Storie impresa

Piquadro: doppia sfida su digitale e piano retail

di Marika Gervasio

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3' di lettura

«L’impatto del Covid c’è stato e si è fatto sentire anche su di noi che stavamo andando bene e crescevamo su tutti i canali di vendita, ma ci stiamo riprendendo, tanto che, dopo un primo trimestre chiuso a giugno con una flessione del 63,5% prevediamo di recuperare nei tre mesi successivi con un calo ridotto del 20-25%. Non siamo certo sui livelli del secondo trimestre dello scorso anno, ma stiamo migliorando». Così Marco Palmieri, presidente e amministratore delegato di Piquadro commenta l’andamento della società attiva nell’ideazione, produzione e distribuzione di articoli di pelletteria che affronta la ripresa puntando su due fronti: digitale e negozi.

«La pandemia - continua l’ad - e le conseguenti misure introdotte dalle autorità pubbliche e governative dei Paesi colpiti dall’emergenza per il contenimento della diffusione del virus hanno avuto un impatto molto grave sulla vita personale e professionale delle persone e, naturalmente, delle società. Gli interventi normativi di urgenza hanno comportato infatti, tra l’altro, il divieto o la limitazione alla mobilità e circolazione di persone e beni e la chiusura delle attività commerciali e di vendita al pubblico, oltre che limitazioni alle attività industriali e produttive, condizionando in modo eccezionalmente negativo i flussi turistici in tutto il mondo e, conseguentemente, l’andamento del mercato. Abbiamo dovuto chiudere temporaneamente la maggior parte della nostra rete distributiva e abbiamo immediatamente affrontato questo nuovo e difficile scenario, conformandoci a tutte le prescrizioni previste dal governo italiano e dai governi e dalle autorità pubbliche dei Paesi in cui operiamo».

Dopo un anno, il 2019-20, chiuso al 31 marzo con 152,2 milioni di euro di ricavi consolidati in crescita del 3,2% rispetto all’esercizio precedente, il gruppo ha dovuto subire le pesanti conseguenze del lockdown da coronavirus, archiviando al 30 giugno i primi tre mesi del nuovo esercizio con un fatturato di 12,2 milioni di euro in diminuzione del 63,5% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Guardando i dati dal punto di vista geografico, 5,6 milioni sono arrivati dalle vendite in Italia (pari al 45,7% del fatturato totale) in discesa del 65%; 6,1 milioni (49,9%) da quelle europee che hanno perso il 63,3%;; 0,5 milioni dall’area extra europea (4,4% del totale) in diminuzione del 41%.

«Il primo trimestre è stato fortemente impattato dagli effetti della pandemia con la chiusura per circa due mesi della nostra rete di negozi diretti e multimarca - aggiunge l’ad -. Abbiamo intrapreso tutte le azioni necessarie a contenere i costi e proteggere la situazione economico e finanziaria del gruppo per mitigare gli effetti di questa situazione. I dati di luglio, sebbene ancora in diminuzione rispetto all’anno precedente, testimoniano uno scenario in ripresa; la posizione finanziaria netta positiva e la liquidità disponibile ci consentono di essere fiduciosi circa le dinamiche di medio termine».

E aggiunge: «I forti investimenti nell’area digitale, inoltre, hanno portato a crescite di oltre il 60% per i marchi The Bridge e Lancel, e del 34% a livello di gruppo. Un fenomeno in espansione sia per effetto dell’emergenza che ha visto la chiusura dei punti venditi fisici sia per effetto di un cambio delle abitudini di acquisto già in atto che, possiamo dire, è stato accelerato dalla pandemia».

Insomma, nonostante il Covid e un quadro macroeconomico complessivo che resta incerto vista la sua dipendenza dall’evoluzione della pandemia nei prossimi mesi e dalla conseguente reazione della domanda in un contesto recessivo, l’azienda resta positiva.

Gli investimenti in digitale e retail proseguono, così come la ristrutturazione della Maison Lancel, brand che pesa per circa il 36% sui conti del gruppo (Piquadro il 47% e The Bridge il 17%). «Entro ottobre apriremo due negozi Lancel in Cina - dice Palmieri -, due punti vendita Piquadro sono in rifacimento, mentre abbiamo acquistato un negozio The Bridge a Firenze che andava molto bene ed era in franchising: dal mese prossimo sarà diretto. Stiamo riducendo la distribuzione wholesale per essere più vicini al cliente e coerenti con l’immagine dei nostri marchi. Il Crm è al centro delle nostre strategie perché il rapporto diretto con il consumatore finale è fondamentale».

La distribuzione è un asset strategico per il gruppo che è presente in oltre 50 Paesi con 177 punti vendita tra cui 91 boutique a insegna Piquadro (60 in Italia e 31 all’estero di cui 54 diretti e 37 in franchising), 12 boutique The Bridge (12 in Italia di cui 9 diretti) e 74 boutique Lancel (60 in Francia e 14 in altri Paesi, di cui 68 diretti).

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