DOPO S&P

Pil, tutte le previsioni per il 2019. L’istantanea dell’Italia «ferma»

di Andrea Carli

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(Agf)


3' di lettura

L’ultima doccia fredda sulla crescita dell’economia italiana per quest’anno è arrivata da S&P. L’agenzia di rating ha tagliato le stime. Nel 2019, si legge in un report dedicato all’Eurozona, l’aumento del Pil italiano è stato rivisto allo 0,1%, dallo 0,7% previsto a dicembre, con il nostro Paese che si conferma fanalino di coda dell'area euro. La revisione dell’agenzia è arrivata a poche ore da quella del Centro studi di Confindustria. L’andamento sarà zero (dopo il +0,9% indicato nell’ottobre scorso). Insomma, il Paese è fermo.

Le stime sulla crescita 2019 divergono: l’esecutivo giallo verde mette in conto +1% (a settembre la stima era dell’1,5; la nuova previsione del Def dovrebbe essere 0,1-0,2 per cento), la Commissione Ue stima +0,2% (seguito da un +0,8% nel 2020). Bankitalia e Fmi parlano di +0,6%. L’Upb, l’Ufficio parlamentare di bilancio, registra un +0,4% nel 2019. Più basse le stime di Fitch e S&P: +0,1 per cento.

Ocse abbatte a -0,2% la stima del Pil 2019
Non è la prima volta che le stime di crescita dell’economia italiana per quest’anno vengono riviste al ribasso. Dopo una raffica di indicatori anticipatori compositi tutti in discesa (lo sono da fine 2017) il 6 marzo è la volta dell’Ocse. Le previsioni di crescita dell’organizzazione parigina sono negative per quest’anno (-0,2%) e appena positive per il prossimo (+0,5%). In particolare, nell’Interim Economic Outlook l’Ocse corregge al ribasso di 1,1 punti le sue proiezioni di novembre, quando ancora indicava in Pil in crescita dello 0,9% sia per il 2019 sia per il 2020. È il ribasso più ampio tra i paesi del G20 dopo quello fatto per la Turchia. Pochi giorni prima dell’Ocse è l’Istat, nei conti trimestrali, a indicare per quest’anno un Pil acquisito con un segno negativo (-0,1%) eredità statistica di un 2018 chiuso con una crescita dello 0,9%.

Stime Bankitalia: Pil rivisto allo 0,6%
Il 18 gennaio Bankitalia pubblica un bollettino economico. Per il 2019 Bankitalia prevede una crescita del Pil pari «allo 0,6%: 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza» e rispetto alle ultime stime del Governo. Alla revisione, spiega l’istituto di Via Nazionalei, concorrono «dati più sfavorevoli sull’attività economica osservati nell'ultima parte del 2018, che hanno ridotto la crescita già acquisita per la media di quest’anno di 0,2 punti; il ridimensionamento dei piani di investimento delle imprese che risulta dagli ultimi sondaggi; le prospettive di rallentamento del commercio mondiale». Ai primi di febbraio il governatore Ignazio Visco conferma le proiezioni del Bollettino economico dell’Istituto di via Nazionale (+0,6% quest’anno; +1% nei successivi). Ma «con ampi rischi al ribasso».

L’Upb: Pil, aumentati rischi al ribasso
A fine gennaio l’Ufficio parlamentare di bilancio pubblica il Rapporto sulla politica di bilancio. «A dicembre - si legge nel documento - il Governo ha rivisto le stime macroeconomiche, riducendo la crescita attesa del Pil reale (all'1% sia per il 2018 sia per il 2019) e nominale». L’Upb, si legge nel Rapporto, «ha svolto un esercizio di valutazione rapido, nel quale la previsione di crescita del Pil nel 2019 (0,8%) risultava inferiore a quella del ministero dell’Economia, ma in virtù dell’allineamento sulla dinamica del Pil nominale (2,3%) il quadro è stato considerato plausibile. Sono stati segnalati i rilevanti rischi al ribasso, soprattutto per il prossimo biennio. I dati congiunturali rilasciati successivamente hanno accresciuto i fattori di rischio, anche nel breve termine», è scritto.

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