ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIntervista a Stefano Buono

«Piombo per raffreddare, così il nucleare pulito ci libera dalle scorie»

Ha fondato la start up newcleo il cui obiettivo è di cambiare le regole dell’energia. «La nostra tecnologia non genera rifiuti radioattivi come quella tradizionale, ne produce meno e non così pericolosi»

di Filomena Greco

Fondatore.

3' di lettura

L’ambizione è quella di “cambiare le regole” nel settore dell’energia nucleare e mettere in pista entro sette-dieci anni una nuova famiglia di reattori alimentati dalle scorie prodotte dalle vecchie centrali e raffreddati a piombo. Ci stanno lavorando gli ingegneri di newcleo, start up fondata da Stefano Buono con un capitale iniziale pari a 100 milioni di euro, in fase di aumento a quota 300 milioni. Attualmente sono circa 85 le persone impegnate tra Torino e Bologna: nel capoluogo piemontese c’è la progettazione e avrà a regime un centinaio di esperti, altre 30persone saranno a Bologna, nel Centro Ricerche del Brasimone di Enea. L’obiettivo è arrivare a impegnare sullo sviluppo di questa nuova tecnologia tra 650 e 900 ingegneri e tecnici entro il 2030, con una presenza anche in Francia e in Gran Bretagna.
Come si colloca la vostra tecnologia rispetto al nucleare tradizionale, da un lato, e il “sogno” del nucleare pulito?
La nostra tecnologia utilizza il piombo, anziché l’acqua, per raffreddare il reattore e questo cambia un po’ la fisica del reattore. Si tratta di una tecnologia che non genera gli stessi rifiuti radioattivi di quella tradizionale, ma ne produce meno, in termini di volumi, e meno pericolosi. Le 20 centrali nucleari presenti in Europa hanno creato una grande quantità di rifiuti, la nostra tecnologia ha la possibilità di usare quei rifiuti come combustibile. Entriamo dunque in una tecnologia nucleare “circolare” capace di bruciare i rifiuti radioattivi come combustibile. In Inghilterra e Francia ci sono grandi quantità di plutonio e uranio impoverito. I nostri reattori potranno utilizzare materiali radioattivi per funzionare e generare energia, con un impatto sulla sostenibilità importante.
E il tema della sicurezza?
In questi anni abbiamo imparato molto, soprattutto si è imparato a usare le leggi della fisica anziché i pulsanti per fare in modo che i reattori si spengano automaticamente in caso di anomalie di funzionamento. Oggi è possibile progettare reattori che abbiano queste caratteristiche, con sistemi che privilegino la sicurezza passiva. Entriamo nel campo della tassonomia verde, il nucleare che si occupa dei rifiuti che produce.
La vostra sarà una tecnologia di passaggio tra nucleare tradizionale e pulito o sarà un’alternativa?
La nostre tecnologia è il nucleare pulito, perché quando avremo bruciato ed eliminato le scorie esistenti, e ci vorranno decenni di tempo, allora potremo aprire una nuova fase tecnologica, un nuovo ciclo con un combustibile più pulito, ad esempio il Torio. Avremmo voluto iniziare la nostra ricerca industriale da qui, ma ci siamo resi conto che la disponibilità di scorie come combustibile ci permette di andare avanti per molto tempo, garantendo la pulizia del pianeta da questi rifiuti.
Di quale livello di maturità tecnologica parliamo?
Newcleo nasce in realtà dalla ricerca degli ultimi trent’anni, ricerca iniziata da Carlo Rubbia e alla quale anche io ho dato il mio contributo, insieme al nostro Chief Scientific Officer Luciano Cinotti. Rubbia nel 1995 ha iniziato a proporre di usare il piombo nei reattori e non più l’acqua o il sodio. Oggi diamo importanza ai sistemi di sicurezza passiva, il piombo non interagisce né con l’acqua né con l’aria e rende i processi più sicuri. Questa visione si è trasformata in una ricerca a cui ha partecipato una buona parte d’Europa, anche l’Enea ha inoltre acquisito un ruolo fondamentale in quest’area e ora siamo maturi per realizzare questo progetto. Dal 2013 Cinotti, lavorando per un’azienda americana, la Hydromine, che voleva realizzare il reattore, ha iniziato a prendere dei brevetti. Newcleo è nata acquisendo questa società e i 12 brevetti per il design di 2 reattori, uno piccolo da 30 MegaWatt e da 200 MegaWatt. Il prezzo prevediamo sarà compreso tra i 4 e i 5 euro per MegaWatt/ora installato, la metà rispetto al reattore ad acqua pressurizzata
che stanno costruendo in Uk chiamato Sizewell C. La tecnologia dunque è matura.
Quando si immagina il primo impianto in funzione?
Realizzeremo innanzitutto un vero e proprio prototipo per testare componenti, movimentazioni e strumentazione. Ci servirà per sostenere il processo di licensing del reattore sia in Francia sia in Inghilterra, dove abbiamo identificato due potenziali siti dove poi costruire il reattore. Una nuova macchina “licenziata” è quasi come un farmaco, ci vogliono fino a dieci anni ma pensiamo di accorciare a 7 anni il periodo necessario allo sviluppo grazie al prototipo che realizzeremo in Italia.

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