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Pigna riparte dalla qualità e sfida le agende Moleskine

Obiettivo in tre anni: fatturato a +10/15% sui 32 milioni del 2019

di Sara Monaci

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Obiettivo in tre anni: fatturato a +10/15% sui 32 milioni del 2019


2' di lettura

Gli ultimi investimenti della storica azienda di quaderni Pigna, che a breve lancerà una nuova linea di prodotti pensati per la prima volta per gli adulti, coincidono con la voglia – e il bisogno – di Alzano Lombardo di ripartire. Pigna, fondata nel 1839, ha sede da oltre 180 anni proprio in questo comune della bergamasca, tra i più colpiti dal coronavirus, dove per molti giorni tra febbraio e marzo si era ipotizzato una zona rossa mai arrivata. In quest'area tra le più industrializzate d’Italia, il lockdown ha segnato una cesura: per la prima volta molte attività si sono fermate, molti operai sono finiti in cassa integrazione o costretti allo smart working.

È proprio in questo periodo che Pigna, rilevata a fine 2019 dal gruppo Buffetti (e uscita così dal concordato preventivo con due anni di anticipo) ha messo a punto un’idea da sfruttare per la ripresa. Lancerà una linea di taccuini pensati per gli adulti, visto che una originale ricerca da loro realizzata ha dimostrato che durante il lockdown è «aumentata la voglia delle persone di materialità, proprio nel momento il lavoro è diventato esclusivamente digitale e i contatti rarefatti», spiega l’ad Massimo Fagioli.

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Lo chiamano “il contatto con la materia”, racconta il direttore marketing Andrea Carnevale. Gli adulti vorrebbero tornare a scrivere con carta e penna, utilizzando materiali piacevoli al tatto e penne di alta qualità, con un design tutto italiano e tratti riconoscibili (come i due unici colori usati, il grigio e l'ocra).

Da qui nasce l’idea di un progetto inizialmente immaginato per la scorsa primavera, poi posticipato a Natale. Pigna tenta così di allargare il core business della cartoleria per la scuola. L’obiettivo è arrivare in 3 anni ad un fatturato aumentato del 10-15%, rispetto agli attuali 32 milioni del 2019. Nel 2020 l’azienda ha perso il 10 percento. Attualmente detiene il 44% delle quote di mercato della cartoleria scolastica, che si è rafforzato con il marchio Monocromo degli astucci.

Pigna ha 90 dipendenti ed oggi è inserita all’interno di una holding con varie società partecipate. Il gruppo tuttavia continua a portare avanti marchio e tradizione originaria, pur con economie di scala. Per questo la nuova linea di prodotti porta lo stesso nome rivisitato (P di Pigna). In Italia Pigna realizza per la scuola 47 milioni di quaderni all’anno, e nonostante la didattica a distanza imposta dal lockdown, le vendite non hanno subito crolli. Ora la sfida è allargarsi a quella fetta di mercato per adulti in cui eccelle la principale concorrente Moleskine.

I vertici dell’azienda puntano anche al mercato estero, dagli Stati Uniti alla Cina, visto che l’export al momento rappresenta solo un milione sul fatturato. La linea per gli adulti potrebbe essere un mezzo per aumentare le vendite Oltreoceano, visto che avrà una forte riconoscibilità data dal Made in Italy. A febbraio verranno anche lanciate sul mercato penne realizzate in legno di mogano e noce, caratterizzate dalla sfaccettatura triangolare che facilita la presa, per ricordare il design italiano.

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