lo scontro

Pignoramenti per Imu, Conte «Nessun problema per i cittadini». Salvini: «È l’Urss fiscale»

Un emendamento alla manovra consente il pignoramento diretto nei conti correnti e sullo stipendio. La reazione dell’opposizione alla norma


Manovra: cosa fare e cosa non fare

2' di lettura

«I cittadini non si devono preoccupare, non mi risulta», ha rassicurato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sull’emendamento alla manovra che consente pignoramenti direttamente dal conto corrente e dallo stipendio per chi non paga le tasse locali, come l’Imu o quella sui rifiuti. Ma il segretario della Lega Matteo Salvini lo incalza: «Se entrano nel tuo conto corrente per pignorare, secondo me siamo all’ Unione sovietica fiscale, lo stato di polizia fiscale».

Lo scontro politico è tutto sull’emendamento. La nuova procedura rientra fra quelle di contrasto all’evasione: si stima che siano 19 i miliardi ancora non riscossi dagli enti locali. In pratica, prima di avviare l’iter che portava al pignoramento, finora il Comune doveva compiere due passaggi: il primo era l’accertamento, con cui il debitore veniva sollecitato a pagare e veniva invitato a giustificare il ritardo. Se il debito non veniva comunque saldato, scattava il secondo passaggio, cioè l’emissione della cartella esattoriale. Con la nuova formula, accertamento e cartella diventano una sola cosa.

Quindi: entro tre mesi dalla notifica dei mancati pagamenti, i Comuni potranno attivare le procedure di riscossione, che resteranno sospese per altri sei mesi per consentire agli interessati di mettersi in regola. Dalla notifica dei mancati pagamenti all’avvio della procedura forzosa di riscossione (fermo amministrativo, pignoramento o ipoteca, strumenti già in atto da tempo) passeranno in sostanza circa nove mesi.

Fonti di governo spiegano che si tratta di una semplificazione che non riduce le tutele a favore del contribuente e che ha l’obiettivo rendere gli enti locali più efficaci nei confronti di chi evade le tasse. Le opposizioni sono comunque sul chi va là. «Il testo risulta vago e interpretabile - ha detto Simone Baldelli, di Forza Italia - Ma il governo si deve rendere conto che queste norme creano un effetto panico. Il governo deve chiarire».

Lo scossone del «pignoramento più veloce» è arrivato a metà di una giornata che per il governo era cominciata abbastanza bene, con il via libera della Commissione Ue alla manovra 2020. Una promozione con qualche riserva, però. Bruxelles ha ricordato che l’Italia rischia di non rispettare il Patto di stabilità e l'obiettivo di riduzione del debito. Conte è comunque fiducioso: «Con Bruxelles non avremo problemi - ha detto - abbiamo messo in piedi una manovra che, in un quadro complesso, riesce a dare più soldi ai cittadini, alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, tenendo in ordine i conti».

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