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Pil lombardo al palo nel 2023. Spada: dal Governo solo un aiuto a sopravvivere

di Luca Orlando

(bnenin - stock.adobe.com)

3' di lettura

Tre decimali appena. Dopo uno scatto di quasi quattro punti. Le stime sul Pil lombardo del 2023, pur restando superiori rispetto a quelle nazionali, palesano per il prossimo anno un drastico rallentamento, andando quasi ad azzerare la velocità della prima regione manifatturiera italiana.

Previsione che emerge dall’ultimo rapporto di Assolombarda (Booklet Economia di novembre realizzato dal Centro Studi dell'Associazione) e che mette in luce il livello di incertezza che frena le prospettive del tessuto economico della regione.

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Rallentamento - commenta il presidente di Assolombarda Alessandro Spada - legato in particolare all’aumento del costo delle materie prime. Con il gas, che pur calato nell’ultimo mese a 115 €MW/h, risulta ancora dieci volte superiore rispetto ai livelli pre-Covid.

«Bene - spiega Spada - che il nuovo Governo sia intervenuto subito con un Decreto sul problema dell'energia e che non abbia tergiversato. Tuttavia, dobbiamo avere bene a mente che questi provvedimenti, penso anche all'ultima legge di bilancio presentata ieri, sono solo un aiuto a sopravvivere, non la soluzione al problema. Sta all'Italia investire di più sul mix di fonti per traguardare l'indipendenza energetica; penso in particolare all'utilità di rigassificatori e termovalorizzatori e all'importanza degli studi sul nucleare. L'energia è fondamentale per un territorio manifatturiero come il nostro e, in tal senso, dobbiamo impegnarci per mettere al riparo le nostre imprese: il rischio è quello di fermare il motore economico del Paese, la Lombardia».

Le previsioni

Nel rapporto Assolombarda, per la Lombardia, così come per l'Italia, si prospetta una flessione dell'economia sia negli ultimi mesi dell'anno che nell'avvio del nuovo: un altro nodo, infatti, riguarda il vigore della domanda, che si sta ‘raffreddando'.

Tendenza che impatta, inevitabilmente, sulle previsioni di crescita dell'economia lombarda, sia per l'anno in corso che per quello successivo. Nell'arco del 2022 si attende per la Lombardia una crescita del +3,9%, un dato superiore rispetto alla media italiana (+3,4%) che consente alla regione di colmare pienamente la perdita di PIL accusata nel 2020, attestandosi così, alla fine del 2022, a +1,8% rispetto al 2019.

Con particolare riferimento ai suoi comparti, l'industria regionale non chiuderà, per poco, il divario con il 2019 (-0,2% il valore aggiunto), risentendo del rincaro degli input produttivi e del rallentamento internazionale. Così sarà per l'agricoltura (-2,4%); al contrario, il settore delle costruzioni avanzerà sensibilmente (+30,1%) come anche quello dei servizi e del commercio (+1,0%).

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Dati meno brillanti sono indicati per il 2023, quando si prevede che in Lombardia il prodotto interno lordo possa aumentare solo dello 0,3% (in Italia l'incremento è stimato allo 0,1%). Risultato regionale influenzato da una contrazione del valore aggiunto dell'industria (-1,0%) e dell'agricoltura (-0,5%), a fronte di un limitato incremento sia delle costruzioni (+1,2%) sia dei servizi e del commercio (+0,5%).

Con riferimento all'industria regionale, la decelerazione in corso è del resto già visibile nel consuntivo del terzo trimestre 2022: dopo una prima metà dell'anno caratterizzata da una progressione, infatti, la produzione registra ancora una crescita del +0,4% congiunturale e del +4,8% tendenziale, ma nei tassi è evidente che la spinta dei periodi precedenti si sia ridotta.

Dalle ultime indagini, cresce inoltre la preoccupazione relativa all'insufficienza della domanda. Si tratta di un ostacolo alla produzione che riguarda il 16% delle imprese manifatturiere del Nord-Ovest; tale percentuale non è stata mai così alta nell'ultimo anno e mezzo. Al dato si aggiunge tuttavia anche qualche segnale positivo, legato all’allentamento nelle strozzature legate all'offerta: la percentuale di aziende che segnala carenze di materiali e impianti diminuisce, infatti, nel terzo trimestre al 12% (dopo il picco del 23% nel primo trimestre e il 16% nel secondo).

A ottobre, ad ogni modo, le indicazioni qualitative confermano i segnali di rallentamento dei mesi precedenti. La fiducia delle imprese manifatturiere in Lombardia e nel Nord-Ovest, del resto, è ancora in calo per il quarto mese consecutivo e scende sui minimi da gennaio 2021. Questo trend è legato, in particolare, all'ulteriore riduzione degli ordini in portafoglio e alle scorte di prodotti finiti che si accumulano nei magazzini; sono in lieve miglioramento, invece, le aspettative legate alla produzione.Quanto ai servizi del Nord Ovest, la fiducia rilevata nel mese scorso rimbalza leggermente, nonostante il comparto soffra, comunque, attese di domanda molto caute nel breve periodo. Le famiglie, infine, risultano ancora più influenzate dal deterioramento del contesto economico: la fiducia dei consumatori del Nord-Ovest scende a ottobre sul livello più basso da maggio 2020.


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