ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl braccio di ferro sul progetto

Piombino, contro il rigassificatore scioperi e ricorsi

Lo sprint finale verso il probabile via libera - che potrebbe arrivare al termine dell’ultima riunione della conferenza dei servizi il 21 ottobre - fa salire la tensione del fronte contrario all’impianto

Gas, Cingolani: su rigassificatore Piombino troveremo accordo

2' di lettura

Potrebbe essere una soluzione per alleggerire il pressing del caro energia sull’Italia e andare nella direzione di una maggiore sicurezza energetica nazionale, ma la sola idea che il progetto possa prendere forma è stata accolta da una levata di scudi da parte della popolazione locale. Sciopero e ricorsi per fermare il rigassificatore sono le iniziative di cui si medita a Piombino (Livorno) per impedire l’allestimento dell’impianto.

Lo sprint finale verso il probabile via libera - che potrebbe arrivare al termine dell’ultima riunione della conferenza dei servizi il 21 ottobre - fa salire la tensione del fronte contrario all’impianto. Un “no” che chiama a raccolta tutti i contrari, comitati, sindacati e istituzioni locali, in vista della manifestazione a Piombino il 20 ottobre e il presidio di fronte alla sede della Regione Toscana il giorno successivo.

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I comitati: se Giani firma autorizzazione ricorso al Tar

La settimana è ripresa coi comitati che si sono messi davanti al deposito della Snam dove sono già stoccati i primi tubi, per annunciare che «se il commissario straordinario per il rigassificatore Eugenio Giani firmerà l’autorizzazione chiederemo al consiglio comunale di Piombino di approvare un ordine del giorno che preveda il ricorso al Tar contro l’opera». Per Francesca Marino portavoce del comitato Liberi per la salute «se Giani firma, per noi il ricorso è atto dovuto».

La Cgil chiede garanzie contro il blocco dell’operatività del porto

Dichiarazioni che non scompongono lo stesso Giani. «Quello che fanno altri enti è libero - ha replicato - è nelle loro facoltà e considerazioni. A me interessa vedere se ci sono le condizioni per autorizzare». Alza la voce anche la Cgil di Livorno che vuole chiarimenti sull’operatività del porto e minaccia di proclamare uno sciopero territoriale se non ci sono garanzie. «Non siamo contro i rigassificatori - spiega Fabrizio Zannotti, segretario Cgil Livorno - ma abbiamo una serie di perplessità: la cosa che ci preoccupa di più, e su cui saremo intransigenti, è l’operatività del porto di Piombino, non possiamo permettere che si blocchino le attività».

Le preoccupazioni dell’acciaieria a capitale indiano Jsw Steel Italy

Preoccupazioni, da un versante ben diverso, sono state avanzate dall’acciaieria a capitale indiano Jsw Steel Italy la cui posizione però si era molto ammorbidita dopo le rassicurazioni di Snam. Marco Carrai, vicepresidente esecutivo di Jsw Steel Italy, ha ricordato di aver chiesto che «il rigassificatore non comporti delle problematiche sulla logistica dell’area» ed «è stato assicurato che così non sarà». Carrai ha evidenziato che «per noi è anche importante» che «all’interno delle compensazioni ci sia, come sembra, anche una riduzione del prezzo del gas che può far diventare molto più competitivo, rispetto a quello che potrebbe essere, anche il sito industriale di Piombino», quindi un rilancio della vocazione produttiva dell’area. Apertura sull’opera anche dai sindaci dell’Elba.

Ribadiscono la loro contrarietà di principio ma a Giani rivendicano pure che «se la strada è segnata» allora deve dare pure all’isola le stesse agevolazioni in bolletta promessa alla terraferma. Argomento su cui i comitati sono scettici ricordando che anni fa «a Livorno quando fu messo l’Olt (il rigassificatore offshore, ndr) erano state promesse agevolazioni che però non sono mai arrivate». Il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, invece ha organizzato un convegno per illustrare le ragioni del no ribadendo «i motivi tecnici, giuridici e scientifici per cui riteniamo che l’opera sia quanto mai sbagliata».

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