POSIZIONE STRATEGICA

Piemonte, rebus lavori per il mega retroporto

In regione crescono i centri di stoccaggio ma manca ancora una regia

di Filomena Greco


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Terminal Europa. Business e tecnologia a Rivalta Scrivia

3' di lettura

Novara alza il cartello tutto esaurito, Rivalta Scrivia scommette sul futuro mentre Alessandria aspetta di fare il grande salto e l’area di Asti si candida a nuova piattaforma logistica, insieme a Mondovì, in vista di Terzo Valico e sviluppo dello scalo di Vado Ligure. Il Piemonte vanta una posizione strategica come retroporto naturale per gli scali liguri e territorio di riferimento per i futuri sviluppi dell’Alta velocità e del terzo Valico. Quello che manca, però, è una visione strategica e un piano chiaro sulle infrastrutture, a cominciare da quelle ferroviarie. Sullo sviluppo della logistica punta la giunta regionale del Piemonte che tre settimane fa ha organizzato una bilaterale con la Liguria in cui si è parlato anche di questo. «La logistica è una opportunità per il Piemonte, territorio nel quale si incrociano due corridoi come la Torino-Lione e il Terzo valico» sottolinea l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi. Ancora di più lo è alla luce dei forti investimenti che stanno facendo i porti liguri, aggiunge l’assessore, «senza però riscontri sul tema dello stoccaggio, vista la conformazione della Liguria. È per questo che il Piemonte deve giocare la sua partita nella maniera più ampia possibile, da Mondovì fino ad Alessandria e poi fino ad Asti, anche perché tra i territori non c’è antagonismo ma tutte le aree possono giocare un ruolo importante».

Ad oggi, dopo la cessione da parte di Finpiemonte Partecipazioni delle quote della Regione Piemonte nel Cim di Novara e nel Terminal Rte di Rivalta Scrivia, la partita è sostanzialmente in mano ai privati: il Gruppo Gavio (a Novara e Rivalta), i belgi di Katoen Natie (Rivalta), Hupac infine per Novara. Non manca dunque l’interesse di mercato verso le piattaforme logistiche piemontesi, tutt’altro. Ma resta centrale il tema dell’infrastrutturazione ferroviaria, con Ferrovie e Rti che rischiano di fare da convitato di pietra. «Certo è – ammette l’assessore Gabusi – che una quota importante dei traffici dai porti liguri devono andare su ferro, per questo Rfi è chiamata ad un ruolo importante per migliorare le tracce soprattutto sulla Torino-Savona e sulla direttrice Alessandria-Asti, nella zona di San Giuseppe di Cairo e Acqui Terme». Da qui il vertice tra le due Regioni, per definire una lista di priorità condivise da portare avanti sotto forma di progetti e investimenti.

Lo sviluppo della logistica è un tema centrale per gli industriali piemontesi che oggi chiedono un piano operativo non in chiave regionale, spiega Paolo Balistreri, direttore di Confindustria Piemonte, «ma di macroarea, con Piemonte, Liguria e Lombardia». Non si parte da zero nella cooperazione, viste anche le due edizioni degli Stati generali della Logistica organizzate dalle tre amministrazioni regionali, «ma ora è necessario – aggiunge Balistreri – fare un passo avanti operativo, coinvolgendo le imprese e approfittando di una convergenza politica tra le tre regioni, partendo dalla natura manifatturiera di questo territorio che può aumentare competitività e attrattività grazie all’infrastrutturazione logistica».

Per Rino Canavese, presidente di Cim Novara e consigliere di RTE, la priorità è sostenere, anche attraverso incentivi, lo spostamento di merci su ferro. «Si tratta di interventi urgenti – spiega – a fronte delle nuove potenzialità dei porti liguri. Il modello deve prevedere la possibilità di movimentare le merci dagli scali ai retroporti, anche a bordo di treni “brevi”». L’obiettivo ultimo, aggiunge Canavese, è individuare snodi logistici di riferimento da infrastrutturare con binari lunghi secondo gli standard europei: «Ma serve una visione di sistema».

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