Quotate

Piquadro è pronta per nuove acquisizioni

Sfumata l'operazione Sergio Rossi, completato il rilancio di The Bridge e avviato quello di Lancel, l'ad Palmieri si guarda intorno

di Giulia Crivelli

Zaino high-performance della linea Bled, in tessuto tecnico ultraleggero con trattamento Tpu che lo rende elastico e resistente a olio, grasso e abrasione. Ha una cover impermeabile con cappuccio

2' di lettura

A breve arriveranno i risultati del primo trimestre di Piquadro, società quotata alla Borsa di Milano che è più opportuno chiamare gruppo: negli ultimi anni ha acquisito due marchi famosi soprattutto per le borse, The Bridge e Lancel, maison francese che prima apparteneva al colosso del lusso Richemont. Ci sono già invece i risultati dello scorso esercizio, terminato il 31 marzo 2021 che, considerato l’annus horribilis dell’intero tessile-moda-accessorio, fanno essere Marco Palmieri, presidente e ad di Piquadro «moderatamente ottimista». Anche grazie ai segnali, appunto, del periodo aprile-giugno, che dovrebbe chiudere in crescita nonostante il mese e oltre di lockdown in un mercato strategico come la Francia. Il calo del fatturato nello scorso esercizio è stato inevitabile e fisiologico, pari a circa il 25%, ma l’ebitda è sceso solo di 2 milioni e la posizione finanziaria netta adjusted resta positiva per 12,3 milioni.

«Un evento imprevedibile e devastante come una pandemia mette a dura prova qualsiasi azienda e ora che vediamo la fine del tunnel dobbiamo trovare un lato positivo in quel che è successo – spiega Marco Palmieri –. Le persone hanno sofferto moltissimo e fin dal marzo 2020 abbiamo cercato di sostenere dipendenti e collaboratori, le aziende che lavorano per noi e il territorio tutto intorno a noi. Le cicatrici resteranno, nelle persone e nel tessuto produttivo, ma per quanto riguarda il nostro gruppo dobbiamo essere orgogliosi della resilienza dei diversi marchi e della capacità che abbiamo avuto di continuare a progettare e guardare al futuro».

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Tra i fatti positivi dell’esercizio 2020-2021 c’è il turnaround di Lancel (quello di The Bridge era già stato completato prima dello scoppio della pandemia): «Quando, circa tre anni fa, abbiamo acquistato il marchio, la situazione era difficile, perdeva 30 milioni di euro. Quest’anno pensiamo di riportarlo all’utile, anche grazie alla spinta dall’Asia, dove abbiamo aperto quattro punti vendita», aggiunge Palmieri. La solidità del gruppo e la sua visione di lungo periodo, avevano portato l’ad del gruppo bolognese a fare un’offerta per acquisire Sergio Rossi, ma ad aggiudicarsi il marchio di calzature di lusso è stata poi, il 10 giugno, la società cinese Fosun. «Il business delle calzature ci interessa molto – conferma Palmieri –. Per Sergio Rossi avevamo delineato con designer e manager interni un bel progetto. Non smetteremo di guardarci intorno: non è solo questione di crescere come gruppo, ma di valorizzare le eccellenze italiane».

Per affrontare il mercato asiatico e in particolare la Cina, il gruppo ha puntato sul digitale: Piquadro e The Bridge sono entrambi presenti su Tmall, la più grande piattaforma cinese di e-commerce. Piquadro partecipa a Pitti 100, non certo per intercettare buyer dall’Asia o dall’America (che si spera tornino per l’edizione del gennaio 2022), ma per dare un segnale di ripartenza e ottimismo. «Le collezioni di Piquadro hanno sofferto nella parte da viaggio, perché ci siamo tutti spostati infinitamente meno, sia per lavoro sia per piacere o turismo. Le vendite online comunque sono andate molto bene, anche grazie a collezioni che colgono i nuovi bisogni di protezione e sicurezza. Tra i best seller, che d’ora in poi sarà continuativo, lo zaino con le cover staccabili e lavabili», conclude Palmieri.

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