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Pil in crescita dello 0,6% e inflazione al 7,1%: le stime di EY per il 2023

Per l’Italia, secondo l’EY Italian Macroeconomic Bulletin, si prospetta un nuovo anno in rallentamento: fondamentale sarà il ruolo del Pnrr

(© Juice Images)

2' di lettura

Una crescita del Pil reale del 3,8% nel 2022 e dello 0,6% nel 2023, con un tasso di inflazione che passerà dall' 8,2% del 2022 al 7,1% del 2023: sono le stime di EY per l’Italia contenute all’interno dell’EY Italian Macroeconomic Bulletin, un nuovo strumento che avrà cadenza trimestrale, e approfondirà lo scenario macroeconomico globale, europeo e italiano. Un modello macroeconometrico proprietario costruito da EY in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna.

Mario Rocco, Partner EY, Valuation, Modelling and Economics Leader, così ha delineato il contesto più generale: «L'economia italiana ha mostrato una forte dinamicità nei primi tre trimestri del 2022, trainata soprattutto dalla domanda interna dei consumi delle famiglie e degli investimenti, proseguendo lungo il sentiero della ripresa dalla crisi pandemica già iniziato nel 2021. Gli indicatori delineano però una prospettiva incerta per il trimestre in corso e per quelli successivi, come conseguenza dell'elevata inflazione e del suo effetto sul reddito disponibile reale delle famiglie e sui costi delle imprese».

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È da ricordare che si attende una crescita del Pil globale dell'1,3% nel 2023, a fronte di una crescita media del 2,7% negli ultimi 10 anni e del 3,1% nel 2022. Sul fronte dell'inflazione invece, la media Ocse attesa per il 2022 è del 9,4%, contro l'1,6% del periodo 2013-2019.

Il ruolo del Pnrr

«I consumi sono attesi rimanere stabili nel corso del 2023 e le esportazioni, anche se in rallentamento, torneranno ad apportare un contributo netto positivo alla crescita. Per quanto riguarda gli investimenti, saranno in crescita ma stimiamo un rallentamento a causa di un quadro economico più debole e incerto e a tassi d'interesse più elevati; il Pnrr giocherà un ruolo fondamentale perché il Pil si mantenga su un sentiero di crescita», ha aggiunto Rocco.

Consumi ed esportazioni

Il modello econometrico di EY stima che il rallentamento della crescita economica sperimentato nel terzo trimestre 2022 sarà seguito da una leggera contrazione nel quarto trimestre, principalmente a causa della significativa riduzione dei consumi delle famiglie, su cui pesa la riduzione del reddito disponibile in termini reali. I consumi sono attesi contrarsi anche nel primo trimestre del 2023, per poi rimanere stabili nel corso del 2023. Queste dinamiche si riflettono inoltre nell'andamento della domanda di beni esteri (importazioni), attesa anch'essa rallentare nel 2023. La crescita delle esportazioni italiane sarà attutita a causa del rallentamento dell'economia globale, ma tornerà ad apportare un contributo netto positivo alla crescita. In riferimento all'indice dei prezzi al consumo, un alleggerimento delle pressioni lungo le catene di fornitura e la riduzione delle pressioni sui prezzi dell'energia porterà ad una riduzione del tasso di inflazione, che rimarrà tuttavia significativamente maggiore rispetto all'obiettivo di stabilità dei prezzi della BCE (2%) e lontano dai livelli pre-pandemia.

Disoccupazione e deficit

La crescita economica nel 2023, seppur esigua, sarà accompagnata da un mercato del lavoro in leggera espansione, con una riduzione del tasso di disoccupazione nel prossimo anno appena sotto la soglia dell'8%. Il deficit pubblico è atteso attestarsi al 5% nel 2022 e 4,1% nel 2023, e il debito pubblico proseguirà la sua discesa dai picchi della crisi legata alla pandemia, scendendo verso il 145% del Pil, valori comunque ancora molto alti.



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