anche garofalo va avanti

Piovan verso l’Ipo: «Non ci spaventiamo»

di Carlo Festa

2' di lettura

Il gruppo veneto Piovan, piccola multinazionale veneta attiva nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti per linee di produzione per materie plastiche, procede verso Piazza Affari e sfida il momento negativo di Piazza Affari, sulla scia del rialzo dello spread in seguito alla presentazione del Def da parte del Governo. Piovan resta tra i pochi gruppi che cercheranno di quotarsi in questo 2018, bissando l’Ipo di Carel Industries. In caso di successo, il 2018 non verrebbe più ricordato come l’anno peggiore per gli sbarchi sul listino principale dal 2009 (quando c’era stata la sola Yoox come matricola). Anche il gruppo Ghc, cioè le clinche Garofalo, punta comunque a quotarsi in autunno, fidando sulla caratteristica anti-ciclica del settore della Sanità. Come Carel, anche Piovan ha un punto di forza. Genera infatti l’85% circa del suo giro d’affari all’estero e in questo modo riesce a superare indenne l’accresciuto «rischio Italia».

«Il nostro progetto di portare in Borsa l’azienda ha una visione di lungo periodo. Così non ci facciamo spaventare dalle fluttuazioni degli indici di questi giorni» spiega il presidente esecutivo Nicola Piovan. Le azioni di Piovan sono offerte a un prezzo tra 8,3-10,1 euro solamente a investitori istituzionali. Sul mercato arriverà il 35% del capitale sociale. Nei prossimi giorni i vertici del gruppo e i collocatori incontreranno gli investitori di Parigi, Londra, Francoforte, New York e forse di una città svizzera. Unicredit e Goldman Sachs agiscono in qualità di joint global coordinators e joint bookrunner. Negli ultimi tre anni, dal 2015 al 2017, la società ha vantato un aumento medio del fatturato del 5,4% annuo realizzato solamente per crescita organica. Fatturato che nel 2017 è arrivato a 213,3 milioni.

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L’ebitda adjusted, l’anno scorso a 33 milioni, ha registrato una crescita all’incirca doppia (dell’11,2% negli ultimi tre anni), complice il fatto che la struttura di Piovan non richiede grossi investimenti e capitale circolante. La maggior parte degli investimenti sono dedicati alla ricerca e allo sviluppo, ai quali è dedicato un valore attorno al 4% delle vendite. Nel primo semestre del 2018, il fatturato è aumentato del 24% e l’ebitda in modo quasi doppio di circa il 44%. Nel 2016, nel 2017 e nella prima metà del 2018 è stato distribuito un monte dividendi di 30 milioni. «Se non realizzeremo acquisizioni, distribuiremo almeno la metà degli utili», ha dichiarato il presidente.

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