LE REAZIONI ALL’INCHIESTA

«Piena collaborazione, dimostreremo la nostra correttezza»

di Matteo Meneghello

2' di lettura

Fiducia e collaborazione nei giudici, nella convinzione di potere dimostrare di avere operato con correttezza e nel rispetto delle regole. È la posizione delle società coinvolte nel sequestro pugliese, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Lecce. Enel Produzione precisa che i provvedimenti relativi alla centrale di Brindisi «riguardano l’uso delle ceneri nell’ambito di processi produttivi secondari» e confida che «nel corso delle indagini potrà dimostrare la correttezza dei processi produttivi e presterà ogni utile collaborazione alle autorità inquirenti». Il provvedimento di sequestro, conclude la nota, «non pregiudica la corretta operatività della centrale». I commissari straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria assicurano a loro volta «la massima collaborazione» nell’indagine. «La società - si legge in una nota - è fiduciosa che al termine del procedimento si potrà dimostrare che Ilva opera nel rispetto delle normative comunitarie in materia di gestione e trattamento dei rifiuti». A sua volta Cementir ritiene di avere operato correttamente ed «esprime fiducia nel lavoro della magistratura, auspicando una rapida soluzione della vicenda». Cementir Italia, in una nota, rileva di «avere acquistato regolarmente ceneri da carbone per lo stabilimento di Taranto, il cui impiego, peraltro marginale, è cessato a inizio 2016». Per quanto riguarda la loppa, «il suo utilizzo nella produzione del cemento è ammesso e disciplinato da un’Aia, cui Cementir Italia si è sempre attenuta». La società, conclude la nota, presterà «ogni utile collaborazione all’operato dell’autorità inquirente e si riserva di tutelare i propri interessi nelle competenti sedi qualora fosse provata la non conformità alle prescrizioni di legge del materiale fornito da terze parti».

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato sottolineando, in particolare, il delicato momento storico del gruppo siderurgico tarantino, alla vigilia del varo di una nuova autorizzazione integrata ambientale con Am Investco Italy, e della sua saldatura ideale con il sito Cementir. «I sequestri ai silos del cementificio e al parco loppa dell’Ilva - hanno spiegato in una nota le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil - sono un’urgenza che continuiamo a sottoporre da tempo nell’ambito del rilancio e dei piani di cessione di Ilva, su cui oggi più che mai andrebbe rivista l’Aia, e nell’ottica di un passaggio di mano della proprietà si pone come chiave di volta per garantire oltre ai posti di lavoro, anche una industria innovata e bonificata». Preoccupazioni anche per i 79 dipendenti locali di Cementir, oggi in cassa integrazione. «Lo stabilimento di Taranto - prosegue la nota - rappresenta una micro-vertenza simbolica per quel territorio, con storie di cessioni, disimpegni, inquinamento e rischio di tracollo produttivo e occupazionale simili a quelli dell’Ilva con cui continua a condividere destini e sopravvivenza».

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