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Pierre Bonnard, il colore della memoria

di Nicol Degli Innocenti

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Pierre Bonnard (1867 – 1947). Nude in the Bath (Nu dans le bain) 1936-8. Oil paint on canvas, 930 x 1470 mm. Musée d'Art moderne de la Ville de Paris/ Roger-Viollet


3' di lettura

Il colore della memoria: nel titolo indovinato della mostra è racchiusa l'essenza di Pierre Bonnard. Tate Modern rende omaggio con una grande retrospettiva all'artista francese che non ha mai dipinto dal vivo o en plein air ma sempre usando i ricordi per trasferire sulla tela l'immagine che aveva in mente, usando il colore in modo gioioso, totalizzante e innovativo.

Pierre Bonnard in mostra alla Tate Modern

Pierre Bonnard in mostra alla Tate Modern

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La mostra si concentra sulla maturità di Bonnard, raccogliendo oltre cento opere in ordine cronologico, dal 1900 fino alla sua morte nel 1947. Sono immagini sensuali di vita quotidiana, scorci di interni, momenti di intimità sospesi nel tempo, oppure paesaggi rielaborati e trasformati dal ricordo.
Bonnard non voleva inviare messaggi con la sua arte e non era interessato a grandi temi, ma voleva catturare e rendere eterni sulla tela alcuni attimi di vita vissuta e alcune esperienze provate. La sua ambizione era cogliere l'attimo.
Cogliere l'attimo era paradossalmente un processo molto laborioso. Bonnard dipingeva lentamente e cautamente, impiegando anni a volte per completare un quadro. Nel suo studio lavorava su diversi quadri contemporaneamente, tornando a ritoccarli e a modificarli se non era soddisfatto.
Nella prima sala della mostra c'è l'esempio più clamoroso di questo modo di lavorare: il quadro “Donne in giardino”, iniziato nel 1921 e finito nel 1946. Dietro questa rivisitazione un quarto di secolo dopo però c'è una ragione molto personale. Il quadro ritrae la modella Renée Monchaty, bionda, solare e sorridente (il suo è l'unico sorriso dell'intera mostra), che in primo piano si rivolge direttamente a chi la guarda. Nell'angolo, quasi nascosta, dipinta a colori scuri c'è Marthe de Méligny, da oltre vent'anni compagna di vita di Bonnard.
Nel 1921 la Monchaty era diventata l'amante dell'artista e insieme erano andati in viaggio a Roma, come testimonia il grande quadro “Piazza del Popolo”. Bonnard però poi era tornato dalla de Méligny, che nel 1925 era diventata sua moglie. Poco dopo il matrimonio, la Monchaty si era uccisa. Dopo la morte della moglie nel 1946 quindi Bonnard era tornato al quadro che gli ricordava un momento lontano nel tempo, quando entrambe le donne amate erano ancora vive, per ritoccarlo e rifarlo suo.
Nel corso degli anni la protagonista dei suoi quadri è la de Méligny, ritratta in casa, in giardino, nella vasca da bagno. Bonnard compare a volte in un angolo, sulla soglia della porta, riflesso in uno specchio. L'interesse dell'artista per la fotografia è evidente nelle sue composizioni, negli scorci, nell'uso frequente degli specchi, nel taglio delle immagini. La mostra comprende alcune sue foto che utilizzava per aiutare la memoria anche a distanza di tempo. Una foto della moglie vent'anni dopo diventa un quadro.

La sua vita ha attraversato due guerre mondiali e periodi di grande instabilità, eppure il suo percorso artistico non è stato scalfito dalla realtà esterna. Bonnard resta concentrato sul suo mondo e sulla sua arte. Con l'andare del tempo l'artista esplora sempre di più le possibilità del colore. L'acquisto di una casa nel sud della Francia coincide con la scoperta di colori più vivaci e più solari. “Ho sacrificato la forma al colore quasi inconsciamente,” scrisse Bonnard, che negli ultimi anni rasenta l'astrazione. I suoi paesaggi sono ridotti all'essenziale, un trionfo di colori rubati alla natura, verde cedro, rosso fragola, giallo mimosa, arancio vivo. La Tate ha dipinto i muri dello stesso giallo che l'artista aveva scelto per la sua casa di Le Cannet. L'ultimo quadro della mostra è l'ultimo che ha dipinto: un mandorlo in fiore nel suo giardino, che vedeva dalla finestra della sua camera da letto. Pochi giorni prima di morire ha aggiunto l'ultimo ritocco, delle pennellate di giallo intenso.
Pierre Bonnard: The Colour of Memory
The CC Land Exhibition
23 gennaio – 6 maggio 2019
Tate Modern, Londra
www.tate.org.uk

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