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Pirelli, l'esperienza della Formula 1 aumenta affidabilità, efficienza e performance sulla strada

La ricerca e la progettazione Pirelli è guidata dall'impegno nel motorsport, che la partecipazione ai Gran Premi rende sempre più efficiente e veloce lo sviluppo di ogni tipo di pneumatico.

di Massimo Mambretti

(Zak Mauger / LAT Images)

4' di lettura

La Pirelli è presente da sempre in ogni specialità del motorsport, che considera un vero e proprio laboratorio a cielo aperto del dipartimento R&D. L’esperienza delle corse è il pilone portante dello sviluppo dei pneumatici per le hypercar stradali, la cui progettazione è fortemente ispirata dalla Formula 1 della quale la Pirelli è fornitore unico da più di dieci e lo resterà sino al 2024.

Il costante travaso tecnico dai PZero delle monoposto della Formula 1 a quelli delle più performanti supersportive tenendo come punti fermi l’affidabilità e la prestazione globale ha dato una forte spinta alla digitalizzazione per lo sviluppo dei pneumatici non solo delle supercar, ma anche di tutti di tutte le atre gomme. Infatti, ha ridotto del 30% i tempi della messa a punto, ha incrementato la velocità con cui si possono rimodellare i vari parametri e lo scambio di informazioni tra la Pirelli e le case automobilistiche e, infine, ha limitato il numero di prototipi fisici e dei tempi delle prove su strada. Parametri che avvantaggiano anche la realizzazione dei PZero destinati alle altre categorie del motorsport, da quelli per il mondiale Rally (Wrc) dai quali tempo fa sono nati i runflat a quelli dei campionati in pista, per esempio il Lamborghini Super Trofeo Europa dove si sfidano le Hurácan Evo2.

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Dalla nuova Formula 1 nuovi input

Oggi questo travaso tecnico non solo continua, ma è ancora più evidente e proficuo grazie all’adozione dei pneumatici da 18” in Formula 1 che sono molto simili a quelli stradali, rispetto ai 13 pollici utilizzati dagli anni Sessanta.

Questo cambiamento introdotto dal regolamento della Formula 1 in vigore dal Mondiale 2022 porta in pista dopo oltre due anni di ricerca, sperimentazione e test una delle più massicce rivoluzioni tecniche di sempre, perché ha completamente ridefinito le monoposto. Le Formula 1 odierne sono le più veloci di sempre, basti pensare che in diversi circuiti ci sono tratti dove si superano i 350 all’ora, e devono sopportare carichi mai raggiunti in accelerazione, frenata e, soprattutto, in curva dove a volte si superano i 5g di accelerazione laterale. Tutto ciò avviene con monoposto che rispetto a pochi anni fa pesano oltre un quintale in più, il che rende queste sollecitazioni ancora più stressanti, che per i pneumatici si traducono in condizioni di esercizio estreme. La mole di dati forniti dall’esperienza in pista e la sua accuratezza, unite a capacità di analisi in tempo reale ottenute con la massima precisione strumentale, garantiscono una potenzialità di test e interpretazione eccezionali che elevano ulteriormente il livello della sperimentazione e accelerano la valutazione e l’eventuale adozione di nuovi materiali e strutture.       
Nei primi Gran Premi di quest’anno i PZero F1 Pirelli hanno soddisfatto questi nuovi parametri su ogni tipo di circuito, rivelandosi un trasferimento tecnologico di importanza eccezionale dalle gare alla serie più rapido e tecnologicamente più ricco rispetto al passato per una produzione stradale ancora più performante e sicura specialmente con i pneumatici da 18” in su, ormai molto diffusi.

Incontro tra digitale, virtuale e reale

In pista entrano in gioco anche sollecitazioni da vita reale: stili di guida di tanti piloti, cordoli, tipi di asfalto e temperature differenti, oltre a fondi asciutti e bagnati. Tutti fattori che aiutano a ottimizzare lo sviluppo delle gomme da strada. Per le quali rimane importante anche il lavoro R&D indoor, al quale la Pirelli dedica in un grande building a Milano Bicocca quattro piani sotterranei. Qui si trovano il centro prove, dove c’è un avanzatissimo simulatore di guida come quello utilizzato dai team di Formula 1, che consente di programmare un modello virtuale di qualsiasi auto per ogni situazione di guida e ogni tipo di condizione stradale per testare e sviluppare i pneumatici.

Pirelli, nel centro ricerche dove nasce PZero: la gomma delle Formula 1

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Il simulatore è costituito da un ampio display panoramico avvolgente a 210° che circonda un’auto statica settata pe riprodurre il comportamento e le sensazioni avvertibili dal guidatore in termini di handling e, in buona percentuale, di confort grazie a una capacità di calcolo che analizza 1000 volte al secondo i dati dei pneumatici e della vettura. Un iter importante perché, in seguito, il prototipo analizzato indoor arriverà alla validazione finale dopo i test su strada e in pista in tempi nettamente inferiori rispetto al passato.

Alla Bicocca ingegneri, specialisti e tecnici operano sia nel mondo virtuale e digitale sia in quello reale, o meglio artigianale come le fasi della l’incisione manuale del disegno del battistrada dei prototipi tracciato da un laser. Il fattore umano, quindi, rimane centrale ma si avvale di importanti supporti per mettere alla prova quanto suggerisce l’esperienza per sviluppare pneumatici al passo con i tempi a livello di sicurezza, robustezza, efficienza e confort. Tutti temi che l’evoluzione dei tempi sta trasferendo anche ai pneumatici per le auto elettriche, dove il contributo delle esperienze in Formula 1 si fa valere per quanto riguarda la scorrevolezza, la capacità di recupero dell’energia nei rallentamenti, la robustezza strutturale dei pneumatici che è messa a dura prova in questo caso non tanto dalle performance quanto dall’entità delle masse delle vetture.

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