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Pioggia di vendite su Nexi, a rischio "matrimonio" con Sia

Secondo indiscrezioni, le trattative per una possibile fusione per creare un gigante nei sistemi di pagamento sarebbero in stallo a causa di divergenze sui concambi

di Stefania Arcudi

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Secondo indiscrezioni, le trattative per una possibile fusione per creare un gigante nei sistemi di pagamento sarebbero in stallo a causa di divergenze sui concambi


2' di lettura

Ultima seduta della settimana in netto calo per Nexi, che, con un calo anche superiore al 5% circa, è tra le peggiori di Piazza Affari. Secondo indiscrezioni di stampa, le trattative per una possibile fusione fra Nexi e Sia per creare un gigante nei sistemi di pagamento sarebbero in stallo a causa di divergenze circa il concambio. Ad ogni modo, il titolo, che dal minimo del 19 marzo ha guadagnato l'85% portandosi attorno a i 15 euro per azione, risente anche della generale debolezza del comparto dei pagamenti europeo (Worldline -4% a Parigi, Adyen -3,8% ad Amsterdam).

Come sottolinea Equita, se da un lato per Nexi c'è come riferimento il prezzo di mercato, che valuta la società circa 10 miliardi di euro, per Sia la situazione sarebbe più complessa: il gruppo ha chiuso il 2019 con ricavi per 733 milioni di euro (Nexi 984 milioni) e un Ebitda adjusted di 258 milioni (Nexi 503 milioni) e lo scorso anno era stata valutata 3,2 miliardi nell'operazione che ha portato CdP al controllo, con un Ev/Ebitda di 12,4 volte, nettamente inferiore a quello a cui tratta Nexi (circa 20 volte).

Tra l'altro, sarebbe ripartito il processo di quotazione di Sia. E stavolta i tempi dovrebbero essere stretti: si parla di fine 2020. Come confermato a Radiocor da fonti vicine al dossier, infatti, i consulenti sarebbero di nuovo al lavoro per realizzare lo sbarco in Borsa dell’azienda high-tech e la tempistica per l’Ipo potrebbe essere entro fine anno. Una decisione – spiegano le fonti, confermando così alcune anticipazioni di stampa – presa anche alla luce dello stop della trattativa con la promessa sposa Nexi, viste le diverse valutazioni che ballano tra le due società.

Ma c'è anche il nodo UniCredit

«Rimane inoltre da chiarire la posizione di Unicredit, principale cliente di Sia, che dal prossimo anno ha la possibilità di avviare la rinegoziazione di alcuni termini dell'accordo decennale», scrivono gli analisti della Sim milanese, ribadendo che «da un punto di vista fondamentale Sia, visto il forte Dna tecnologico e la leadership nel business del processing di pagamenti digitali è più simile a a Worldline (che standalone, ex Ingenico, tratta con un P/E 2020-21 di 46-38 volte e Ev/Ebitda di 25-21 volte), rispetto a Nexi che ha una connotazione maggiormente commerciale e che infatti dà in outsourcing la maggioranza delle proprie attività di processing per l'appunto a Sia e Worldline».

(Il Sole 24 Ore - Radiocor)

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