IL PREMIER: crescita c'è con calo disoccupazione

Pil: Istat stima +1,5% quest'anno, +1,4% nel 2018

di Redazione online

(ANSA )

3' di lettura

L’Istat rivede al rialzo le previsioni di crescita del Pil per quest’anno. Nel 2017, sottolinea l’ente statistico nel report pubblicato oggi sulle “Prospettive dell’economia italiana”, si prevede «un aumento del Prodotto interno lordo pari all’1,5% in termini reali. Il tasso di crescita - continua l’istituto statistico - è in accelerazione rispetto a quello registrato nel 2016 (+0,9%)». Rispetto a maggio, l’Istat ha così rivisto al rialzo le indicazioni su quest’anno (che davano il Pil in aumento dell'1%). Si tratta della crescita annua più elevata dal 2010, osserva l’istituto. Il dato è in linea con la stima del Governo (+1,5%). «Il miglioramento del Pil - scrive l'Istat - è atteso proseguire su ritmi analoghi anche nel 2018 (+1,4%)». Nel 2017 e nel 2018 l’inflazione si manterrà su ritmi moderati.

Gentiloni: crescita c’è e con calo disoccupazione
«Siamo finalmente in un contesto in cui l’economia è tornata a crescere. E non è una crescita senza lavoro», ha sottolineato il premier Paolo Gentiloni, commentando i dati Istat. «È molto importante che l’Istat certifichi che alla crescita corrisponde un calo della disoccupazione», ha sottolineato all'inaugurazione dell'anno di studi del aggiunto nell’intervento di questa mattina per l’inaugurazione dell’anno accademico della Guardia di Finanza a Roma.

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Mattarella: torna la crescita
Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato i dati dell’Istat sull’andamento dell’economia italiana. «Dopo la lunga e profonda crisi economia, gli indicatori della crescita sono tornati positivi - ha messo in evidenza nel messaggio alla Confcommercio nella “Giornata della legalità” -. È una grande occasione per l’Italia e per l’Europa di cui siamo parte».

Sulla crescita del Pil contribuisce la domanda interna
Nell’indagine “Prospettive dell’economia italiana” l’Istat spiega che in entrambi gli anni, 2017 e 2018, la domanda interna al netto delle scorte contribuirebbe positivamente alla crescita del Pil per 1,5 punti percentuali; l'apporto della domanda estera netta sarebbe marginalmente negativo (-0,1 punti percentuali in entrambi gli anni) e la variazione delle scorte lievemente positiva nel 2017 (+0,1 punti percentuali) e nulla nell'anno successivo.

Disoccupazione 2017 giù a 11,2% ma resta divario da Ue
L’Istat mette poi in evidenza che nel 2017 la disoccupazione scende all’11,2% ma resta il divario con gli altri paesi europei. Quest’anno, si legge nel documento pubblicato dall’ente statistico, «il tasso di disoccupazione è atteso in moderata diminuzione», dall’11,7% all’11,2%, anche se resterà «ancora distante da quello della media dell’area euro». «Il miglioramento del mercato del lavoro è stimato estendersi anche al 2018», continua il report. Continuerà, infatti, «la riduzione della disoccupazione (10,8%)».

Investimenti in crescita: saliranno del 3% in 2017
Un dato positivo è la crescita degli investimenti nel 2017. L’Istat prevede che quelli fissi lordi aumentino «a un ritmo più sostenuto», passando dal +2,8% del 2016 al +3,0% del 2017, grazie «al proseguimento della fase di crescita della spesa in impianti, macchinari e armamenti». «La dinamica degli investimenti - aggiunge l’Istat- è attesa in ulteriore consolidamento nel 2018 (+3,3%)».

Leggera frenata spesa famiglie: pesa potere acquisto
In leggera frenata la spesa delle famiglie: si prevede nel 2017 «un leggero rallentamento», passando dal +1,5% dello scorso anno a +1,4%, «a fronte di una diminuzione del potere d’acquisto». «La crescita della spesa - continua l’Istat - è attesa proseguire con una intensità simile nel 2018 (+1,3%)». L’istituto sottolinea tuttavia che nonostante l’andamento in frenata sono stati proprio i consumi delle famiglie a spingere al rialzo le stime sul Pil del 2017.

Nei primi 6 mesi 2017 per scambi con estero aumento più della media Ue
Nei primi sei mesi del 2017 gli scambi con l’estero sono aumentati con tassi superiori rispetto alla media dei paesi dell’area euro. Le esportazioni di beni e servizi italiani sono cresciute (+5,8%) e le importazioni hanno registrato un incremento di intensità maggiore (+6,5%). Nel terzo trimestre, secondo le statistiche sul commercio con l’estero di beni, sia le esportazioni sia le importazioni di beni italiani misurate in valore hanno segnato variazioni congiunturali positive seppure in rallentamento rispetto al primo semestre.
Nella media del 2017, osserva ancora l’Istat, l’espansione del commercio mondiale favorirebbe un’accelerazione degli scambi internazionali rispetto al 2016, determinando un aumento robusto sia delle esportazioni (+4,8%) sia delle importazioni (+5,7%). Nel 2018, i flussi commerciali sono attesi in lieve rallentamento, con una dinamica delle esportazioni (+3,9%) meno vivace delle importazioni (+4,9%). Il saldo attivo della bilancia commerciale in percentuale del Pil è, quindi, previsto in aumento (+2,8% e +3,0% rispettivamente nel 2017 e nel 2018).

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