le previsioni del vicepremier

Pil, Di Maio: possibile nuovo boom economico come negli Anni Sessanta

di Vittorio Nuti


Conte e Di Maio al Sole 24 Ore: «Non siamo contro le imprese. Allo studio il taglio selettivo del costo del lavoro»

2' di lettura

«Io credo possa esserci un nuovo boom economico come negli Anni Sessanta, avevamo le autostrade e ora la nuova sfida sono le autostrade digitali». Parole all'insegna dell'ottimismo quelle pronunciate dal vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio agli Stati generali di Consulenti del lavoro, nelle stesse ore in cui l'Istat diffondeva dati allarmanti sul crollo della produzione industriale a novembre . Un problema, spiega, «legato al fatto che tutta l'economia mondiale si sta trasformando e ci sono i dazi». Noi, rivendica rilanciando la politica economica del Governo M5S-Lega, « stiamo cercando di colmare il gap perché non si è investito in tecnologia e siamo in grande ritardo. Se non ci muoviamo ci saranno grossi problemi. Gli investimenti in tecnologia sono l'unico modo per far riprendere la produzione industriale». E cita, su questo fronte, il miliardo di euro per «il venture capital per le start-up innovative», e altre misure come l'ampia della diffusione della banda larga.

Priorità 2019 «abbattere costo del lavoro»
Per l'anno appena iniziato, la priorità del capo politico M5S sarà quella di «abbattere il costo del lavoro» grazie «al team “mani di forbice” con cui siamo al lavoro per recuperare centinaia di milioni di euro da tanti enti inutili dello Stato». La legge di bilancio,spiega Di Maio alla platea che celebra i 40 anni della legge istitutiva dei consulenti del lavoro, «è solo un primo passo, la fine dell'inizio - ha detto citando Churchill - e intanto nelle prossime settimane firmeremo al ministero del Lavoro il decreto sui premi Inail, un buon punto di partenza per abbattere i costi che gravano sulle imprese».

GUARDA IL VIDEO: Si scaldano i motori del Patto per il lavoro

A breve le attese modifiche al Durc
Nella “to do list” del ministro trova spazio anche la modifica del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), sollecitata di consulenti del lavoro, «Stiamo intervenendo in fase di conversione del Dl semplificazioni, per consentire alle imprese di non restituire integralmente i benefici nel frattempo acquisiti», nonché per riaffermare «il principio dell'agevolazione», rassicura DI Maio. Il “nuovo” Durc, promette, sarà un «passaporto per aziende virtuose, e non una mannaia indiscriminata», e «sarà legge al massimo tra un mese, il tempo - conclude - di convertire il decreto». Altro impegno preso dal vicepremier è la stabilizzazione del personale dei Centri per l'impiego che dovranno gestire il Reddito di cittadinanza, che in una prima fase saranno assunti con contratti a tempo: «L'obiettivo è fargli un contratto a tempo indeterminato nei prossimi anni con un concorso. Ma se vogliamo far partire subito il Reddito di cittadinanza, dobbiamo assumerli subito con quel meccanismo. Ma si andrà verso la stabilizzazione, mi prendo questo impegno sui Navigator».

Con formazione in azienda vantaggi per le imprese
Tutta da giocare è poi la carta del Reddito di cittadinanza, con cui «le imprese possono avere sgravi fino a 18 mesi se assumono e chi prenderà quelle persone in azienda con un programma di formazione anche prima avrà il massimo dello sgravio possibile». Quindi, sintetizza Di Maio, « abbattiamo il costo del lavoro con il Reddito di cittadinanza promuovendo la formazione».

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...