenza dei consulenti di parte.

Ministro Giovannini a Stresa

Lunedì mattina il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini è a Stresa per incontrare il capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabrizio Curcio e fare il punto sull'incidente. Saranno presenti anche il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, il vicepresidente e assessore alla Montagna, Fabio Carosso, e l'assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Protezione Civile, Marco Gabusi, il sindaco di Stresa, Marcella Severino, e il prefetto di Verbania, Angelo Sidoti.

Famiglie stroncate

La tragedia della funivia del Mottarone ha colpito famiglie residenti in Lombardia, Emilia Romagna e Calabria. In particolare, una famiglia residente a Pavia era di origini israeliane. Erano tutti turisti, anche una coppia di anziani israeliani.

Ecco la lista con i nomi delle vittime della tragedia del Mottarone:

- Biran Amit, nato in Israele il 2 febbraio 1991 e residente a Pavia, e sua moglie Peleg Tal, nata in Israele il 13 agosto 1994; il loro figlioletto Biran Tom, di due anni, mentre il piccolo ferito di 6 anni, ricoverato in gravi condizioni, è il figlio primogenito della coppia; Cohen Konisky Barbara, nata in Israele l' 11 febbraio del 1950 e Cohen Itshak, nato in Israele il 17 novembre 1939, nonni di Peleg Tal;

- Shahaisavandi Mohammadreza, nato in Iran il 25 agosto 1998, residente a Diamante (Cosenza); Cosentino Serena, nata a Belvedere Marittimo (Cosenza) il 4 maggio del 1994 e residente a Diamante;

- Malnati Silvia, nata a Varese il 7 luglio del 1994, residente a Varese; Merlo Alessandro, nato a Varese il 13 aprile del 1992, residente a Varese;

- Zorloni Vittorio nato a Seregno, Milano, l'8 settembre del 1966, residente a Vedano Olona (Varese); Elisabetta Persanini, 37 anni. E il loro figlio di 5 anni, morto dopo ore dal ricovero in ospedale.

- Gasparro Angelo Vito, nato a Bari il 24 aprile 1976, residente a Castel San Giovanni (Piacenza); Pistolato Roberta, nata a Bari il 23 maggio del 1981, residente a Castel San Giovanni (Piacenza);

Deceduto uno dei due bambini feriti gravemente

Erano in condizioni molto gravi i due bambini sopravvissuti all'incidente alla funivia del Mottarone, trasportati in elicottero al Regina Margherita di Torino. Il primo, di circa 5 anni, è arrivato cosciente, con diversi traumi al cranio, al torace, all'addome e fratture agli arti inferiori. Il secondo, arrivato in condizioni critiche, intubato, con un brutto trauma cranico, è poi deceduto per la gravità delle ferite riportate.

«Con grande dispiacere nonostante gli sforzi infiniti che l'ospedale ha messo in campo per il bambino più grande, purtroppo il bambino è appena deceduto. Ha avuto un arresto cardiaco da cui non siamo più riusciti a riprenderlo». Così il direttore generale della Città della Salute di Torino, Giovanni La Valle, insieme a Fabrizio Gennari, direttore della chirurgica pediatrica del Regina Margherita. «Adesso continueremo a lavorare sul secondo bimbo per fare tutto quello che possiamo per salvarlo», ha aggiunto La Valle. «Stiamo lavorando al massimo per mantenerlo stabile e poter avere un risultato buono», ha osservato Gennari.

Cabinovia precipitata da 20 metri, poi rotolata per decine

La cabinovia su cui viaggiavano 15 persone è precipitata per «15-20 metri, poi ha rotolato per qualche decina di metri e si è fermata contro due tronchi di alberi». A ricostruire la dinamica dell'incidente è Giorgio Santacroce, tenente colonnello del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania intervenuto sull'incidente della funivia sul Mottarone. L'incidente è avvenuto poco prima delle 12 di domenica e l'impatto è stato devastante tanto che alcuni corpi sarebbero stati sbalzati e trovati ad alcuni metri di distanza dal cavo tranciato.

«Un cavo di acciaio - dovrebbe essere il cavo portante della cabinovia - si è staccato», ha riferito Santacroce, e questo «ha portato la cabinovia a sganciarsi dal resto dei cavi che sono rimasti integri». Si tratta di «due file di cavi» e «sarà da chiarire» perché la cabinovia - rimasta chiusa durante il lockdown e riaperta da poco - è caduta nel vuoto «all'altezza dell'ultimo pilastro».

«Due escursionisti hanno sentito un grosso fischio e hanno visto la cabina che stava arrivando in vetta che si è messa di colpo a retrocedere velocemente, poi ha preso un pilone ed è sbalzata, ha fatto due balzi sul terreno scosceso e si è fermata contro degli abeti». A raccontare la dinamica dell'incidente, fatta da due testimoni oculari, è il sindaco di Stresa (Verbania) Marcella Severino.

La Procura indaga per omicidio colposo plurimo

«Per ora procediamo per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, dobbiamo verificare anche la fattispecie dei reati di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell'impianto». Così il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, al termine del lungo sopralluogo al Mottarone. «L'intera area è stata posta sotto sequestro - aggiunge - cominceremo dai rilievi tecnici per accertare le cause dell'incidente».
«I controlli, le verifiche, la manutenzione sono tutte a posto. Poi quel che è accaduto è tutto da verificare». Così l'avvocato Pasquale Pantano, difensore della società che gestisce la funivia del Mottarone. L'impianto, da quanto risulta, è di proprietà del Comune di Stresa.

Le immagini dello schianto

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I lavori di revisione

Chiusa nel 2014 per una revisione generale, la funivia del Mottarone ha riaperto nel 2016 dopo due anni di lavori di manutenzione e ammodernamento, affidati alla società Leitner. Il 13 agosto 2016 è stata inaugurata la riapertura della funivia e tra ottobre-dicembre 2016 sono state anche rinnovate le relative stazioni di riferimento della funivia. I lavori per la funivia che collega Stresa e la cima del Mottarone partono nel 1963 per sostituire il vecchio percorso ferroviario datato al 1911, con tanto di stazione in stile Liberty, con un nuovo impianto più funzionale e veloce. I lavori, affidati alla ditta Piemonte Funivie, vanno avanti alcuni anni fino all'inaugurazione dell'impianto il primo agosto del 1970.

Nel 2002 la funivia è stata sottoposta a una revisione straordinaria eseguita dalla ditta Poma Italia (ora Agudio). Nel 2009, a completamento dell'opera, è stata costruita dalla società Leitner una seggiovia biposto che dalla stazione di arrivo della funivia al Mottarone conduce alla croce in vetta al monte (1491 metri sul livello del mare), alle piste da sci e ad Alpyland, una nuova area divertimenti sorta nel 2010, e costituita da un alpine coaster (bob su rotaia). La funivia è strutturata in due tronconi, ciascuno con due cabine dalla portata di 35 persone. Il primo troncone della funivia parte a 205 metri in località Lido di Carciano, a Stresa e raggiunge la Località Alpino, dove si trova il Giardino botanico Alpinia. Il secondo tronco parte dagli 803 metri dell'Alpino e raggiunge un pianoro immediatamente sotto la vetta del Mottarone, posto a 1.385 metri di quota, da questa posizione è possibile raggiungere i 1491 m a piedi o con una seggiovia realizzata nel 2009.

Le reazioni

«Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico incidente della funivia Stresa- Mottarone . Esprimo il cordoglio di tutto il Governo alle famiglie delle vittime, con un pensiero particolare rivolto ai bimbi rimasti gravemente feriti e ai loro familiari». Questa la dichiarazione del presidente del Consiglio Mario Draghi che sta seguendo da vicino la vicenda in stretto contatto con il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini. «La sicurezza deve essere la priorità numero uno di chi gestisce impianti di vario tipo» ha dichiarato quest’ultimo. «Il nostro pensiero - ha proseguito il ministro - va a quanti sono stati coinvolti e il ministero ha avviato procedure per istituire una commissione e avviato verifiche sui controlli svolti sull'impianto».

La commissione ispettiva

Il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha istituito una Commissione Ispettiva con il compito di «individuare le cause tecniche e organizzative» che hanno provocato il gravissimo incidente della funivia di Stresa. Il Capo del Dipartimento per i trasporti e la navigazione del Mims, Mauro Bonaretti, ha firmato il decreto istitutivo della Commissione di esperti, presieduta dal prof. Gabriele Malavasi, che dovrà redigere una relazione dettagliata da presentare al ministro sulle cause tecniche e organizzative che hanno provocato l'incidente. Questa Commissione, voluta da ministro in considerazione della gravità di quanto accaduto, svolgerà approfondimenti specifici, che si aggiungono agli accertamenti della Direzione generale per le Investigazioni Ferroviarie e Marittime (Dgfema), organismo investigativo indipendente previsto dalla normativa europea.

Quest’ultimo ha avviato un'inchiesta finalizzata ad accertare le cause dirette ed indirette dell'incidente e per individuare le azioni più opportune per evitare il ripetersi di eventi analoghi, fermo restando l'accertamento delle eventuali responsabilità, di esclusiva competenza della magistratura. Intanto, gli uffici competenti del Mims hanno informato che la revisione generale dell'impianto è avvenuta nell'agosto del 2016, i controlli si sono poi susseguiti a luglio del 2017 e successivamente, tra novembre e dicembre 2020, sono stati effettuati controlli specifici sulle funi. In particolare, a novembre del 2020 sono stati effettuati controlli magnetoscopici sulle funi portanti, sulle funi traenti e sulla fune soccorso. Infine, a dicembre 2020 è stato effettuato da una società specializzata l'esame visivo delle funi tenditrici.

Mottarone: una montagna amata da Manzoni a Fogazzaro

Prima di diventare un'ambita località turistica per sciatori neofiti, il Mottarone era soprattutto un'alpe dove, dalla metà dell'Ottocento, si avventuravano sparuti turisti anglosassoni. Utilizzata dai contadini come pascolo estivo per il bestiame, la montagna sopra Stresa era disseminata di ricoveri per pastori e per il fieno dal caratteristico tetto di paglia. Fu il reverendo inglese Samuel William King, membro della Royal Geographical Society, nel 1855 uno dei primi turisti ad avventurarsi sul Mottarone.

Raccontò la sua avventura nella guida “Le valli italiane delle Alpi Pennine”, che ebbe un'immediata diffusione nel mondo anglosassone dell'aristocrazia e della nuova borghesia interessata al Grand Tour europeo.

Negli ultimi due secoli la salita sulla vetta del Mottarone sembra aver affascinato numerosi artisti e scrittori. Il giornalista Nino Bazzetta De Vemenia (1880-1951) ha riportato addirittura di un'ascensione al Mottarone compiuta da Alessandro Manzoni. I turisti che volevano salire sul Mottarone si affidavano a contadini che mettevano a disposizione il loro carro e i loro buoi per portare sulla vetta bauli e valigie. Tra i romanzieri che si narra abbiano amato la montagna figurano Charles Dickens, Gustave Flaubert, Antonio Fogazzaro ed Ernest Hemingway.

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