IL CUORE DELL’INDUSTRIA SIDERURGICA TOSCANA 

Piombino, dopo 70 anni a sinistra la città dell’acciaio in crisi è passata a destra

di Andrea Carli

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Il neo sindaco di Piombino Francesco Ferrari. Dopo settant’anni la città dell’acciaio ha eletto un esponente del centro destra


2' di lettura

Non è solo l’ennesimo ex bastione rosso che cade sotto il controllo del centro destra. Non è solo un nuovo caso di operai che votano per quella parte politica. È qualcosa di più. Piombino, principale polo dell’industria siderurgica in Toscana che ha vissuto sulla propria pelle la crisi che ha caratterizzato l’acciaio negli ultimi anni, dopo 70 anni di dominio di centrosinistra ha scelto un sindaco di centrodestra.

Lui è Francesco Ferrari, 42 anni, avvocato specializzato in diritto penale, iscritto a Fratelli d’Italia, alla guida di una coalizione di cui hanno fatto parte Ascolta Piombino, Lega Salvini Premier, Forza Italia-Unione di Centro, Fratelli d'Italia, Lavoro & Ambiente e Ferrari Sindaco.

Distanziata la candidata del Pd
Dopo aver sfiorato la vittoria già al primo turno delle amministrative, ha vinto al ballottaggio con il 64,27% dei consensi. Alle sue spalle, distanziata, la candidata del Pd e di due liste civiche Anna Tempestini, che si è fermata al 35,73%. Tempestini si era presentata in continuità con l’ex giunta di centrosinistra di Massimo Giuliani. La scelta dei piombinesi a favore del candidato di FdI arriva quando, a 72 chilometri di distanza in linea d’aria, dopo cinque anni di governo pantastellato i livornesi hanno deciso di tornare al passato, scegliendo un vasto arco di forze a guida Pd.

La crisi del siderurgico
Nel 2013 l’area di Piombino è stata riconosciuta «area di crisi industriale complessa» a seguito della crisi della siderurgia, il settore industriale di maggiore importanza per l’economia dell’area. La cessione dell’acciaieria Aferpi di Piombino (ex Lucchini)dal gruppo Cevital dell’algerino Issad Rebrab a quello indiano Jindal south west (Jsw) di Saijan Jindal nel luglio 2018 non ha determinato una ripartenza dello stabilimento e quindi dell’intera città, che da sempre gira intorno alla fabbrica. I dipendenti in cassa integrazione, sono ancora circa 1900.

Gli accordi di programma? «Scatole vuote»
Ferrari ha criticato gli accordi di programma firmati dalle istituzioni locali e nazionali per garantire la ripresa economica della città dopo la chiusura dell’altoforno nel 2014, dal neo sindaco considerati «scatole vuote». Ferrari ha un punto fermo: le acciaierie Jsw sono il capisaldo dell’economia di Piombino. «I cittadini hanno voluto cambiare e hanno visto in noi l’unico cambiamento possibile», è stato il suo commento a caldo, quando la vittoria era oramai una certezza. Così come la conquista dell’ennesimo bastione “rosso”.

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