food industry

Pini inaugura in Spagna il macello dei record

di Enrico Netti


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3' di lettura

A Binefar, in Spagna nella comunità di Aragona, tutto è pronto per l’inaugurazione di Litera meat, l’ultimo e il più importante investimento di Pini Group, azienda italiana con un giro d’affari superiore ai 1,6 miliardi leader in Europa nella macellazione di suini. «Sarà operativo da lunedì 22 luglio - spiega Roberto Pini, amministratore unico della Pini Holding che controlla tutte le società del gruppo presenti in Italia e Spagna -. In circa 11 mesi è stato costruito l’impianto che occupa una superfice di 62mila metri quadri e ha una capacità di macellazione di 160mila maiali la settimana. In un anno si può arrivare a lavorare 7-8 milioni di animali». L’attività a pieno regime è prevista nel 2020 quando l’impianto occuperà più di 1.500 persone con un fatturato di 1,2 miliardi l’anno.

L’impianto spagnolo raddoppierà la capacità produttiva della società che in meno di un quarto di secolo si è affermata in questo particolare segmento dell’industria alimentare. A Binefar il Gruppo ha complessivamente investito 113 milioni, con una quota di equity dell’85% pari a circa 96 milioni. La scelta di investire in Aragona è dettata dalla necessità di essere il più possibile vicini agli allevamenti locali. «C’è un’ampia disponibilità di allevamenti che consentono di disporre della materia prima per lo sviluppo delle produzioni e in questo settore è l’unico mercato europeo in crescita con tassi di oltre il 10% - continua l’amministratore della holding -. Inoltre entro la fine dell’anno sarà operativo lo scalo intermodale vicino allo stabilimento che permetterà di ottimizzare le spedizioni internazionali. Per di più la Spagna è un paese autorizzato a esportare carni suine in tutto il mondo senza restrizioni sanitarie». Fattori chiave per una società globale che esporta in 70 paesi. «In Giappone otteniamo grandi risultati mentre la Cina è un mercato chiave perché richiede alcuni tagli del maiale usciti dalla cultura e dalla tradizione alimentare europea come, per esempio, il piedino, laggiù molto apprezzati».

A Binefar, inoltre, circa il 20% degli spazi è destinato alla produzione dei prodotti finiti ovvero salsicce, spiedini, hamburger e altri tagli partizionati che verranno venduti in Spagna, Italia, Francia e Germania sia con un marchio proprio che per la marca del distributore di catene della Gdo.

Per quanto riguarda le ricadute per l’Italia circa il 7-8% dei tagli prodotti in Aragona raggiungerà la Penisola. I terminali, tra gli altri, saranno gli stabilimenti emiliani della Ferrarini in cui il Gruppo Pini è entrato a febbraio nel concordato in continuità. Qui arriveranno dalla Spagna le cosce di maiale che diventeranno prosciutto crudo e cotto. «Ferrarini è un gruppo industriale che si innesta bene nella nostra attività - continua Pini -. Così possiamo continuare a fare il lavoro a monte della filiera e Ferrarini a valle presentandoci ai clienti con una offerta diversificata dalla carne alla salumeria. È un brand forte del made in Italy». In questi stabilimenti verrà ulteriormente migliorata l’efficienza e «a Reggio Emilia verrà costruito il nuovo stabilimento per il prosciutto cotto» anticipa Pini. In questa ottica si colloca l’accordo tra Ferrarini e Pini Holding che oltre a garantire i livelli occupazionali senza alcuna delocalizzazione permetterà di incrementare i volumi. «Supporteremo la produzione degli oltre 900mila prosciutti stagionati nello stabilimento di Lesignano e degli oltre 1,5 milioni di prosciutti cotti prodotti all’anno».

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