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Pinguini Tattici Nucleari, la storia infinita: «Nuovo singolo, poi l’album del ritorno al folk»

Il frontman Riccardo Zanotti racconta il suo 2020. Tra Sanremo, la pandemia, una canzone sulla fine dell’estate e il disco che verrà. Con una consapevolezza: «Hai qualcosa da dire fino a che c’è qualcuno che non ti comprende»

di Francesco Prisco

Pinguini Tattici Nucleari, Zanotti racconta il singolo «La storia infinita»

Il frontman Riccardo Zanotti racconta il suo 2020. Tra Sanremo, la pandemia, una canzone sulla fine dell’estate e il disco che verrà. Con una consapevolezza: «Hai qualcosa da dire fino a che c’è qualcuno che non ti comprende»


7' di lettura

Avete mai visto il film Franco e Ciccio sul sentiero di guerra? Parte con i due comici siciliani che escono di caserma indossando una divisa bianca. «Abbiamo fatto un grosso affare ad arruolarci nell’invincibile esercito borbonico», esulta Ciccio. Ma siamo a Marsala ed è l’11 maggio 1860, con Garibaldi a pochi metri. Certe volte la vita va così: lotti per un obiettivo e, quando l’hai raggiunto, ti cambia tutto il contesto attorno. Prendete i Pinguini Tattici Nucleari: dopo nove anni da band «fuori dall’Hype», arriva il 2020 con il terzo posto a Sanremo di Ringo Starr e due soldout al Forum di Assago. Da emergente diventi finalmente «emerso»: album di platino di qua, singoli d’oro di là, le radio che adesso fanno la fila per passarti. Sembra la classica favola edificante del perfetto outsider ma, al posto del «vissero felici e contenti», arriva il coronavirus: il tour, per esempio, per ora è rinviato a ottobre. Salvo diverse disposizioni delle autorità competenti. Hai dentro di te una carica esplosiva dal potenziale enorme, ma non puoi farla brillare.

I Pinguini Tattici Nucleari a Milano

Non si uccidono così anche i cavalli? Può essere. I Pinguini di certo no: eccoli che ritornano con La storia infinita, particolarissimo singolo «estivo» in uscita il 28 agosto. Mentre l’estate sta finendo, perché a loro le cose facili non sono mai piaciute. «Tra i nostri pezzi è probabilmente quello col maggior numero di citazioni evidenti, nella musica come nel testo», sottolinea Riccardo Zanotti, frontman e autore delle canzoni della band bergamasca. Di passaggio a Salerno per il Giffoni Film Festival, dove col gruppo ha presentato la nuova agenda Comix, mette in fila un po’ di sensazioni, tra succo di frutta, caffè e mezzo cornetto «vuoto» ordinati a un bar del lungomare per colazione. A fare da sfondo, fan in fila per i selfie («Sì, ma rigorosamente con mascherina») e mamme di fan che non vogliono essere da meno («Però anche qui dobbiamo tenere la mascherina»).

Sul set del video «La storia infinita», omaggio a «Stranger Things»

Zanotti, partiamo da La storia infinita . La prima citazione è nel titolo. La seconda nel riff che ricalca il tema disneyano di In fondo al mar ...
Il brano originariamente doveva chiamarsi Croazia. Omaggio all’Ungaretti di Croazia Segreta, componimento nel quale si parla di una ragazza che scompare. Dove scompare? In fondo al mar. Poi ci sono i Quattrocento colpi di Truffaut, il Manu Chao di Me gustas tu, il falò col tedesco che suona Wonderwall. Mi piaceva l’idea di giocare con tutti i topoi delle canzoni estive.

La melodia della strofa contiene suggestioni di Crêuza de mä di Fabrizio De André, artista cui siete molto legati. Citazione anche quella?
No. Non volontaria, almeno. Diciamo che la melodia delle strofe delle due canzoni ha una struttura prima-quarta che trovi molto spesso nella musica popolare, nella tarantella per esempio. Non c’è niente di più bello, per chi scrive musica, che trovare in quello che scrivi tracce dell’influenza degli artisti che hai amato di più. Per dire: proprio un giorno fa facevamo caso al fatto che nell’arrangiamento di Ringo Starr c’è un pezzettino del riff di Layla.

Sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo (Ansa)

Il 28 agosto non è un po’ tardi per fare uscire una canzone estiva?
Il brano è figlio della particolarissima estate che abbiamo vissuto. Scritto e riscritto: mi sono trovato a cambiare titolo e testo più volte. C’è stata addirittura una fase in cui non sapevamo se avremmo avuto un’estate. Come si fa a scrivere una canzone estiva in una situazione del genere? Non a caso tra i titoli che, in una certa fase, ho preso in considerazione c’era anche Estate a metà. Mettiamola così: più che una canzone estiva, vuol essere una canzone sulla fine dell’estate. E chissà che non sia un’idea migliore: le canzoni estive passano, quelle sulla fine dell’estate restano, come è rimasta L’estate sta finendo dei Righeira. Che, non a caso, citiamo.

Tra i titoli scartati per La storia infinita c’è anche Mostri . C’entra qualcosa il fatto che l’ex ministro Carlo Calenda, nel frattempo, abbia pubblicato un libro intitolato I mostri?
La verità è che quella parola, nel senso del sostantivo plurale e della seconda persona singolare del presente indicativo del verbo mostrare, mi piace moltissimo e ho deciso di utilizzarla come titolo di un altro pezzo a cui stiamo lavorando adesso. Più attinente col titolo Mostri di quanto non lo fosse La storia infinita che, invece, contiene giusto il rimando a Monsters & Co., a mio giudizio uno dei film più belli della storia del cinema. Assieme a Le follie dell’imperatore, ovviamente.

Ci sarà un feat. dell’ex ministro Calenda nella nuova Mostri ?
Perché no (ride, ndr). A che punto saremo con le trattative? Ora chiedo a Gianrico, il nostro manager.

Non c’è niente di più bello, per chi scrive musica, che trovare in quello che scrivi tracce dell’influenza degli artisti che hai amato di più

Di solito pubblicate un album ogni due anni. Presto per parlare del seguito di Fuori dall’Hype ?
Ho scritto un po’ di nuove canzoni. Qualcosa che bolle in pentola effettivamente c’è. Mi accorgo che sto tornando al folk, il genere dal quale sono partito quando ho cominciato a scrivere canzoni, un genere che, con la chitarra, mi dà grande soddisfazione. È un periodo in cui ascolto molto artisti come Bon Iver: mi piace quell’approccio all’acustico, il lo-fi sposato all’elettronica. Poi sto ascoltando anche nuovi trapper italiani come Tha Supreme. Al di là del genere, che potrà piacere o meno, mi affascina quella scrittura senza appigli, qualcosa di completamente diverso dagli schemi che si utilizzano nel pop. Se mi chiedi del nuovo album, ti rispondo che mi piacerebbe far uscire qualcosa all’inizio del 2021. Poi mi rendo conto che parlare di date, nell’epoca del virus, lascia il tempo che trova.

A proposito di coronavirus: è più quello che il 2020 vi ha dato o quello che vi ha tolto?
Ci ha dato indubbiamente tanto. Non ha molto senso parlare di quello che sarebbe potuto essere e, per motivi da noi indipendenti, non è più stato. Abbiamo lavorato a lungo per il nostro progetto. Quest’anno abbiamo raggiunto un traguardo importante ed è successo quello che è successo. Proprio a casa nostra. È scoppiata una crisi senza precedenti per il settore. Stiamo lavorando per continuare a essere presenti, come in questa fase stanno facendo un po’ tutti quelli che fanno musica. Rispetto ad altri artisti, possiamo magari avere il vantaggio di una fan-base militante, consolidatasi negli anni, ma è un momento di grande incertezza per il settore e tocca ragionare con le categorie di questo momento.

Forse il settore dovrebbe approfittare della crisi post lockdown per ripensare sé stesso, riorganizzarsi all’insegna di maggiori tutele nei confronti dei lavoratori

Momento difficilissimo per il settore. Che idea vi siete fatti delle misure messe in campo dal governo per la musica?
I Decreti ministeriali di agosto sono una buona notizia, indubbiamente. È complicato dire quelle che potranno essere le prospettive nel medio-lungo termine, dal momento che ogni giorno siamo attaccati alla pubblicazione dei dati sulla pandemia per capire come saranno i giorni successivi. Faccio un discorso più ampio: forse il settore dovrebbe approfittare di questo momento per ripensare sé stesso, riorganizzarsi all’insegna di maggiori tutele. Non è che voglio, a tutti i costi, fare il discorso kennediano del «non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese», ma forse è da qui che dovremmo ripartire: dai diritti di chi lavora nella musica, a tutti i livelli. C’è stato un momento di mobilitazione dei lavoratori della filiera senza dubbio importante. Energie che non vanno disperse.

Riccardo Zanotti al Giffoni Film Festival

E di come il governo sta gestendo la crisi sanitaria che idea vi siete fatti?
Domanda difficile. Vivendo in Val Seriana, la sensazione è che inizialmente ci sia stata una generale sottovalutazione del problema. Sarà la magistratura ad accertare se ci sono responsabilità sulla mancata creazione di una zona rossa da noi a Bergamo. Questa faccenda ci insegna che, su questioni tanto complesse, agire in ordine sparso non paga. Vale nei rapporti tra regioni e governo, ma anche tra più stati di uno stesso continente. L’Ue dà delle linee guida, ma gli stati membri non le rispettano. Che senso ha? Abbiamo tutti bisogno di più Europa, secondo me.

Devi avere sempre l’esigenza di spiegare chi sei e far capire al mondo che in realtà vali qualcosa. Nel momento in cui tutti ti conoscono, forse a quel punto là ti perdi

Bergamo , tra gli inediti del repack di Fuori dall’Hype , è senza dubbio il più bello. E, dopo l’esplosione del Covid in Lombardia, ha acquisito un significato diverso. Perché non è diventata inno dell’Atalanta?
Forse perché sono interista? Ovviamente scherzo. Non scherzo però quando dico che sono interista. È una questione di famiglia: ci sono di mezzo mio nonno, mio padre. Non puoi tradire le tue origini. Ho seguito con grande passione la stagione dell’Atalanta, un po’ come tutti a Bergamo. Siamo molto attaccati alla nostra terra e alla nostra gente, non è una novità. Inno o non inno, è bello vedere che qualcosa scritto da te possa diventare, per tanti, simbolo di questo attaccamento.

La foto-teaser de «La storia infinita», nuovo singolo dei Pinguini Tattici Nucleari

Il 2020 è anche l’anno del Riccardo Zanotti produttore, con il progetto Chiamamifaro nel quale canta Angelica Gori, figlia del sindaco di Bergamo Giorgio Gori e di Cristina Parodi. Apparentemente c’è una distanza enorme: voi siete partiti come una band «do it yourself», lei potrebbe apparire una predestinata...
Fino a un certo punto. Il papà di Angelica neanche credo sappia con precisione cosa fa e cosa non fa la figlia in campo musicale. Io ascolto di tutto: ho incrociato questa ragazza giovanissima che cantava un po’ alla Dolores O’Riordan. Mi è piaciuta, l’ho trovata senza dubbio dotata, anche se le ho fatto notare subito che quel modo di cantare con l’italiano non è che funzioni molto bene. Con Chiamamifaro è nata una collaborazione stimolante, in cui cerco di preservare e valorizzare al massimo le loro idee. Il singolo Pasta Rossa, secondo me, funziona molto bene.

Chiamamifaro, prodotti da Riccardo Zanotti

Zanotti, in conclusione: dopo nove anni «Fuori dall’Hype», da artisti spesso sottovalutati, talvolta fraintesi, e uno da «emersi», c’è ancora in giro qualcuno che non ha capito il progetto Pinguini Tattici Nucleari?
Rispondo in maniera molto diretta: sì. Me ne rendo conto leggendo online i commenti sui social media, su YouTube o anche sentendo pareri di amici di amici. Ci sono tante persone che non hanno capito, che magari si fanno spaventare dal nome o che conoscono solo una certa canzone, non approfondiscono ed è anche giusto che sia così. Sono arrivato un po’ alla consapevolezza che nel momento in cui tutti, ma proprio tutti, ti capiscono e ti conoscono, forse quello è il momento in cui la tua arte finisce. Perché tu devi avere sempre l’esigenza interiore di spiegare chi sei e di far capire al mondo che in realtà vali qualcosa. E nel momento in cui tutti ti conoscono, tutti ti fermano per una foto e tutti sanno a memoria i testi delle tue canzoni forse a quel punto là ti perdi e non vai più avanti.

Riproduzione riservata ©
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    Francesco PriscoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: economia della cultura e dell'entertainment, musica, libri, cinema, cultura, società

    Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria: Innovation

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