Perfomance

Piloti per un giorno con le auto da trackday

di Cesare Cappa


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4' di lettura

Sognare da piloti è lecito. Realizzarlo è più difficile. Ma se il brivido per la velocità rimane un chiodo fisso, nulla vieta di diventare degli assidui frequentatori della pista. Sono diverse le società (o gli stessi autodromi) che in Italia organizzano i cosiddetti trackday. Giornate in pista dove per una volta l’unico limite da rispettare è quello in pit-line.

A questo punto il dubbio da risolvere è relativo alla scelta dell’auto. Premesso che alcuni trackday siano aperti pure a vetture elaborate, quali sono le auto di serie più idonee ad una giornata in pista? La discriminante la fa ovviamente il budget, ma oggi il mercato offre una serie di alternative alla portata di molti. Tenendo presente che freni e gomme sono le componenti che si usureranno maggiormente durante l’impiego in circuito.

In aiuto agli aspiranti piloti arriva il fronte giapponese. Un fronte formato da due modelli di punta, che condividono la medesima filosofia: leggerezza e maneggevolezza, unitamente alla presenza di un motore aspirato. Il riferimento è per la Toyota GT86 (che ora viene affincata anche dalla Supra) per la Mazda MX-5.

La prima, realizzata in collaborazione con Subaru di cui esiste la versione BRZ, è equipaggiata con un quattro cilindri boxer capace di 200 cv a 7.000 giri/min e 205 Nm di coppia motrice. Numeri che sposano alla perfezione le esigenze di una vettura leggera (poco più di 1.200 kg) che sfrutta la filosofia boxer per realizzare un perfetto bilanciamento dei pesi.

La trasmissione manuale a sei rapporti (in opzione è disponibile un automatico a sei marce con convertitore e comandi al volante) è accoppiata ad un differenziale autobloccante. Il prezzo per divertirsi varia da 31.950 euro a 37.150, a seconda dell’allestimento e della presenza o meno dell’automatico.

Il mondo Mazda MX-5 risulta essere invece più articolato, proponendo ben due motorizzazioni agli avventori della pista: un 1.5 da 132 cavalli e 152 Nm di coppia; e un 2.0 con in dote 184 cavalli e 205 Nm di coppia motrice. Per i “clienti” della velocità è il due litri il più indicato. Nella versione Sport la Miata è equipaggiata con i sedili Recaro, e dotata di differenziale posteriore autobloccante. In questo caso la spesa è compresa tra i 31.500 e i 36.750 euro.

Se invece il budget a vostra disposizione può salire di altri 30.000 euro, rimanendo sempre in territorio giapponese, potreste optare per la nuovissima Toyota Supra. L’animo sarà anche bavarese, essendo che pianale e meccanica siano condivisi con la Bmw Z4, ma le “argomentazioni” in tema di assetto e dinamica di guida sono assolutamente nipponiche. Qui però serve anche il manico, mentre le due precedenti sono più immediate per chi debba familiarizzare con la velocità. Ovviamente il mercato dell’auto allarga la fetta di potenziali pistaiole a numerose vetture a trazione anteriore.

Diverse la cosiddette Hot-Hatch che in questi anni hanno fatto il proprio debutto sul mercato. Si va dal segmento B come Clio R.S. o Fiesta ST, sino al più prestante segmento C. Segmento in cui i classici di Honda come Civic Type R o Peugeot con la 308 GTI by Peugeot Sport dettano legge da tempo. Classici che si scontrano con una Seat che opta per la soluzione Cupra (rinominando le sportive di casa) e una Hyundai pronta alla sfida con il modello i30, che per l’occasione diventa N.

La versione di riferimento per la pista è quella Performance, che si distingue per i cerchi da 19” e il differenziale a slittamento limitato (Lsd) a gestione elettronica. Una variante il cui due litri turbo sviluppa 275 cv e 353 Nm di coppia. Una sportiva reattiva, con un retrotreno pronto all’uso, ma mai nervoso tale da mettervi in difficoltà. Per un approccio verso la coreana servono 37.500 euro.

Se invece non è solo la pista l’unica motivazione per acquistare un’auto performante, ma giocano pure un ruolo importante lo status e lo spazio, ci sono tutta serie di berline (o presunte tali) pronte a soddisfare i palati più esigenti. In attesa che Audi liberi le prossime generazioni di RS6 e RS7, dalla Germania sono le AMG della Classe E e la M della Serie 5 le automobili perfette per la vacanza e l’eventuale scorribanda in pista (pur trattandosi di vetture nell’ordine delle due tonnellate). In particolar modo la bavarese, evolutasi nella più recente edizione Competition.

Dovendo armeggiare con 625 cavalli e 750 Nm di coppia, la trazione integrale è d’obbligo, fedele alla motorizzazione V8 biturbo di 4,4 litri.

Il cambio ZF a 8 rapporti regola coppia e cavalli tra ruote e assi, coadiuvato da un elemento centrale a frizioni gestito elettronicamente e dal differenziale attivo M demandato alle sole ruote posteriori. Le prestazioni parlano da sole: 0-100 km/h in 3,3 secondi, 0-200 km/h in 10,8 secondi e una velocità massima di 250 km/h autolimitata (305 km/h con il pacchetto dedicato). Intuitiva sin dall’inizio, sul veloce non ci sono curve che teme davvero. E anche quando l’errore sembra essere inevitabile, è sufficiente un colpo di freno per rimetterla in pista. Il prezzo? Vi servono almeno 131.200 euro.

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