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Pierre-Louis Mascia, dal collage di stampe e fantasie nascono collezioni uniche

Designer e illustratore, lo stilista ama riprodurre mix che nascono dall’accostamento di quadri, disegni, immagini geometriche o che arrivano dalla natura

di Paola Dezza

3' di lettura

Stampe in cui si fondono disegni e linee geometriche, elementi della natura e colori accostati con armonia, modelli che esaltano la ricerca di cromìe e forme. Difficile racchiudere in una definizione l’estro originale e innovativo di Pierre-Louis Mascia, designer e stilista che ha scelto l’Italia come luogo per produrre la propria linea di abbigliamento. Dopo un passato come illustratore per riviste del calibro di Vogue Usa ed Elle, Mascia, nativo di Toulouse in Francia dove tuttora vive e lavora, ha iniziato nel 2007 a collaborare con i fratelli Uliassi, proprietari della stamperia serica Achille Pinto di Como.

Nasce così la collezione Pierre-Louis Mascia. Agli inizi, la stamperia - con ottanta anni di eccellenza alle spalle - ha iniziato a produrre una serie di sciarpe, collezione che si è presto allargata includendo abiti e accessori.

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Mascia, che prima ha lavorato come responsabile per le linee di accessori di Clergerie, Stéphane Kélian e Arche, si dedica così al proprio brand.

«La mia attività attuale ha avuto inizio circa 15 anni fa - racconta in esclusiva al Sole24 Ore -. Dopo aver iniziato disegnando tessuti e stampe, ho incontrato il team di Achille Pinto e abbiamo iniziato insieme questa nuova avventura. Nella mia mente si era profilata l’idea di creare un brand che fosse un piccolo Hermès in stile divertente (funky), grazie al mio approccio più libero. Quello con l’azienda di Como stato un incontro molto importante per me. Hanno capito le potenzialità delle mie creazioni e hanno investito soldi e tempo e savoir fair italiano nell’impresa».

Oggi Achille Pinto produce circa 50mila capi Pierre-Louis Mascia ogni anno, capi che presto saranno esposti nelle vetrine del primo monomarca dello stilista, che aprirà a Milano in via Verri al numero 4. Una scelta importante quella di un negozio a Milano, segnale di fiducia nel nostro Paese dato che il capoluogo lombardo è stato preferito a Parigi.

Mascia, talento indiscusso nell’arte di mixare stampe e fantasie, utilizza il collage per creare motivi unici in stoffe e tessuti che diventano poi oggetti da indossare in diverse occasioni. La ricerca di una continua integrazione tra tecnologia e manualità è alla base dell’attività creativa.

La prossima collezione primaverile sposa caftani, abiti kimono e soprabiti con fantasie che abbinano la gamma dei blu all’oro, i verdi oliva al rosa, geometrie dai colori sgargianti a fantasie con tenui fiori.

Il processo creativo parte dagli stimoli della vita quotidiana, dall’arte, dalla natura, dalle conversazioni con il proprio braccio destro Victor Deneumoustier. «Ogni giorno condividiamo pensieri ed emozioni, pareri su film o mostre, il nostro lavoro è esprimere le nostre emozioni - dice Victor - per arrivare a creare un mondo bello fatto di seta e colori. Siamo dei grandi lettori, le parole sono importanti e le traduciamo in colori e tessuti».

«C’è molta tecnologia nel nostro processo di creazione - continua Mascia -. Partiamo da grandi collage, nei quali inseriamo disegni, ma anche quadri e pezzi di tessuti, stampe e così via, poi rielaboriamo tutto in maniera digitale. Un lungo processo necessario per arrivare al prodotto finale. Manteniamo anche le piccole imperfezioni per mantenere autentici i disegni».

E per la prossima estate? «Posso darvi qualche anticipazione - spiega -. Il nome della collezione è Sensations, durante il lockdown mi sono dedicato alla poesia e ho scelto quindi di ricondurre le mie creazioni ai temi dei testi di Arthur Rimbaud».

Oggi Achille Pinto Spa ha un sito produttivo di 30.000 metri quadri a Como, dove impiega 250 dipendenti. Nata nel 1933, la società è passata negli anni Settanta nelle mani di Mario Uliassi, genero di Achille Pinto. In quegli anni è nata la partnership con le multinazionali giapponesi Toray e Mitsui.

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  • Paola DezzaCaposervizio Responsabile Real Estate

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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